11. LA Babylon

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Draco era da poco uscito dalla doccia e aveva indossato l’accappatoio quando il campanello di casa prese a suonare.

Confuso, controllò l’orario e sbarrò gli occhi.

Non poteva essere Charlie, vero?

Quando andò alla porta, guardò allo spioncino e  il suo cuore fece una capriola nel petto.

Cazzo, era davvero lui.

E ora? Si chiese Draco impanicato mentre  si passava una  mano tra i capelli platino umidi dalla doccia.

Draco prese un profondo respiro mentre sentiva Charlie suonare nuovamente il campanello.

Abbassò lo sguardo tra le sue gambe e prego mentalmente  che il suo uccello non gli facesse qualche brutto scherzo e decidesse di mettersi in mostra mettendolo in imbarazzo.

Si era appena masturbato sotto l’acqua calda della doccia, non gli poteva diventare  ancora  duro, no?

Maledizione a  lui e al fatto che non indossasse mai i boxer appena uscito dalla doccia, ma odiava vestirsi appena uscito perché era ancora  umido e lui non voleva sentire i vestiti appiccicarsi addosso e poi avrebbe cominciato a sudare e lui non poteva permettersi di sudare, soprattutto perché quella sera sarebbe dovuto uscire con il suo coach,  nonché cotta stratosferica da anni.

Aveva sognato quel momento per secoli, non poteva mandare a puttane tutto, no?

Quando sentì i pugni sulla porta, Draco trasalì.

Sì era di nuovo perso nei suoi pensieri?

“Arrivo!” Disse Draco a voce alta mentre toglieva la catena e sbloccava la porta prima di aprirla e sorridere a Charlie che lo fissò.

“Sono in anticipo?” Chiese senza risparmiarsi una occhiata sul suo corpo ancora coperto dall’accappatoio.

Quando lo vide far scorrere gli occhi lungo le sue gambe, assolutamente depilate e suoi piedi nelle ciabatte, Draco ebbe un flash dove lui si trovava seduto sulla faccia di Charlie che gli praticava del rimming mentre lui gli faceva una sega con i piedi.

“Draco?!” La voce preoccupata di Charlie lo distolse dai suoi pensieri pornografici.

Da quando gli piaceva l’idea delle seghe con i piedi?

Odiava i feticisti e odiava i piedi.

Che schifo.

Fosse stato per lui avrebbe amputato tutti i piedi del mondo e dopo aver creato una dittatura e avrebbe fatto bruciare vivi in piazza tutti i feticisti.

“Draco, ma mi stai ascoltando?!” Chiese l’uomo e Draco avvampó.

“Sì. Scusa. È che… non pensavo arrivassi adesso, devo ancora vestirmi..” disse Draco facendosi da parte per farlo entrare.

Sentiva le guance andare a fuoco.

Schifato ancora per quel pensiero feticista.

“Posso aspettarti, se vuoi, non è un problema…”

“Certo! Faccio in un attimo!” Disse Draco con un sorriso indicandogli il divano.

“Vuoi un caffè? Un the? Acqua?”

“No, nulla Draco, davvero. Vatti pure a vestire…” disse Charlie facendo seguire la frase da un sorriso che fece volare il cuore di Draco in picchiata nello stomaco per poi risalire di nuovo nel petto.

E poi sentì il suo pene cominciare a svegliarsi.

No.

Non poteva e non doveva far vedere al suo Coach quanto lo eccitasse averlo lì in casa sua sul divano anche se c'era già stato e Draco non aveva affatto alcuna intenzione di ammettere di aver afferrato il.cuscino del divano sul quale si era seduto il rosso e lo aveva sniffato una volta a letto.

~Drarry~ IL CUORE NEL BOCCINO🌈Leggi questa storia gratuitamente!