Capitolo 3

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Ciao a tutte lettrici e rieccomi con un nuovo capitolo, spero vi piaccia e mi raccomando fatemi sapere cosa ne pensate. Arrivederci al prossimo capitolo :*

La mattina Luca era raggiante, non vedeva l'ora di torturare il ragazzino, sarebbe stato bello farlo stare male come era stato male lui, ma non era possibile, era meglio se Aspen non si ricordasse di lui.

D'altra parte il cantante non aveva dormito niente e si sentiva uno straccio, maledetto avvocato pensò furioso.

Ripensando all'altra sera era da un po' che non riusciva a divertirsi in discoteca, era come se gli fosse mancato qualcosa e non aveva nessuna intenzione di scoprire cosa fosse, aveva già troppi problemi.

Luca seguì la sua solita routine, si mise il completo per andare a lavoro, passo a prendersi un caffè alla caffetteria dietro l'angolo, e poi arrivò allo studio per escogitare delle strategie e dei piani finanziari per quel cantante viziato.

Erano i primi piani finanziari che faceva dai tempi dell'università, lui di solito si occupava di cause importanti, non di semplici controlli finanziari, ma il suo capo questo lo considerava un caso importante, quindi dovette arrangiarsi.

Lo distolse dal suo lavoro il rumore di due messaggi arrivati al suo cellulare, si precipitò a guardare sperando fossero del piccolo cantante, ma si sbagliava.

Si sentì così stupido a pensare che quel ragazzino potesse anche solo mandargli un messaggio, non doveva illudersi o sarebbe rimasto ferito per la seconda volta.

I messaggi erano da parte di due suoi vecchi amici inglesi, Jessica e Raul, tutti e due lo invitavano al loro matrimonio che sarebbe avvenuto a Manchester da lì a una settimana.

Non sapeva cosa rispondere, anche perché poi se ci fosse stato anche Aspen avrebbe fatto domande, ma dopo averci riflettuto affondo decise di accettare l'invito.

Lo faccio solo perché Raul è stato il mio migliore amico e confidente quando stavo a Manchester pensò.
Si era cacciato proprio in un bel guaio accettando di andare a quel matrimonio, ma pazienza oramai il danno era stato fatto.

Anche Aspen ricevette l'invito da parte di Jessica, ma non le diede risposta, lei lo aveva lasciato per quel Raul senza un valido motivo.

Non le perdonava il fatto che avesse preferito uno squallido attore a lui
che era il capitano della squadra di football. Quindi non sapeva se andarci o meno, le avrebbe dato una risposta in settimana.

Si fece ora di pranzo e Luca insieme a Simone si diresse verso la caffetteria all'angolo perché preparava la cotoletta con le patatine più buona che avessero mai mangiato da quando lavoravano in quello studio legale.

Luca e Simone si conobbero al test di valutazione per la facoltà di giurisprudenza e diventarono subito amici, nonostante avessero due caratteri diametralmente opposti. Tutto grazie alla spigliatezza di Simone, se no a quest'ora se avesse aspettato Luca sarebbero passati secoli.

Il caso volle che fossero anche nella stessa casa dello studente, ma in camere diverse.
Ci mancava solo averlo in camera pensò Luca a suo tempo.

A Luca non stava molto simpatico, gli sembrava troppo attivo e appiccicoso. Scoprirono l'uno l'omosessualità dell'altro quando puntarono gli occhi sullo stesso ragazzo, ma nonostante questo tra di loro non c'è mai stato niente.

Durante il pranzo l'argomento principale era quel moccioso, Simone lo stava rimproverando per aver annullato l'appuntamento della sera prima con il più giovane e il povero avvocato si difende argomentando le sue ragioni. In poche parole si stava svolgendo un processo senza giudice, due avvocati che si scannano.

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