Le mani, le mie

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Da ventisei anni e quasi quattro mesi a me fanno continuamente male le mani, soprattutto palmo e polpastrelli, costantemente e incessantemente. Non appena si varca la linea del polso ecco che sento il dolore. Un dolore che in tutti questi anni non è mai cessato anche se è mutato ed è mutabile. È cambiato dicevo, perchè all'inizio della mia patologia, nel momento in cui la sensibilità andava tornando nelle varie parti del corpo, le mie mani si sono "accese". Ma non "accese" perchè riuscivo a sentire anche nuovamente il tatto o il movimento fattomi fare durante la fisioterapia (vi ho già raccontato che iniziai da subito la riabilitazione) ma "accese" come quando si accende un fuoco, si accendono dei ceppi nel camino o il carbone per il barbecue se volete. La sensazione era, ed è, proprio questa, ossia quella di tenere dei carboni ardenti con le mani, costantemente, incessantemente e anzi di come  questa sensazione aumentasse al solo sfioramento delle mani, figurarsi durante la manipolazione, per dirne una. Tanto è vero che la principale causa della retrazione tendinea che ho alle dita è dovuta alla grandissima difficoltà a fare  la manipolazione soprattutto nei primi anni. Ma è cambiato, come stavo per dirvi, soprattutto per due fattori: quelle sensazioni al limite della sopportazione umana erano causate dalla recentissima lesione al midollo spinale che necessita di alcuni anni prima di stabilizzarsi e poter quindi "calmare" le sue funzioni alterate dallo shock. Il secondo fattore è la disponibilità da alcuni anni di farmaci che aiutano a diminuire le neuropatie agendo direttamente a livello centrale. Diminuire ma non far cessare ahimè. Tutto ciò oggi mi consente, quanto meno, di riuscire, seppur stringendo i denti, a fare la fisioterapia alle mani. Anche se il momento più terribile era, è, speriamo nn per sempre, sarà il taglio delle unghie. È come se una scossa partisse dalla falangetta e arrivasse dritta e spietata al cervello. Great Scott!
Non ho scordato che vi ho detto anche mutevole. Ancora oggi, e a meno di novità perduratamente, l'intensità del dolore varia a seconda, ad esempio, delle condizioni climatiche (la pressione atmosferica ha effetti sul midollo spinale) specialmente se si tratta di cambi repentini del tempo, oppure da altri fattori non ben specificati che vi confesso a volte faccio fatica a individuare io stesso.
Resta comunque il fatto che a me le mani fanno male anche quando sono "così" libere, poggiate sul materasso dal lato del dorso (palmi in sù) quando sono, come adesso che vi sto scrivendo, disteso sul letto.

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