Capitolo 8

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Non so quanto tempo passò da quando io e Noah cominciammo a baciarci, avevo chiaramente perso la condizione del tempo. Lui semplicemente mi teneva stretta a sè, cingendomi i fianchi, mentre io poggiavo delicatamente le mani sulle sue spalle.

Dopo un po' lo sentii allontanarsi da me.

Mi guardò e mi sorrise. Io ricambiai il sorriso ancora confusa dal bacio.

Bacio...cavolo avevo baciato Noah...come avrei potuto guardarlo in faccia da ora in poi? Feci per allontanarmi ma lui mi prese per il braccio.

-Lusy no, aspetta-

-Lasciami andare Noah-dissi cercando di mollare la sua presa

-Non se ne parla neanche-

-Ti prego lasciami - cominciai a piangere e lui sbiancò

-Lusy...no ti prego...non piangere-mi strinse in un abbraccio.

Io a mia volta mi strinsi a lui e cominciai a piangere, liberandomi da tutti i miei problemi.

-Perchè. ..perchè l'hai fatto Noah?- chiesi qualche minuto dopo allontanandomi da lui quel che serviva per guardarlo dritto negli occhi.

-Io...non lo so. Sentivo il bisogno di farlo. - disse guardandomi. Guardandolo negli occhi capii che mi diceva la verità. -Sono giorni che non faccio che pensarti. Tu...tu mi hai raccontato la tua vita. Io ti ho raccontato la mia. Raccontare la mia vita per me è davvero importante. Nessuno apparte i miei la conosce...neanche i miei amici più cari. -disse abbassando la testa -Io ti ho spiata mentre leggevi, sono arrivato alla tua scuderia due volte in queste settimane solo per vederti spazzolare i cavalli da lontano, anche sotto la pioggia. Ho continuato a leggere quel romanzo che alla fine non mi piaceva neanche tanto, solo perché sapevo che a te piace, volevo leggerlo e pensare che anche tu l'avessi fatto. Ho corretto le verifiche con due giorni di ritardo perché in classe a ricreazione non facevo che guardarti e a casa non facevo che pensare a te che piangevi e ti confidavi con me come non avevi mai fatto. Hai torturato i miei pensieri per giorni e io non so neanche il perché, ma in questo momento sei la persona che sento più vicina sulla faccia della terra.-

Allora...non ero l'unica. Forse anche io piacevo a Noah, o almeno mi voleva bene...troppo bene.

-Anche io. Anche io ti ho pensato molto. Credo di averti anche sognato l'altra sera. Non so cosa pensare, non so cosa provo... so solo che sei qualcuno a cui tengo molto...molto, molto.-

Lui mi sorrise. Un sorriso bellissimo e contagioso, un sorriso a 32 denti.

-Credo tu mi piaccia- disse ed il mio sorriso svanì.

-Io ho 20 anni Noah e sono una tua studentessa-

-Lo so, ma a questo non posso farci nulla- si avvicinò ancora a me.

-Noah basta, smettila di avvicinarti non capisci che mi fai male così? -

-È l'ultima cosa che voglio...farti del male. Ma tu mi piaci Lulù...-

-Anche tu...credo. Ma è una cosa impossibile.-

-Nulla è impossibile! Io sono solo un tuo supplente, sono momentaneo. Fino all'ultimo anno cambierete supplente tantissime volte e io magari verrò anche trasferito in un'altra scuola.-

-Ma...-

-Ma niente Lusy. Cosa sono qualche anno di differenza? Andiamo d'accordo, ci confidiamo e stiamo bene insieme. Per ciò che mi è successo ho perso molti anni della mia adolescenza, della mia infanzia. Mentalmente siamo coetanei.

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