Capitolo 50

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Metto l'ultimo vestito nella valigia e la chiudo con un po' di sforzo, a causa della quantità di cose che ho portato.
Okay... staremo solo due giorni e mezzo, ma sono una ragazza e devo avere tutto a portata di mano.
E quando dico tutto, intendo TUTTO.
Ovviamente non potevo non portarmi quasi tutto l'armadio.
Voglio dire... se sono indecisa su cosa mettermi, almeno ho un'ampia scelta.
Ovviamente ho messo anche delle cose nella borsa di Nathan, che come fanno sempre gli uomini, si è portato le mutande giuste per i giorni, così come per quanto riguarda i vestiti.
Ma come si fanno a portare le cose contate?
Non potrei mai fare una cosa del genere.

«Spero che dopo esserti presa quaranta vestiti tu sia a posto» sussurra Nathan, guardandomi male.
«Sei tu qui il pazzo. Non io» mi giustifico, dopodiché faccio mente locale.
«Io?» domanda stupito, indicandosi con l'indice.
«Non puoi portarti solo tre paia di mutande» dico ovvia, prendendo tra le mani il beauty.
Ecco cosa devo ancora infilare nella sua valigia.
«Perché? Stiamo a Baltimora due giorni. Non devo portarmi l'intero cassetto» obbietta infilando il beauty nella sua valigia che è praticamente quasi solamente la mia.
«Non si sa mai. Se si ti si sporcano per due volte cosa fai? Giri con lo stesso paio di mutande per due giorni?» dico schifata, aggrottando le sopracciglia.
«Okay... ne metterò un altro paio» sussurra esasperato, andando verso il cassetto dove tiene l'intimo.
Ne prende un paio e lo conficca letteralmente nella taschina davanti della mia valigia.
«Grazie» sorrido soddisfatta.
«Abbiamo presto tutto, vero?» domando dubbiosa.
«Oh... se vuoi possiamo cercare nel tuo armadio. Magari c'è qualcosa che ti sei dimenticata»dice sarcastico, al che alzo la mano e gli mostro il dito medio.
«Avresti fatto la stessa cosa se fossi stato una ragazza» mi giustifico, prendendo il telefono dal comodino.

«Possiamo andare? Sei pronta?» chiede, raddolcendo il tono e avvicinandosi a me lentamente.
«Mhm» annuisco, afferrandogli le braccia con le mani.
«Voglio stare ogni singolo istante con te, in questi giorni» sussurra sulle mie labbra, prima di unirle alle mie.
Mi perdo in quel vortice che amo alla follia, senza riuscire a fermarmi.
Mi stacco a malincuore senza fiato e lo guardo negli occhi.
Sorrido carezzandogli le guance ricoperte leggermente di barba.
«Ti amo» lo abbraccio, inspirando il suo profumo.

Dopo aver salutato i miei genitori e aver ricevuto almeno un miliardo di raccomandazioni, eccoci qui in macchina, con un sacco di patatine e caramelle per il viaggio.
Nathan mi conosce bene e sa come rendere felice una donna.
«Vuoi le patatine piccanti?» domando estraendo il sacchetto gigante.
«Sì, grazie» annuisce.
Una volta aperto, lo allungo nella sua direzione per fargliene prendere un po'.
Inizio a mangiarle senza più riuscire a fermarmi.
Queste cose sono pazzesche, se inizi a mangiarle, le finisci tutte.
Sono tre ore di macchina e sono sicura che quando saremo arrivati sarò ingrassata di dieci chili.
«Hai un fazzoletto? Devo pulirmi le mani» domanda Nathan.
«Dovrei avere delle salviettine» sussurro, frugando nella borsa.
Dopo averla quasi svuotata tutta, le trovo e gliele porgo una, pulendo anche le mie di mani.
«Ti dispiace se dormo un po'?» chiedo guardandolo.
«Riposati pure. Quando siamo arrivati ti sveglio» mi sorride, baciandomi una mano, dopodiché mi appoggio al finestrino e ammorbidisco la plastica della macchina con il mio braccio.

Due ore dopo sento la delicata mano di Nathan che mi scrolla per una spalla.
«Kat... siamo quasi arrivati» sussurra con dolcezza, assicurandosi che io sia realmente sveglia.
Mi stiracchio sul sedile, cercando di sgranchire il mio sedere indolenzito.
Stropiccio gli occhi e mi guardo intorno, ancora assonnata.
Fuori c'è buio, così guardo l'orologio della macchina.
Sono quasi le sette di sera e il mio stomaco inizia a brontolare, così afferro un pacchetto di biscotti.
«Sei insaziabile» ride Nathan, stringendomi una coscia tra la mano grande.
«Mi sono appena sveglia e ho fame. O ci fermiamo a mangiare, oppure divoro i biscotti» affermo addentandone uno.
«Okay. Tra un paio di miglia dovremmo arrivare a Baltimora e ci fermeremo al primo ristorante» propone.
Lo ringrazio mentalmente e poso i biscotti, concentrandomi sul paesaggio.
«Sei fantastico, lo sai?» gli dico, baciandogli le nocche delle mani.
«Beh... questo è ovvio, ma mi fa piacere che tu lo afferma» ride, guardandomi per alcuni secondi.
Rido insieme a lui e mi allungo per baciargli una guancia.
«Non vedo l'ora di arrivare in hotel» affermo entusiasta.
«Ti piacerà, almeno spero» sussurra l'ultima frase, ma io lo sento comunque.
Sono sicura che mi piacerà, ma l'importante è stare con lui.
«Lì c'è un ristorante. Ti piace?» mi indica un edificio illuminato con un grande parcheggio esterno.
È piuttosto invitante e sembra un bel posto anche dal quantitativo di macchine che ci sono parcheggiate.
«Sì, mi va bene» annuisco.
Il mio stomaco brontola in risposta, dandomi la conferma della mia affermazione.

Nathan parcheggia e insieme scendiamo dalla macchina, venendo invasi dal freddo della sera.
Ero abituata al calduccio e questo è un trauma per le mie povere labbra, che bruciano dalla secchezza.
«Vieni qui» Nathan allarga un braccio, permettendomi di abbracciarlo e assorbire un po' del suo calore.
Alzo il viso verso il suo, che si piega verso di me, facendo scontrare le nostre labbra vogliose.
Ci stacchiamo giusto in tempo per entrare nel locale ed essere accolti da una cameriera, che ci fa sedere ad un tavolo piuttosto appartato.
«Sai già cosa ordinare?» chiede lui, versandomi l'acqua nel bicchiere.
«Voglio un hamburger enorme con le patatine» dico con la bava alla bocca e un buco allo stomaco.
«Io prenderò lo stesso» ride, guardandomi divertito.
«Questa sera ti rinchiudo in camera» ammica con sguardo malizioso.
«Ah sì? E sentiamo... a fare cosa?» chiedo, sporgendomi sul tavolo e mettendo in mostra il seno coperto soltanto da un maglioncino a V.
«Sarai il mio dolce, stasera» si morde il labbro inferiore, facendomi venire la pelle d'oca al solo pensiero del suo corpo sudato sul mio.
«Ti assaggerò fino all'ultimo centimetro di pelle che hai» aggiunge toccandomi l'interno coscia con una mano.
Fortuna che il tavolo è dotato di una lunga tovaglia che ci protegge.
«Non aspetto altro» sussurro maliziosa, leccandomi le labbra.

«Bene ragazzi! Cosa ordinate?» la cameriera irrompe dal nulla, facendomi sobbalzare.
Ero talmente presa dal momento che mi ero scordata di tutto.
Balbetto i nostri ordini a disagio e bevo un sorso d'acqua.
Osservo Nathan da dietro al bicchiere, che mi guarda divertito.
«Se andrai avanti così, scoppierai» ride, mettendo la usa grande mano sulla mia e abbassando il bicchiere dalla mia bocca.
Lo fulmino con lo sguardo e prendo il telefono dalla borsa.
Mando un messaggio a mamma, dicendole che siamo arrivati, dopodiché guardo i messaggi sul gruppo delle ragazze.
«Con chi scrivi?» chiede lui curioso, sporgendosi per sbirciare.
«Con le ragazze e... fatti gli affari tuoi» scherzo, portandomi il telefono al petto.
«Ti ricordo che sei la mia ragazza» dice con un sorriso tenerissimo sulle labbra.
Adoro il modo in cui delle pieghe si formano ai lati degli occhi quando sorride.
È semplicemente bellissimo.
«Domani cosa faremo?» chiedo curiosa, mettendo via il cellulare.
«Innanzitutto una grande colazione, dopodiché ti porterò in giro a visitare la città e poi... vedrai» ammica, bagando le labbra con la lingua.

Gli tiro una pezzo del tovagliolo di carta accartocciato, che si schianta contro la sua fronte e ricade sul tavolo.
Scoppio a ridere, guardando la sua espressione scioccata, ma divertita allo stesso tempo.

Sarà un bel weekend.




Ciaoooo amoriii
Dato che alcuni di voi mi avevano chiesto di aggiornare più spesso, eccomi qui😍
Cercherò di essere il più attiva possibile, anche se sono piena di impegni😘

Come state prima di tutto?
Spero bene💞

Che ne pensate di questo capitolo? Siete curiose di sapere cosa succederà?
Dovrete aspettare ancora un pochino e poi lo scoprirete😍

Grazie mille per il tempo che mi dedicate e per tutto l'amore😘
Vi voglio bene💘

🌸INSTAGRAM: thalia.owl_autrice

Domande:
1-Preferite la sera o il pomeriggio?
2-Vi ricordate i sogni che fate?
3-Siete più legati a mamma o papà?

•Il fratello della mia migliore amica•Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora