2 - Maggio 1889 - Mina

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Il giorno in cui conobbi Jonathan era l'anniversario della scomparsa della mio caro padre. Mia madre organizzò un tè con certe amiche di famiglia, io chiesi alla mia Lucy di farmi compagnia e, nel mezzo del party, Edmure, il nostro maggiordomo, accompagnò l'appena giunto Jonathan Harker, figlio di una delle compagne di mia madre.

Le signore si accesero tutte di entusiasmo – sospetto fossero tutte a conoscenza della commediola architettata da mia madre – e si spostarono nell'altro salotto, trascinandosi via anche Lucy. In imbarazzo, pregai Jonathan di accomodarsi e nel farlo incontrai i suoi occhi. Subito li abbassò e arrossì, ancor più in imbarazzo di me. Chinandosi per sedersi inciampò nel tavolino e fece cadere le tazzine e i piattini, mandando tutto in frantumi sul pavimento. Risi della sua goffaggine e finalmente anche lui alzò lo sguardo su di me e sorrise. -''Sono un disastro'' - azzardò, con una voce gentile e calda.

Questo è stato il primo incontro con il mio caro Jonathan. I giorni seguenti scoprimmo che le nostre madri stavano spingendo per farci sposare, ma entrambi speravamo di conoscerci un po' meglio. Sapevo però che Jonathan era un ragazzo responsabile, molto serio e che si stava impegnando molto nel suo lavoro di avvocato, per guadagnarsi una posizione stabile e sicura per il futuro. Questa cosa mi rincuorava da un lato, ma mi rendeva nervosa dall'altro lato anche se non ne capivo il motivo: un buon partito come Jonathan avrebbe fatto la gioia di ogni ragazza dabbene di Londra in quegli anni. Eppure non riuscivo proprio a darmi pace. Lucy mi accusava di troppo romanticismo, in effetti non mancavo di fantasticare, insieme a lei, su certi affascinanti personaggi di libri che avevano cominciato a girare tra le fanciulle londinesi, ma non mi sembrava di esserne così coinvolta.

In ogni caso, in quel periodo avevo cominciato anche io a cercare di sistemarmi, avevo infatti trovato un lavoro come insegnante privata presso una facoltosa famiglia alto borghese, i Mills, e lavoravo saltuariamente come dattilografa. Ma nel mio animo sembrava sempre agitarsi qualche cosa.

Io sono MinaWhere stories live. Discover now