Prologue: Red

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Ci sono cose che non cambieranno mai.

Non cambieranno mai i miei capelli, con cui adesso ho veramente perso le speranze e che lascio vivere liberi e selvaggi perché niente, e dico niente, riesce a donar loro un po' di volume.

Non cambierà mai mia sorella che, puntualmente, mi chiama non per sapere come sto o come procede la mia vita, quanto per insultare Hamilton per un'ora di seguito uscendosene poi con un 'almeno tu mi ascolti'.

Mi chiedo seriamente cosa direbbe se sapesse che, mentre si dà alle invettive quasi dantesche contro il pilota di Formula Uno, io faccio di meglio, come spinzettarmi le sopracciglia o farmi maschere che promettono di lasciarmi una pelle degna di Vogue e che, come sempre, falliscono miseramente.

E soprattutto, soprattutto non cambierà mai Chloe che invita i componenti della sua setta satanica -altrimenti conosciuti come aspiranti astrologi- quando sa che Daniel dormirà da noi.

"Senti, non posso mandarli via. Mi vedono come un vate, vuoi davvero che li deluda in questo modo? Stavamo per affrontare l'influenza di Lilith nei vari segni!" sbuffa con tanto di mani sui fianchi, già in tuta viola a sprazzi gialli, quella che lei chiama la tuta da mistica, ed io mi limito a guardarla, ancora vestita come ero stamattina per andare lezione.

I miei pantaloni con le mucche mi chiamano disperatamente.

"Te lo avevo detto tre giorni fa che Daniel sarebbe venuto - in più sensi. Non puoi farmi annullare tutto adesso, sarà qui a momenti" ribatto, guardandola supplice, tentata di mettermi in ginocchio e di appellarmi alla bontà del suo segno.

Peccato che capricorno e bontà siano praticamente contrari.

"Tamara, ti voglio bene ma sei un dito su per il culo" cede la mia migliore amica nonchè coinquilina, togliendosi la sua tunica da mistica e andando a chiamare i suoi adepti per dir loro che la riunione è annullata.

Sorrido tra me e me, soddisfatta, e faccio per andare dai miei tanto bramati pantaloni di pile con le mucche quando il campanello suona, e anche se so che è Daniel, il mio ragazzo, la voglia di cambiarmi è così tanta che sbuffo andando ad aprirgli.

E questo è niente rispetto all'espressione sulla mia faccia quando apro la porta, trovandomelo davanti in pantaloni eleganti, camicia bianca e farfallino nero.

"Abbiamo un matrimonio di cui non ne sapevo niente? Stiamo per incontrare la regina Elisabetta? Vuoi chiedermi la mano?" domando confusa, cercando di non soffermarmi sulle cosce di Daniel nonostante siano un attentato in itinere ai miei ormoni.

Dio, quando distribuiva la bellezza, è stato altamente ingiusto: ha dato a lui tutta la bellezza che mi ha negato, e non ha neanche compensato dandomi il talento per le battute.

Il risultato? Battute squallide che fanno alzare gli occhi al cielo a mia sorella, che fanno quasi soffocare il mio fratellastro e che fanno andare via Chloe per evitare che mi tiri qualcosa addosso.

Daniel mi guarda con un sorrisino, accorgendosi che la mia attenzione è rivolta alle sue gambe e non alla sua faccia -il naso è l'unico problema, lo farebbe ammosciare anche a Rocco Siffredi, ma lo amo lo stesso-, facendo poi cenno al cellulare nella sua mano: "non hai letto il messaggio, vero?".

"Diciamo che sono stata occupata a cacciare di casa Chloe e la sua setta astrologica per la nostra serata".

"Ecco, a proposito di questo..." comincia, portandosi una mano sulla nuca, e quando dice così sono guai.

Dopo due anni e mezzo di relazione, lo conosco meglio delle mie tasche.

"Ti prego, non farmi uscire. Fammi rimanere nel mio loculo a marcire e guardare film della Marvel" lo supplico, facendolo entrare perchè sono certa che il mio vicino di casa userebbe questa conversazione contro di me per spingermi a lasciare Daniel che mi guarda, dispiaciuto.

Gorgeous || Luke HemmingsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora