Prologue: Chanel

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"Un giorno ti metterai nei guai".
Sorrido leggermente a quelle parole, tirando su l'autoreggente nera nuova nella speranza che, almeno questa, mi duri più di una settimana, ma in genere non sono molto fortunata e se un paio di calze mi dura tre giorni è già una vittoria personale.
Kelly, dall'altra parte della stanza, indossa la sua divisa nera, ben più semplice del mio completo di pizzo rosso e nero, guardandomi scuotendo la testa rassegnata, facendomi scoppiare a ridere: "lo dici da due anni, eppure sono ancora qui, fuori dai problemi... A meno che non sia io a cercarli".
"Sí, e li trovi sempre".
"Sai come si dice, stai vicina ai problemi ma non abbastanza da lasciarti trascinare da loro. È il mio motto di vita" ribatto, sfilando il mio reggiseno nero senza alcuna vergogna, dato che non è la prima volta che mi vede nuda, e infatti Kelly si limita ad alzare gli occhi al cielo, prendendo poi il mio rossetto rosso.
"Perdonami, ma nutro ancora qualche riserva" sospira, ed io mi limito a sorridere, infilando il reggiseno lavorato in pizzo, la mia firma, insieme ai tacchi a spillo rossi.
"Naughty Girl non si fa mettere in ginocchio da nessuno, a meno che non lo voglia... E Angel è uguale" rispondo con un sorriso, liberandomi della gonna indossata per andare in facoltà oggi, lasciandola a terra come al mio solito.
Sono brava a sedurre, di sicuro non a mettere in ordine, e la mia postazione ne è la prova effettiva.
"Sai, Angel, non credo di avertelo mai detto, ma è inquietante che parli di te stessa e del tuo alter ego in pizzo e merletti come se fossero due persone diverse" annuncia Kelly, girandosi verso di me per farsi controllare il rossetto, facendomi annuire leggermente prima che glielo sfili dalle mani.
"Mi aiuta a calarmi nel personaggio... E poi sai che sono più conosciuta come Naughty Girl che come Angel, ormai solo le persone con cui parlo di giorno mi chiamano cosí... Certo, più che altro gemono il mio nome, a parte te e la mia famiglia" ribatto, cercando si ricordarmi chi, effettivamente, usa il mio nome di battesimo.
Angel non mi si addice per niente, ed è per questo che lo usano solo i miei genitori, dato che è stata una loro idea malata chiamarmi in questo modo, i miei fratelli, le nonne e qualche zio che ancora si ricorda della mia esistenza, quando capita.
All'università i professori mi chiamano per cognome e gli altri...
Beh, diciamo che non ho molti amici.
Amici maschi sí, ma la nostra amicizia dura il tempo di un orgasmo e poi subito via, entrambi verso nuove avventure.
"Non ricordarmelo, ti prego... Ancora non riesco a dimenticare quella volta che ti sei fatta... Chi era, Dua? Dua Lipa di semiotica? O Gigi Hadid di capire i media?" Domanda, guardandomi ancora scandalizzata da quella volta che ha trovato me e una ragazza -che, sinceramente, non ricordo chi fosse- nude sul divano di casa sua dopo una festa.
"Ah, non ricordo e non importa. Piuttosto, stasera qual è il tuo numero?".
A quelle parole Kelly sorride, aggiustandosi il grembiule attorno alla vita mentre cerca di dire il numero che potrebbe valerle una settimana di dominio assoluto.
Facciamo questo giochino da quando ci siamo conosciute, il primo giorno per entrambe qui, al Wild Kitty, che consiste nell'azzeccare il numero di ragazzi che mi lanceranno sul palco il loro numero di cellulare.
In due anni, ha sempre perso.
Per difetto.
"È sabato sera, e se ieri ne hai fatti ventiquattro... Stasera dico ventisette, anzi, ventotto! Oggi mi sento fortunata" risponde con un sorriso, guardandomi finire di mettere il rossetto, quando Alex Turner, il proprietario del locale e marpione del secolo che prova a portarmi a letto da quando ho messo piede qui dentro, fa il suo ingresso con il suo solito odore di sigarette di bassa qualità.
"Kelly, forza, muoviti, attacchi tra meno di cinque minuti e Bree è in pausa" la rimbecca, battendo piano le mani, e lanciandomi un'ultima occhiata la mora se ne va, sorridendo falsa ad Alex che non perde occasione per guardarle il fondoschiena prima di tornare a guardare me.
"Naughty Girl, bellissima" sorride, scansionandomi dalla testa ai piedi, facendomi salire un certo disgusto che sono veloce a mascherare, aggiustando l'intimo.
"E tu sempre adulatore. Ora, se non ti dispiace, credo di avere un pubblico da soddisfare, e tu non rientri in questo" rispondo, sorridendo piano, e Alex mi blocca il passaggio con una mano, cercando di fermarmi, ma io sono più rapida e passo al di sotto, sorridendogli vittoriosa prima di allontanarmi verso il palco dove, al momento, c'è Chanel ad intrattenere alcuni ragazzi per un addio al celibato.
Forse Kelly avrebbe dovuto tenere in conto questo, perchè a un addio al celibato i ragazzi non guardano se sei bella o meno; se hai una vagina tra le gambe in grado di soddisfarli ti lanceranno il loro numero.
Ed è cosí che quando entro in scena, il mio viso coperto come da mia richiesta, le luci soltanto sul mio corpo, almeno una trentina di bigliettini mi piove addosso, facendomi sorridere tra me e me.
"Mostraci cosa sai fare, Naughty Girl!".
"Sí, dimostraci che la tua fama è meritata!" urla uno dei tanti, ed io posso giurargli che non dimenticheranno presto questo addio al celibato e che lo sposo rimpiangerà amaramente la libertà.

Sono cosí eccitata per questa storia!
Aggiornamenti ogni lunedì!

Naughty Girl || Michael CliffordDove le storie prendono vita. Scoprilo ora