Capitolo 10 - Part 1

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Anche l'ultimo corpo cade a terra e, come gli altri, si scioglie in un tappeto di cenere. Proprio come tutte le Anime che ho incontrato...

Le urla finalmente cessano, lasciando la stanza in un silenzio agghiacciante.

«Devi andartene da qui, subito», sibila il master nell'auricolare, richiamando la mia attenzione. Le mie gambe non si muovono di un millimetro.

«Perché sono così

Silenzio. Un sospiro mi vibra nell'orecchio.

«Te l'ho detto che erano delle Anime» risponde piano, quasi con prudenza.

«Vuoi dire che...»

«Non si può salvare il mondo, Giulia. Missione fallita. Ora pensa a trovare gli altri e a tornare al Covo.»

Non si può salvare il mondo.

Tutta questa cenere... un tempo erano persone, persone normali. Non si meritavano tutto questo, non se lo meritavano affatto.

Devo andarmene da qui, prima di stare male ancora. Esco dalla stanza per cercare altri, proprio come ha detto il master.

Di nuovo l'aria gelida dell'entrata mi punge la pelle, mentre la schiena si scontra con la parete ruvida

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Di nuovo l'aria gelida dell'entrata mi punge la pelle, mentre la schiena si scontra con la parete ruvida. L'impatto è più violento di quelli precedenti. Davanti all'uscio vedo la figura di Androm, gli occhi incendiati di rabbia, mentre un rivolo di sangue nero gli scivola lungo il fianco destro. Per fortuna mi son ricordato del coltellino che mi ha dato il master qualche giorno fa, così da ferirlo sotto le costole quando mi ha appeso al muro.

Il Cacciatore mi fissa per qualche istante, per poi scomparire nel nulla e ricomparire un attimo dopo a pochi centimetri dal mio corpo. Mi afferra di nuovo per la gola e mi spinge contro la parete. Questo stronzo mi ammazza, lo sento. La sua stretta è forte, l'aria inizia a mancarmi e presto la vista si fa più sfocata. Tento di divincolarmi afferrandogli la mano, graffiandogli le dita e cercando di staccarle; ma sono come tenaglie di ferro che premono sempre di più, sempre più a fondo. Gli prendo il braccio, affondando le unghie nella sua carne grigia, invano.

Non lascerò che questo bastardo mi uccida, io non voglio morire, tantomeno per mano sua. Sfrutto le poche energie rimanenti per far sanguinare ancora di più la ferita al fianco, ma, nonostante la smorfia sul suo viso, Androm ignora il dolore. Gli stringo ancora di più il braccio, stavolta con anche l'altra mano, però, seppur io tiri, so che lui non mi lascerà.

Improvvisamente un urlo di dolore mi squarcia le orecchie e le mie ginocchia toccano il terreno. L'aria invade di nuovo la mia gola diventa per un attimo la sensazione migliore del mondo. Mi rialzo lentamente, massaggiandomi il collo, mentre con sollievo e compiacimento vedo Androm premersi una mano sopra il braccio ustionato. Sul mio indice, l'anello del master brilla di un'intensa luce arancione.

Sorrido. «A questo non puoi resistere, eh, stronzo?!»

Androm alza la testa, rosso di rabbia – va beh, rosso si fa per dire.

I suoi occhi neri mi fissano, attirando i miei come magneti. Mi fissano per pochi secondi che paiono secoli e improvvisamente non sorrido più. Un ruggito e si lancia contro di me con entrambe le braccia tese. L'istinto mi porta a gridare, ma chi mai potrebbe sentirmi?

I nostri corpi sono di nuovo l'uno appiccicato all'altro, le sue mani premono contro i miei polsi e il suo fetore di morte mi opprime le narici. Ripeto: non voglio morire per opera sua, non voglio che questa puzza sia l'ultimo odore che sento. Tengo gli occhi serrati il più possibile, così da non vedere quel suo viso del cazzo e costringendomi a respirare con la bocca. 

Un altro grido e i suoi artigli mi lasciano.

I miei piedi toccano il pavimento, stavolta senza cedere. Una volta a terra, la curiosità mi spinge a sollevare le palpebre, ma non posso credere a quello che sto vedendo: Giulia è davanti a me, gli occhi neri rivolti verso il corpo steso a terra di Androm, che ogni secondo si contorce sempre più a fondo. I muscoli di lei si tendono oltre ogni limite, decisi ad ammazzare quel mostro definitivamente.

«Non puoi ucciderlo, Giù!» esclamo, ma le urla del Cacciatore coprono la mia voce. «Giulia!» insisto.

Giulia non mi ascolta. Questa è testarda forte. Potrei usare la forza... no, non voglio toccare una ragazza!

Il viso di lei si fa sempre più pallido e le gambe tremano, mentre pian piano vedo le energie scivolarle via. 'Fanculo, devo rischiare.

Corro da lei e la prendo per le spalle. I suoi occhi ridiventano di colpo castani e noto del sangue tra i suoi capelli.

«Ma che cazzo fai?!» sbotta Giulia, fulminandomi con lo sguardo. «Lo stavo per ammazzare!»

Le afferro il braccio e l'avvicino al mio petto con uno strattone.

«No, avresti solo ammazzato te stessa!» ribatto. Non mi piace urlarle in quel modo, ma non voglio perderla subito, tantomeno per colpa di quel mostro.

Le urla di Androm si mozzano, sostituite da gemiti strozzati.

«Il ragazzo sta cominciando a ragionare» la voce serpentina risuona come un sibilo di fianco a noi. È ancora mezzo accovacciato a terra, ma i muscoli di Giulia s'irrigidiscono lo stesso. Le afferro il braccio prima che possa fare qualche mossa e la sento sussultare sotto il mio tocco. Mi guarda sorpresa.

«Lascialo stare, ok?» le dico piano con voce più calma. Corrucciata, stringe le sopracciglia, ma non ribatte. Le accarezzo la nuca e un mezzo sorriso si forma sul viso tondo.

Improvvisamente qualcuno sbatte una porta e Lisa compare sulla soglia, i capelli arruffati e l'aria sconvolta. Posa lo sguardo prima sul corpo di Androm e poi su di noi.

«Che è successo qui?» domanda col fiato pesante. Io e Giulia ci guardiamo, pensando la stessa cosa: "storia lunga, non abbiamo tempo".

Do un'occhiata ad Androm, già seduto sulle ginocchia. Mi lancia uno sguardo di fuoco.

«Dobbiamo andarcene da qui» mormora la mia voce più spaventata di quanto volessi. Le ragazze mi guardano perplesse.

«E che facciamo con lui?» chiede Giulia indicando il Cacciatore che sta per rimettersi in piedi.

«Ci penso io, voi avviatevi» risponde Lisa, per poi avvicinarsi al corpo. Non so che voglia fare, ma non c'è tempo per scoprirlo. Io e Giulia cominciamo ad avviarci, ma subito la curiosità mi spinge a voltare la testa.

Lisa alza una mano nella direzione di Androm, l'anello scintilla più che mai di un azzurro glaciale. La pelle di lui comincia a coprirsi di brina, congelando prima le gambe, poi le braccia, il collo e infine la testa, trasformando il Cacciatore in una statua di ghiaccio. 'Bella idea'.

«Muoviamoci prima che si scongeli!» esclama lei raggiungendoci di corsa.

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