8. conforto

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Harry sbattè entrambe le mani sul tavolo di legno, guardando in faccia la commissione disciplinare di Quidditch.

Cinque giornate di squalifica.

"Non potete!" Urlò il moro, gli occhi lucidi.

"Signor Potter, il suo comportamento oltre che lesivo per il signor Malfoy è contro ogni regola di rispetto e cooperazione con gli altri giocatori della squadra. Lei è il simbolo di questa squadra, lei è l'idolo dei giovanissimi, deve essere di esempio per tutti loro. Cosa insegna mostrando sul campo la violenza? È questo il modo di reagire? Violenza su violenza?"

Harry strinse i pugni, le guance rosse.

"Ha insultato mia madre..." Disse con rabbia.

"Agli arbitri insultano di continuo le mogli, non mi pare di aver mai visto un arbitro volare verso gli spalti e prendere a pugni uno spettatore. Dovrebbe farsi scivolare gli insulti invece di attaccare briga..."

"A quanto pare sua madre non è defunta come la mia..." Disse Harry.

"No, ma per quanto posso umanamente capire la sua rabbia, sono qui per giudicarla a livello sportivo. Confermo le cinque giornate di squalifica e sarò clemente nel fargliele guardare direttamente dalla tribuna...."

"Giochiamo contro la prima in classifica il mese prossimo! Non possiamo permetterci di perdere!"

"Io credo che sarete in buone mani. Conosco il Signor Malfoy, è un cercatore scattante e veloce. Giocherete bene..."

"Ha solo quattro anni di esperienza!" Protestò Harry.

"Quindi? È molto più bravo di altri cercatori che giocano da più tempo..." Disse l'uomo guardandolo in faccia prima di alzarsi.

Quando gli tese la mano per salutarlo, Harry strinse le braccia davanti al petto, voltando la testa da un lato.

Non lo avrebbe ringraziato per quella punizione.

Un mese lontano dal campo.

Era assurdo!

Non appena rimase da solo nella sala riunioni della società, Harry si prese la testa tra le mani.

Che cosa avrebbe fatto adesso?!

~*~

Charlie era appena uscito dalla doccia quando si accorse di un gufo appollaiato sulla sedia del salotto.

Sì stava passando l'asciugamano tra i capelli rosso fuoco quando afferrò la piccola pergamena dalla zampetta del gufo che tubò, guardandolo con i suoi grandi occhioni gialli e la testa inclinata da un lato.

Charlie scoppiò a ridere e gli accarezzò la testa, osservando gli occhi del gufetto chiudersi in adorazione.

"Vieni con me, dovrei avere qualcosa per te" disse l'uomo facendo salire sul suo braccio il gufetto per poi portarlo in cucina.

Aprì uno sportello e afferrò del cibo che diede direttamente al gufo che prese a beccargli delicatamente il palmo mentre mangiava.

Una volta finito, il gufo scrollò le piume e volò via attraverso la finestra della cucina, lasciando Charlie da solo.

L'uomo aprì la pergamena e aggrottò le sopracciglia.

"Ti prego, vieni da me, ho bisogno di te... H."

~*~

Charlie raggiunse l'appartamento di Harry intorno alle otto di sera.

Non appena uscì dal camino in salotto, vide Harry uscire dal bagno con un telo bianco attorno alla vita.

"Charlie..." Disse il moro prima di correre da lui e baciarlo con passione.

"Cinque giornate di squalifica. Cinque!" Piagnucolò il moro posando la fronte contro il petto del suo allenatore e amante.

"Lo so, mi dispiace..." Disse Charlie accarezzandogli la schiena nuda.

"Ti fermi a cena? Sono appena tornato ma ho ordinato sushi... So che tu adori il pesce..." Disse Harry accarezzandogli il petto prima di dargli le spalle e recarsi in camera da letto per vestirsi, senza però chiudere la porta, alla fine erano anni che si frequentavano e Charlie aveva visto Harry più nudo che vestito.

Mentre il rosso lo osservava infilarsi una t-shirt nera sui pantaloni della tuta, ripensò al pomeriggio passato con Draco e a come si fosse sentito in pace con il nuovo acquisto.

Era stato un buon colpo e Charlie non vedeva l'ora di poterlo vedere durante il campionato.

Si era innamorato del suo modo di volare, così affinché al suo che quando poi gli aveva confessato di averlo seguito sin da quando ero piccolo, gli aveva fatto un piacere immenso.

Era da tanto che non si sentiva così con un altro uomo.

Adorava Harry, ma quel Draco lo attirava come una calamita.

Charlie venne bruscamente interrotto dal suono del campanello e dal profumo intossicante di Harry quando gli passò davanti per andare a pagare il fattorino.

Quando portò le buste in cucina, Charlie sbarrò gli occhi.

"Avevi intenzione di mangiarti tutte queste cose da solo?" Chiese il rosso aprendo i contenitori da asporto.

"Ma io già sapevo che non sarei rimasto da solo questa sera. Ti ho inviato un gufo..." Disse Harry prima di lavarsi le mani.

"Hai detto che eri disperato.." disse Charlie e Harry sollevò gli smeraldi su di lui.

"Certo che lo sono! Cinque giornate sono troppe per me! Io ho bisogno di giocare! Sono il capitano!"

Charlie annuì ma non rispose.

Sapeva che quell'argomento gli avrebbe solo tolto la fame e lui non aveva assolutamente voglia di litigare con Harry.

Non ancora, per lo meno.

Prima avrebbe cenato, poi avrebbe scopato con Harry e infine, come sempre, avrebbero finito per discutere.

~Drarry~ IL CUORE NEL BOCCINO🌈Leggi questa storia gratuitamente!