Capitolo 10 - Part 2

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Raggiungiamo gli scalini di pietra e risaliamo in superficie: il caldo secco di Napoli ci accarezza la pelle nuda del viso. C'è più luce di prima, il cielo è diventato di un blu più chiaro.

«Va bene, torniamo alla villa» dice Giulia, per poi avviarsi lungo il vicolo.

Seguiamo il palmare di Lisa, o almeno lo segue lei, noi due ci limitiamo a trotterellarle dietro. Mentre io e Giù parliamo di ciò che abbiamo visto, lei non dice una parola.

«A proposito, gli umani li avete liberati?» domando a un certo punto io. Un silenzio tombale piomba nel gruppo. Oh, cazzo...

«Non ne ho trovato nemmeno uno da me. Sono fuggiti tutti nella stanza di Giulia» si riscuote a un certo punto Lisa, la voce che trema di pianto e gli occhi lucidi. Mi volto verso Giù, aspettandomi una risposta, ma lei abbassa il capo, mordendosi un labbro.

«Non c'era nessun...» ma non riesco a dire "umano" che alza la testa, lo sguardo cupo come mai prima d'ora.

«Sono morti» m'interrompe con durezza. Per un secondo è come se non l'avesse neanche detta quella frase, forse perché non era la risposta che mi aspettavo o perché mi sembra troppo assurdo crederci. Abbiamo fallito la missione e degli innocenti sono morti per noi. Non può essere vero...

«Il master lo sa già, li hanno uccisi le Anime, si sono impossessate di tutti loro... anzi, quasi tutti» continua lei, pronunciando l'ultima frase come un sussurro, come se non fosse riuscita a trattenerla. Un barlume di speranza si accende dentro di me.

«Quindi qualcuno è ancora vivo!» esclamo facendo per tornare indietro, finché Giulia non mi ferma per un polso. I suoi occhi si alzano sui miei, scintillanti sotto la luce ambrata dei lampioni. Le labbra le tremano, ma nonostante questo decide di stringere i denti e ricacciare indietro le lacrime.

«Uno è sopravvissuto al possesso, ma... mentre stavo ritornando, mi ha vista mentre uccidevo un'Anima e... e ho dovuto farlo, come ha detto il master. Ti assomigliava molto, lo sai?»

Improvvisamente il viso di Giulia si offusca. Ha ucciso una persona, l'unica salvabile in mezzo a quel macello... no, non voglio crederci. Lo so, l'ha fatto per proteggersi, per proteggerci, ma al Covo pensavo che il master esagerasse su questa questione del "non essere visti".

Oh, ma andiamo! Come potevo anche solo pensarlo?! Basta solo vedere dove quello ha deciso di vivere!

Eppure Giù l'ha ascoltato, gli ha creduto e ha ucciso... non pensavo che sarebbe finita così.

«Non sapevo cosa fare. Avevo paura, Raffa» aggiunge lei con voce sommessa. Quando la vista si rimette a fuoco, grosse lacrime scendono sul viso di Giulia come fiumi in piena, le guance arrossate e gli occhi spinti all'ingiù più del solito.

Cosa cazzo ci tocca fare...

Le accarezzo i capelli e l'avvicino contro la mia spalla, stringendola tra le braccia. Non voglio incazzarmi, ormai ciò che è fatto è fatto, probabilmente anch'io avrei reagito allo stesso modo, ma soprattutto non voglio peggiorare le cose. Se questo mondo è davvero così crudele, noi dobbiamo restare uniti.

«In che senso somigliava a Raffa?» domanda Lisa con tono allarmato, ha anche rallentato il passo.

«Ti prego, non mi ci far pensare» piagnucola Giù, il viso ancora premuto contro la spalla. «So solo che era diverso: aveva più brufoli e indossava una polo rossa.»

Lisa s'irrigidisce di colpo. La sua schiena si drizza all'istante e il silenzio inquieta anche Giulia, che si scioglie dall'abbraccio e si volta verso di lei.

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