curiosità #13

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Che depressione e suicidio siano argomenti che mi stanno a cuore è chiaro anche da questo racconto, scritto a fine 2014 per un concorso. Con qualche modifica uscirà tra poco in una rivista letteraria che si chiama Cadillac Magazine.


PERUNA PISTOLA

Daquando sono nata l'unicacosa che desidero è morire.

Seavessi avuto una pistola a portata di mano, mi sarei sicuramentesparata a luglio.

Quandogiro per strada e vedo un poliziotto, o un carabiniere, i miei occhicadono sempre sulla fondina e sulla pistola in essa contenuta. Poi ilmio sguardo si fissa su quello del proprietario dell'arma e losostiene, e mentre guardo penso: "Dai, sparami, fammi un favore".

Ècosì che ho conosciuto Iacopo. Qualcosa deve essere andato stortonella comunicazione telepatica. Probabilmente invece di sparami hacapito scopami. Credo sia per questo che ora ci frequentiamo daqualche settimana.


Holetto che ingurgitando detersivi particolarmente tossici è possibilemorire soffocati dal proprio vomito. (Il Cillit Bang basterà? Maquanto ce ne vuole?)

Holetto che per una persona che pesa 47 chilogrammi come me, la cordaper impiccarsi dev'essere più lunga di 244 cm. 244 cm è lalunghezza della corda per una persona che di chili ne pesa 51. Non èchiaro se il nodo scorsoio è incluso o escluso dal conteggio. Unacorda troppo più lunga causerebbe la decapitazione. In ogni caso unadelle conseguenze dell'impiccagione, oltre alla morte, èl'estroflessione degli occhi e della lingua. Non un bellospettacolo. Se mi impiccassi, per gentilezza, indosserei una felpacol cappuccio al contrario, in modo da nascondere il volto colcappuccio.


Nonc'è niente che mi interessi, nulla che mi dia piacere. Ed è cosìda sempre.


OraIacopo dorme sul mio letto. Gli capita sempre dopo il sesso. Èdavvero sgradevole anche solo guardarlo quando dorme, il respiropesante, il ventre adiposo che si alza e si abbassa a ogni respiro,il petto peloso, la saliva che gli cola da un angolo della bocca, icapelli radi che tentano malamente di coprire la testa pelata,l'odore aspro di sudore che mi lascia addosso. Eppure è cosìfacile fingere di amarlo, baciarlo e pensare che quelle labbra sianola canna della sua pistola, dirgli ti amo e rivolgere mentalmentequelle parole alla sua arma d'ordinanza.


A12 anni ho urlato in faccia a mia madre: "Perché mi hai fattanascere? Io non voglio vivere".

A13 anni ho scritto il primo tema in cui pensavo al suicidio come auna liberazione. La prof di italiano ha subito chiamato mia mamma acolloquio. Ma non è servito a niente. Non è che se tua mamma parlacon la prof di italiano ti viene voglia di vivere.

A14 anni mi sono graffiata il polso sulla rete metallica direcinzione. Quando qualcuno mi chiedeva cosa mi fossi fatta, dicevoche avevo provato a suicidarmi tagliandomi le vene.


Miamadre va pazza per Iacopo, a suo dire un ragazzo adorabile (ragazzo?Ha 45 anni! 15 più di me), garbato, con i piedi per terra. Secondome un vecchio noioso, prevedibile e appiccicoso, di quelli che tiregalano fiori e cioccolatini e bigliettini glitterati con scritto"ti amo cucciola" (cucciola? Io?), e ti mandano un messaggino dibuon giorno sempre uguale tutte le mattine alla stessa ora.

Miamadre dice che non mi vedeva così felice e innamorata da un sacco ditempo. Non penso che sospetti che tutto questo entusiasmo non èdovuto propriamente a lui.

Ognivolta che mi trovo in un posto alto, mentre tutti gli altri guardanoin alto e lontano, io guardo giù e penso: "Se mi buttassi daqui, morirei?"

Conoscouna che si è buttata dal terzo piano. Si è rotta le gambe esfracellata i denti. Non è affatto morta. Prima era una ragazzabellissima. Ora ha il viso tutto storto.


Lasensazione più bella che abbia mai provato è l'anestesia totale.Uno ingenuamente potrebbe pensare che sia come dormire. Ma è moltomeglio. Durante l'anestesia totale non senti nulla. Non importaquanto dolore ti stiano infliggendo, dove o cosa stiano tagliando,incidendo, prelevando, cucendo. In anestesia totale non c'è nullache possano farti che possa causarti dolore.

Quelloche vivo costantemente, invece, è l'esatto contrariodell'anestesia totale.


L'ultimavolta che sono stata dal medico, per un'influenza un po' troppocattiva, mi ha guardato e mi ha detto: "Non sei un po' troppomagra?" Dopo che abbiamo parlato un po' ha aggiunto: "Non lovuoi un antidepressivo?"

Quandosono stata dalla ginecologa mi ha chiesto: "Quanto pesa?" io horisposto 47 e lei ha detto: "Qui ho scritto 55. Significa che daquando lei è mia paziente ha perso 8 chili. E non va bene per unadella sua taglia". Poi mi ha visitata, abbiamo parlato un po' eoltre alla pillola anticoncezionale mi ha prescritto unantidepressivo, a base di erba di San Giovanni. "Ne prenda 3 algiorno per le prime 2 settimane, mi sembra messa male. Poi puòridurre a due."

Tuttisi affannano ad aiutarti a vivere. Non c'è nessuno che ti aiuti amorire, non ti lasciano in pace nemmeno se hai 95 anni e ti viene untumore, anche in quel caso vogliono curarti.

Permorire devi fingere grande spirito umanitario, andare volontaria inAfrica e prenderti l'ebola, o qualcosa del genere.


Buttarmisotto a un treno era sempre stata una possibilità. Fino a quandol'Intercity su cui viaggiavo ha investito un suicida. Siamo rimastifermi delle ore, in attesa che ricomponessero il cadavere. "Fino ache non si trova il piede, non possiamo ripartire" aveva detto ilcapotreno.

Anchequella di annegarmi mi pareva un'opzione abbastanza praticabile.Fare come Virgina Woolf, riempire le tasche del cappotto di sassi eabbandonarsi al fiume. Ma poi, che tasche aveva il cappotto dellaWoolf? E quanto era profonda l'acqua? E quanto forte la corrente? Equanto grandi i sassi? Quanto pesanti?


Iacopoha un rapporto estremamente professionale con la sua Beretta. Non miha mai permesso di toccarla nemmeno da scarica. Mi ha spiegato neidettagli come si carica, come si impugna, come si toglie la sicura esi prende la mira, come si pulisce. Pensavo sarebbe stato molto piùsemplice sottrargliela per qualche istante e usarla. Ho impiegatomesi interi per conquistare la sua fiducia e allentare almeno un po'il controllo maniacale che esercita sulla sua pistola, scoprire inche cassetto la tiene, e dove nasconde la chiave di quel cassetto.

Eora, mentre lui dorme di là, impugno la sua arma al buio, e mi rendoconto che pesa, e la mia mano trema, e togliere la sicura sembraun'impresa fuori dalla mia portata, e premere il grilletto un gestonon più così urgente. 

Aria e altri coccodrilliDove le storie prendono vita. Scoprilo ora