Una storiella

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Vi racconto una storia. La storia di una famiglia che abitava da sempre in una palazzina sulla strada principale del paese dove avevano sempre vissuto. La famiglia composta da quattro persone, madre, padre e due figli, un ragazzo e una ragazza. In questa palazzina vi erano diversi appartamenti abitati una volta anche da altri membri della famiglia, zii e cugini dei quattro di cui dicevo prima. Tanto tempo fa uno dei due ragazzi della famiglia protagonista, il maschietto, a causa di una malattia diventò portatore di una grave disabilità. Disabilità tra l'altro che poi dopo tanti anni lo avrebbe reso un portatore di battaglie per la rivendicazione dei diritti delle persone con disabilità. Senza nessun motivo apparentemente logico l'altra famiglia, quella degli zii e dei cugini, decise di lasciare l'appartamento in cui abitavano e di trasferirsi, chi in città e chi in campagna, per poi nel corso del tempo sposarsi e mettere su delle nuove famiglie. Forse la paura che il disagio del ragazzo con disabilità potesse in qualche modo coinvolgerli li spinse ad abbandonare quello che era il luogo dove avevano costruito la loro famiglia originaria. Passarono degli anni e uno degli appartamenti di proprietà di questa seconda famiglia venne venduto, improvvisamente e senza che gli unici abitanti della palazzina fossero minimamente avvisati di ciò che stava succedendo se non all'ultimo minuto e con una telefonata notturna, a dei nuovi inquilini: una coppia di sposi freschi freschi. Dapprima questi ragazzi si mostrarono veramente gentili, anche molto educati e molto affabili e chiesero alla famiglia del ragazzo e della ragazza, quella del ragazzo con una disabilità, di avere concessi dei favori affinché potessero meglio realizzare dei lavori di ristrutturazione al loro nuovo appartamento. Subito questa famiglia, composta dalla madre e da i due ragazzi, già da anni il padre era prematuramente scomparso, si mostrò assolutamente disponibile alla concessione di questi favori e anzi cercò di creare un clima di armonia anche perché si sarebbe venuta a creare di lì a poco una nuova convivenza tra nuovi vicini.
Già durante i lavori di ristrutturazione di questo appartamento cominciarono a verificarsi strane situazioni ma la famiglia originaria decise di soprassedere, forse ingenuamente, nella speranza che a volte potesse essere possibile incontrare sulla propria strada un po' di civiltà. Succede poi che un giorno questa coppia comincia a chiedere sempre di più, anzi a pretendere sempre di più quasi come se quelli che erano dei veri e propri favori spettassero di diritto e a godere di più privilegi rispetto alla famiglia che abitava lì veramente da tutta la vita. Potete ben capire come il clima cominciò a diventare sempre più rigido e la famiglia che prima con grande disponibilità concedeva tanti favori a quella giovane coppia adesso non era più disposta a subire i soprusi di quei piccoli maleducati. Così accadde che quei nuovi inquilini cominciarono a mostrarsi per ciò che erano in realtà e a diventare sempre più maleducati e soprattutto a non portare il minimo rispetto non solo a chi era più grande di loro ma neanche a quella persona che a causa delle sue sofferenze non era neanche in grado di poter contrastare le difficili situazioni che loro, quasi di proposito, di volta in volta creavano.
Erano anche stati stabiliti dei veri e propri paletti nel loro atto di acquisto dell'appartamento come ad esempio non avrebbero potuto, tranne per rapide necessità, poter usufruire del parcheggio dell'auto all'interno del cortile nella palazzina. Spesso e volentieri infrangevano questo accordo e non solo si giustificavano con delle vere e proprie invenzioni iperboliche ma addirittura accusavano l'altra famiglia di approfittarsi di loro. Ora dovete sapere che purtroppo sin dal primo momento in cui questi nuovi inquilini andarono ad abitare nella palazzina non si vollero mai occupare della pulizia e del decoro di tutti quelli che erano gli spazi comuni. Veniva spontaneo chiedersi con quale dignità riuscissero a vivere in ambienti che non pulivano mai e veniva anche da chiedersi se non avessero vergogna nel ricevere in casa ospiti e a far attraversare loro tutti quegli spazi in condizioni assolutamente pietose. La cosa più divertente, se così si può dire, erano le giustificazioni a queste loro inqualificabili azioni anzi meglio dire non azioni. Come quando vollero giustificare la presenza in sosta prolungata della loro auto all'interno della stradella comune asserendo che la macchina fosse entrata addirittura "da sola".
Il ragazzo con disabilità era veramente stanco di dover ogni volta dover contrastare con persone che puntualmente si rifiutavano di discutere con lui o addirittura quando accettavano di farlo alzavano la voce per poi chiudere repentinamente il telefono in faccia pur di non farlo parlare sapendo di non poter controbattere efficacemente alle sue affermazioni.
La storia sarebbe molto più lunga da raccontare ma so bene come poi dopo un po' tutte queste situazioni comincino a tediare il lettore e che quindi è meglio giungere a una rapida conclusione, quando si ha la fortuna di poterla trovare. Forse in questo caso siamo fortunati e possiamo quindi giungere alla conclusione, quella che purtroppo a volte non solo chi pur di non affrontare alcune situazioni, senza capirne il valore e il bene e l'insegnamento che certi fatti elargiscono per propria natura, scappa lasciandoti quasi interdetto e chiedendoti, per un periodo di tempo per fortuna non troppo lungo, come mai possono avvenire queste cose ma come se questo non bastasse, ancor di più mettere al suo posto persone peggiori di lui.
Sono tante le disavventure che a causa di questi individui di bassa cultura quella famiglia dovette affrontare, nonostante già tutte le difficili situazioni che la vita aveva posto loro davanti. Ci vorrebbe un po' più di giustizia a questo mondo ma forse ci si potrebbe accontentare "solo" anche di un po' più di intelligenza e soprattutto di un po' più di umanità.

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