21. scuse

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Draco Malfoy stava dormendo beatamente nel suo letto quando un movimento alle sue spalle lo svegliò.

Un forte mal di testa travolse, quando, cercando di aprire gli occhi, il sole proveniente dalla finestra gli ferì gli occhi.

A quel punto Draco si coprì la testa con il piumone e fece per voltarsi dall’altra parte andando a sbattere contro un corpo.

“Che cosa cazzo…” stava dicendo intontito prima che la persona presente nel letto si mettesse a sedere.

Draco sollevò lo sguardo e aggrottò le sopracciglia.

“E tu chi sei?!” Chiese guardando il ragazzo moro presente che aggrottò le sopracciglia.

“Come chi sono? Sono Ryan, il barista del Babylon LA. Abbiamo scopato tutta la notte…” disse imbronciandosi.

Draco sollevò le coperte e si accorse di essere effettivamente nudo.

Sbuffando, si portò entrambe le mani sul viso cercando di svegliarsi.

Di certo quello non era affatto un buon giorno!

Cosa diavolo era successa la notte prima?!

Draco proprio non lo ricordava.

Se si era svegliato con il barista nel suo letto, di certo doveva essere uscito.

Ma che cosa ci faceva però nel suo letto?

Lui non aveva mai portato NESSUNO a casa e soprattutto a dividere con lui il letto durante la notte.

Dopo aver chiuso con Charlie, la sua vita era diventata grigia e monotona.

Aveva così deciso di andare a trascorrere del tempo nella Dark Room del Babylon LA, scopando con sconosciuti senza volto e senza nome, solo ed unicamente per non pensare al suo cuore irrimediabilmente spezzato.

Aveva trovato l’uomo perfetto in Charlie e la notizia che avesse accettato il trasferimento in Patria per allenare un’altra squadra lo faceva impazzire di dolore.

Draco si era innamorato del suo allenatore e il pensiero di averlo trovato, amato, vissuto e poi lasciato lo lasciava sempre senza fiato.

Per questo motivo aveva preferito le sveltine nel locale gay, solo che adesso non capiva proprio cosa cavolo ci facesse il barista a casa sua.

“Come siamo arrivati qui?” Chiese Draco passandosi una mano tra i capelli biondi, trovandoli bagnati e appiccicosi.

Draco tolse immediatamente la mano, disgustato.

Il barista sbuffò.

“Con la materializzazione. Sei venuto tu da me. Mi hai chiesto un Whiskey e poi dopo essertelo scolato in un sorso mi hai chiesto quando finivo il turno. Nemmeno il tempo di uscire fuori che ci hai materializzato entrambi qui e mi sei letteralmente saltato addosso….”

Draco strizzò gli occhi e poi si alzò dal letto, completamente nudo, per raggiungere il bagno.

Prima di entrare però, si voltò verso lo sconosciuto.

“Quando sarò uscito non voglio trovarti più qui o giuro che chiamo gli Auror…”

Il barista spalancò la bocca per replicare ma ormai Draco.aveva sbattuto la porta alle sue spalle lasciandolo ammutolito ancora a letto.

Il barista scese allora dal letto per cominciare a vestirsi, sentendo la rabbia pervaderlo.

Come si permetteva quel ragazzino di trattarlo in quel modo freddo?

~Drarry~ IL CUORE NEL BOCCINO🌈Leggi questa storia gratuitamente!