"La sottile linea del destino" di Filippo Puddu

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Titolo: La Sottile Linea del Destino

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Titolo: La Sottile Linea del Destino

Genere: Storie brevi

Sotto genere: Paranormale

Autore: FilippoPoddu  

Tag usati: #amore, # destino, #horror, #ignoto, #mistero, #mondiparalleli, #pagliaccio, #paranormale, #racconto, #sogni.

Recensore: CreusaJones

Trama:

Quella di Sergio è un'esistenza serena, pacata. Una famiglia come tante, la sua, una moglie innamorata e una figlia adorata. Immerso in una routine quotidiana rassicurante, non immagina quanto repentinamente la vita possa mutare il suo corso. In un istante, ogni cosa è stravolta e l'uomo, padre e marito, si ritrova catapultato in una realtà inaspettata e spaventosa. I fili di un destino già scritto vengono spezzati e non v'è modo di ricostituirli. Sergio deve affrontare una scelta che non avrebbe mai immaginato di dover compiere, ma ben presto si accorgerà di quanto alto sia il prezzo da pagare per tornare a una realtà che non potrà mai essere quella che il suo cuore anela.

Recensione:

Questo racconto breve si distingue positivamente sin dalle prime righe, non tanto per l'originalità del tema, in verità già largamente trattato in narrativa, quanto più per l'astuta mescolanza fra elementi paranormali, mistery e inaspettate sfumature che riportano alle caratteristiche di alcuni romanzi di fantascienza dell'epoca d'oro.

- Trama:

Sebbene la storia non parta da presupposti particolarmente innovativi, l'autore è riuscito a creare un intreccio di sicuro impatto che, in alcuni passaggi, è in grado di riportare alla mente alcuni esempi cinematografici cari a Hitchcock e agli autori di serie televisive divenute famose fra gli anni '60 e '80 del secolo scorso. Leggendo i tre brevi capitoli infatti è quasi impossibile non pensare ad alcune puntate di Ai Confini della Realtà o anche alla serie classica di Piccoli Brividi, così popolare negli anni '90. L'idea di unire scenari paranormali a più sorprendenti ambientazioni fantascientifiche è certamente il maggior pregio di questo racconto breve. L'autore dimostra notevole maestria e naturalezza nel fondere insieme vita reale, onirica e mondi paralleli, creando una contorta concatenazione di eventi volutamente descritti in maniera celere e confusa, quasi a voler imprimere su carta lo stravolgimento del protagonista stesso, che si riflettono parallelamente nella conseguente confusione provata dal lettore.

Come è normale che sia per racconti così raccolti, il tenore è incalzante e rapido, ma la trama generale in ogni caso riesce a dipanarsi in maniera chiara e scorrevole, rendendo la lettura davvero piacevole, fatta eccezione per alcune mancanze di cui si dirà più avanti in questa recensione.

Altro punto di forza, a mio parere, sono senza dubbio i dialoghi. Immediati e quasi banali nella loro semplicità, riescono comunque a integrarsi nella trama in maniera perfetta, conferendo grande plausibilità alle vicende.

- Ambientazione:

La strutturazione generale del racconto consente di individuare un'ambientazione netta e ben percepibile. Le scene di vita famigliare sono tratteggiate con grande accortezza, presentando stralci di vita comuni a tutte le famiglie di ogni tempo. I gesti semplici, le parole istintive, fin'anche le esclamazioni più colorite dipingono atmosfere di autenticità che favoriscono la creazione di un ambiente credibile e verosimile. La gita al circo racchiude in sé tutti i colori, solo in apparenza leggeri e spensierati, tipici del mondo circense. Affascinante, vivace, a tratti inquietante. Le scene oniriche e i velati presagi del protagonista sono altresì trattati con le tinte fosche ed evanescenti che caratterizzano il genere letterario cui la storia afferisce.

- Caratterizzazione dei personaggi:

Il ventaglio dei personaggi presentati risulta adatto al tenore della narrazione, ne troppo scarni né eccessivi in quantità. In quanto protagonista, Sergio è per sua natura colui verso cui il racconto si concentra di più e verso il quale il lettore è spinto a provare una certa empatia. La sua personalità è trattata in maniera articolata e gestita con cura. La sua sfera emotiva e i cambiamenti interiori che inevitabilmente si susseguono nel corso del racconto sono assai percepibili anche quando le descrizioni vengono meno. Palpabili sono lo sgomento iniziale, la frustrazione, il terrore, la determinazione e infine la follia che lo assalgono a ondate.

Ma egli non è solo in questa sinistra avventura verso un ignoto terribile quanto strabiliante. Francesca, la moglie amorevole e dagli atteggiamenti istintivi, pur non presentando caratteristiche di particolare singolarità, è ben collocata all'interno del contesto, acquisendo così una dimensionalità assai plausibile. La piccola Erica con l'ingenuità e la spontaneità tipiche dei fanciulli più giovani induce però al pensiero di risvolti ben più cupe. Alcune sue frasi suonano davvero angoscianti e il fatto che non si comprenda pienamente se lei ne sia consapevole o meno acuisce la sensazione di disturbo.

Il pagliaccio mostra l'atteggiamento peculiare già conosciuto in numerosi altri esempi letterari o cinematografici. Tuttavia, sebbene questo tolga un po' di novità al racconto, la sua presenza cattura e inganna il lettore. Se sia legato o meno alle insolite vicende del protagonista o se ne sia solo testimone indiretto, non è dato saperlo, ma la sua presenza ha comunque la sua ragione d'essere.

La vecchia, infine, fulcro misterico della storia è degna rappresentante del ruolo che interpreta. L'immagine all'inizio del secondo capitolo è davvero azzeccata, non c'è che dire.

- Temi:

Le tematiche implicate nelle vicende narrate sono davvero curiose e intriganti se considerate tutte insieme in una medesima situazione. La vita, il caso, il destino, la morte, l'amore per la famiglia e, non da ultimo, l'esistenza di mondi paralleli connessi fra di loro da un inesplicabile filo che li congiunge e insieme li divide tutti. Esistenze che convergono l'una sull'altra senza possibilità di ritorno, mondi che collassano per le scelte del singolo.

Magia o eventi fisici inspiegabili? La risposta non è fornita e tutto resta come un discorso sospeso. Questo è il vero tocco di genio della trama.

- Stile:

Lo stile narrativo è semplice, privo di fronzoli, schietto. La periodizzazione è misurata e scandita, un po' troppo netta in alcuni passaggi. Benché nel complesso l'autore abbia dimostrato di saper gestire la narrazione in maniera scorrevole e senza gravi intoppi, la semplicità del fraseggio e la rapidità di alcuni periodi ha intaccato la riuscita piena delle descrizioni che perdono lievemente incisività, dando la sensazione che si potesse dire, mostrare di più. Una simile situazione si riscontra ad esempio nello stacco fra secondo e terzo capitolo, dove il cambio di scena provoca una evidente distanza, anche narrativa, fra quanto letto in precedenza e il nuovo passaggio.

A chi consiglierei questa storia:

Questo racconto breve mostra degli spunti di spiccata originalità che certamente potranno attirare l'attirare l'attenzione degli amanti del paranormale con inaspettate sfumature che tendono al fantascientifico.

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