Capitolo 66

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QUALCHE GIORNO DOPO...

La scuola è ricominciata ed io mi ritrovo a girare per i corridoi pieni di studenti disperati che cercano di ripetere per le prossime verifiche. Io invece devo sopportare le mie tre amiche che mi domandano il motivo per cui non ho cantato su quel palco, non ne ho ancora parlato con nessuno. Alla fine però hanno vinto Shawn e Charlotte, se lo meritano.

"Cris, parla o ti sparo!" mi minaccia Eli puntandomi un dito contro
"Non mi minacciare" dico sbuffando
"Lo faccio anche io se non parli!" si aggiunge Ari incrociando le braccia, stessa cosa che fa Charlotte.
"Ho parlato con Cameron" sussurro guardandole. Le loro facce passano dalla sorpresa, alla arrabbiata,alla super felice. Iniziano a gridare come pazze e saltano come malate.

"Basta ragazze!" le rimprovero e loro mi saltano addosso abbracciandomi.
"Siamo felici per te, tesoro" dice Ari sorridendomi.
"E quindi tu non sei tornata in camera perché...?" mi chiede Eli incitandomi a parlare.
"Ci siamo addormentati mentre parlavamo" mento io
"Che dolci!" dice squittendo Ari.
Io alzo gli occhi al cielo e, ignorando le loro prediche, mi ditigo in classe.

FINITA LA SCUOLA...

Esco dalľ edificio e mi metto ad aspettare le ragazze per andare a casa.
Due braccia possenti mi stringono da dietro e delle labbra si piazzano sulla mia guancia.

"Ma ciaoo" dico ridacchiando
"Ciao piccola. Hai deciso di evitarmi?"chiede continuando ad abbracciarmi
"Ma no, è solo che sono entrata a lezione prima per ripetere a causa di quella strega della professoressa, quindi non ci siamo potuti vedere" mi difendo liberandomi dalla sua presa per poi baciarlo velocemente sulle labbra, facendolo sorridere.
"Okay sei perdonata!"dice facendomi ridacchiare.

Continuiamo a prenderci in giro per un po finchè non sentiamo qualcuno parlare.

"Che bella coppietta..." dice Sam avvicinandosi.
Cameron si mette subito davanti a me e contrae la mascella in modo furioso.

"Vattene"gli ringhia contro il mio ragazzo, facendolo ridere in modo cattivo.
"Tranquillo non voglio mettere nuovamente incinta la tua ragazza" dice Sam guardandomi.

Sia io che Cam sbarriamo gli occhi per la sorpresa. Come fa a saperlo?

"Pensavate non lo sapessi? Io sono sempre a conoscienza di tutto" continua lui ghignando.

"Cosa vuoi?"gli chiedo freddamente
"Cara Cris, sono andato a fare visita a tuo padre ľ altro giorno, mi ha detto che ha un grande bisogno di parlarti" "Beh io no, quindi può anche morire in galera" dico spostandomi per arrivare avanti a lui.
"È davvero importante, dovresti andare. Tanto non può farti niete da dietro le sbarre. Devi sapere che in quel posto le guardie sono davvero perfide e tuo padre non è riuscito ad entrare nelle sue grazie, tutt'altro. Probabilmente lo uccideranno inventando qualche scusa e lui vorrebbe parlarti prima che succeda" mi spiega lui.

Sul serio sono così orribili queste guardie? Lo uccideranno davvero?

'E ti dispiace?'

È pur sempre una persona e, se anche abbia fatto cose non giuste, credo che non si possa condannare in questo modo la vita di qualcuno...

"Sul serio lo uccideranno?"chiedo curiosa.
"A quanto pare si..."mi risponde Sam
"Beh io adesso vado, se volessi andare a far visita a tuo padre ti ho inviato indirizzo e tutto. Buona giornata" continua a parlare per poi allontanarsi.

"Stai bene Cris?"mi chiede Cam notando il mio silenzio.
"Si, credo di si" gli rispondo
"Vuoi andarci? Se vuoi vengo con te, non ti lascerei andare da sola" dice prendendo la mia mano
"Credo che andrò. Pomeriggio sei libero?"
"Si certo. Sei sicura?"mi chiede preoccupato
"Sicurissima..."

IL POMERIGGIO

Sono stesa sul mio amatissimo letto a fissare il soffitto.

'Che cosa interessante...'

Mi sto preparando psicologicamente a rivedere mio padre.
Penso che sarà difficile per me parlarci, sopratutto dopo tutto quello che ha fatto.
Ricordo quando io e i miei fratelli lo costringevamo a giocare con noi, lui faceva il lupo cattivo e noi i tre porcellini ,e costruivamo le nostre casette con scatole di cartone.
Mi piaceva tanto quando prima di addormentarmi mi raccontava qualche bella storia, poi mi rimboccava le coperte e mi dava la buonanotte con un bacio sulla fronte.
Per me lui era un esempio da seguire, il mio supereroe, un po come per tutte le bambine che immaginano il proprio padre in groppa ad un cavallo bianco che le salva dai mostri.
Poi sono arrivati i problemi a causa del suo licenziamento...
Non sopportava ľ idea che fosse la mamma a mantenere la famiglia lavorando e quindi era entrato in brutti giri. Tornava a casa la notte tardi ed era sempre ubriaco. Quando la mamma iniziò i turni notturni lui diventò ancora peggio, facendo andare via sia Nash che Travis.
Io e Cloe eravamo a casa da sole, e quando tornava per me si scatenava ľ inferno.
Nel giro di qualche anno ho visto trasformare la mia ragione di sicurezza e protezione nel peggior incubo della mia vita...
Quando stamattina Sam mi ha detto che probabilmente quelle guardie non lo risparmieranno, mi sono imposta di essere felice, ma non ci sono proprio riuscita.
Come potrei essere felice di sapere che ľ uomo che per me era così speciale, anche se mi ha causato davvero tanto dolore, sta per morire?
Non credo sia qualcosa che riuscirei mai a fare.

Se, o quando, mio padre morirà io di lui non voglio avere il ricordo del dolore che mi ha fatto provare, io voglio ricordare quelľ uomo sorridente che con una tovaglia legata al collo fingeva di lottare contro il mondo intero per me...

E adesso che vedo entrare il mio ragazzo nella mia stanza, pronto per sostenermi in ogni caso, penso al fatto che io non sopporterei vedere quelľ uomo dietro alle sbarre, sapendo che in un certo senso io sono la causa.

"Piccola andiamo?"mi chiede sussurrando
"Ci ho ripensato Cameron, non riuscirei a vederlo in quelle condizioni" dico per poi accorgermi di una calda lacrima che scivola sul mio viso.
"Tranquilla, non fa niente..." dice stringendomi a se, come se fossi qualcosa di prezioso e debole da proteggere.

E sinceramente in questo momento mi sento davvero tanto debole...

Brittle Souls [IN REVISIONE]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora