My brother's keeper

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Capitolo 1: The Hell Bottom Rising Star Awards

La reception dell’hotel Pumpkin’ Head era sovraffollata e chiassosa. Artisti di ogni genere e razza, persino di altre città, si accalcavano davanti al bancone, come se registrarsi prima o dopo facesse differenza. Strano a dirsi, ma anche se ormai era autunno inoltrato, il condizionatore andava al massimo e, nonostante tutto, non era sufficiente a refrigerare l’ambiente. Cherry continuava a sventolare imperterrita il suo modulo d’iscrizione, senza riuscire comunque a rinfrescarsi.

-Dannazione, spostati un po’!- ruggì tentando di conquistare spazio nello stretto divano, ma il suo compagno era pressoché nella stessa identica situazione e restituì il colpo di bacino con fare irritato.

-Spostati tu!- l’aggredì.

-Perché dovrei?- ribatté -E’ colpa tua se siamo in ritardo!-

I due ragazzi seduti di fianco a loro si lanciarono occhiate sconsolate e uno di loro, quello con i capelli biondi e la pelle ambrata, si prese la testa fra le mani. L’altro, dai capelli indaco che gli ricadevano sul viso in una spettinata frangia, digrignò i denti appuntiti, mostrandosi decisamente poco propenso a sentire altri battibecchi. Guardò storto prima il diavolo scarlatto, poi la ragazza dalla cresta verde acido, per poi alternare l’occhiata omicida fra l’uno e l’altro.

-State zitti.- sibilò, mettendoli a tacere. I due deglutirono spaventati e smisero di sfogare l’uno sull’altra le proprie frustrazioni, preferendo una tacita sofferenza all’essere squartati da un licantropo “con le sue cose”.

Il ragazzo con i capelli biondi si alzò in piedi, sempre con le mani sul capo. Aveva una forte emicrania e non vedeva l’ora di rifugiarsi nella stanza d’albergo che avrebbero ricevuto una volta presentate le domande d’iscrizione. Le tempie gli pulsavano dolorosamente, senza tregua, a ogni battito cardiaco. Il diavolo lo osservò con fare compassionevole e in parte si sentì in colpa. Se non avesse perso il suo modulo, lui non avrebbe sofferto per quell’emicrania e a quell’ora sarebbero stati già in sala prove a strimpellare e a far baldoria. Perché un’occasione del genere capitava davvero poche volte nella vita. Se poi l’età media della vita a Hell Bottom si aggirava fra i duemila - duemila e dieci anni, inutile dire che le possibilità che un evento di tale portata si verificassero nuovamente a breve erano davvero basse.

Si alzò, dunque, e raccolse i documenti degli altri membri della band.

-Torno là per vedere se trovo un buco.- disse.

Gli altri lo seguirono apprensivamente con lo sguardo, finché non scomparve fra la folla e restarono in silenzio, sperando di rivederlo comparire pochi secondi dopo agitando trionfante le chiavi delle stanze.

Attesero per interminabili minuti. Ogni tanto scorgevano il suo cilindro spuntare qua e là e Cherry e il ragazzo biondo s’intrattennero a contare quante volte lo adocchiavano.

-Sette.- disse lei.

-Otto.- ribatté lui, indicando la parte opposta.

Il povero diavolo, evidentemente, stava sgattaiolando qua e là per trovare un qualche addetto libero, ma infruttuosamente. Il licantropo era palesemente sull’orlo di una crisi di nervi.

-Non ne posso più…- sibilò.

-Hiver.- disse Cherry corrugando le sottili sopraciglia -Sei sicuro che sia dopodomani?-

Lui annuì. -Non è solo quello che mi rende così nervoso.-

La ragazza increspò le labbra -Beh, sì, anch’io sono un po’ agitata, in effetti. Ma stai tranquillo, andremo benone.-

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