33. La pluffa d'oro

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Charlie si sistemò la cravatta guardandosi allo specchio della sua camera.

“Stai bene…” disse Molly guardandolo stando in piedi sulla soglia della porta.

“Grazie, mamma…” disse Charlie con un sorriso, grattandosi la barba.

“Però, quei capelli….” Disse la donna guardando sconsolata i capelli rosso fuoco, classico stampo Weasley, tenuti in una coda bassa.

“Perché? Cosa hanno i miei capelli che non va?” Chiese l’uomo guardandosi confuso allo specchio.

“Sono lunghi per un uomo. Dovresti accorciarli…”

Charlie fulminò la madre con lo sguardo.

“Mi ricordo come mi hai conciato dieci anni fa per il matrimonio di Bill. Scordatelo che ti permetto di avvicinarti ai miei capelli ancora. A me piacciono così.” Disse l’uomo.

Molly sospirò.

“Hai preso tutto da tuo fratello Bill! Ora ti manca chissà cos'altro!” Disse Molly sconsolata.

Charlie si morse il labbro per non rivelarle la presenza dei piercings ai capezzoli, del tatuaggio magico e del minuscolo anellino luccicante con la testa di serpente che gli ornava la base del glande.

Lo aveva comprato in onore di Draco quando ancora si frequentavano.

Draco amava farsi scopare perché diceva che con l'anellino il sesso era ancora più spettacolare.

Charlie poi si era affezionato e lo aveva indossato sempre.

Anche se non era completamente circolare, Charlie vi aveva lanciato un incantesimo che gli permetteva di non scivolare via, ingrandirsi o rimpicciolirsi.

“Ti prego, sai che Bill non c’entra nulla…” disse Charlie spostando lo sguardo sull’orologio appeso alla parete. “Devo andare…” disse.

“Ok…” disse Molly avvicinandosi al figlio per afferrargli il volto con entrambe le mani. “Mi raccomando divertiti, non fare troppo tardi e non bere!”

Charlie alzò gli occhi al cielo.

“Mamma, anche volendo non sono un amante dell'alcool…” la rassicurò con un sorriso.

“Ti aspetto alzata…” disse la donna.

“Mamma! Vai a dormire quando vuoi, non c’é bisogno che mi aspetti sveglia! Ho trentacinque anni ormai!”

“E allora? Sei sempre mio figlio, mi preoccuperò per te sempre…” disse Molly guardandolo.

“Si, ma non serve. Ho vissuto a Los Angeles per anni e so cavarmela…”

Molly guardò il figlio con gli occhi lucidi.

“Sono così fiera ed orgogliosa di te!” Disse la donna e Charlie scrollò la testa.

“Non piangere. È solo una serata di gala… faccio il bravo, promesso…” disse lasciandole un bacio sulla guancia prima di entrare nel camino dove si sarebbe trasportato direttamente nell’albergo che ospitava la premiazione tanto attesa del mondo di Quidditch.

Nonostante avesse un posto libero per poter invitare chiunque, Charlie si era presentato all’evento da solo.

Quella serata era importante perché si premiavano con la Pluffa d’Oro i giocatori e gli allenatori più bravi dell'anno.

Quella era la prima nomina che Charlie aveva ricevuto e complice anche il neo passaggio al Puddlemere United, Charlie non poteva non andare.

Non appena mise piede fuori dal camino, venne invaso dai flash abbaglianti dei paparazzi.

~Drarry~ IL CUORE NEL BOCCINO🌈Leggi questa storia gratuitamente!