curiosità #7

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In astratto sono una scrittrice molto favorevole alla pianificazione del romanzo. Conosco come le mie tasche il metodo del fiocco di neve e molti altri. Poi però, nella realtà dei fatti, non pianifico quasi mai niente, e quando ho iniziato a scrivere Aria non sapevo quasi nulla. 

Non sapevo la seconda parte sarebbe stata scritta dal punto di vista di Eva: alla fine della prima parte mi sono bloccata per parecchio tempo prima di mettere a fuoco le idee e decidere di cambiare punto di vista.

Non avevo la più pallida idea non solo di come sarebbe finito: ho dovuto aspettare diversi mesi prima di trovare l'epilogo. Anche se avevo già visto il video e letto tutti i romanzi sul suicidio e visto il film Helen e cambiato il titolo.

Sono riuscita a scrivere quel finale solo quando non abitavo più a Vienna ma di nuovo in Italia, non avevo più il mio posto del morire, non facevo più terapia, avevo trovato un lavoro e la depressione e i pensieri suicidari avevano allentato la presa.   

Aria e altri coccodrilliDove le storie prendono vita. Scoprilo ora