Capitolo 2

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Ciao a tutti e rieccomi qui con il secondo capitolo della storia, spero che il primo vi abbia incuriosite così tanto da voler leggere anche questo.
Ma non voglio dilungarmi, buona lettura e noi ci rivediamo al prossimo capitolo, sempre che voi mi seguiate ancora. PS: Mi raccomando sono curiosa di leggere le vostre opinioni, un bacio :*

Questa mattina Luca dovrebbe dare la risposta al suo capo per quanto riguarda il caso Harris, ma ancora non ha le idee chiare, forse un buon caffè potrebbe chiarirle.
Esce di casa verso le sette e mezza, passa al bar sotto l'ufficio e poi per le otto è al lavoro.

Quella era la sua routine e ne andava fiero, non tutti potevano permettersi di andare a prendere un caffè di buon mattino prima del lavoro.
Arrivato in ufficio si mise a lavorare ai suoi casi, come faceva tutte le mattine, ma questa volta era solo un modo per far passare il tempo fino all'arrivo del capo, anche perché era lì solo da una mezz'oretta e aveva già cambiato idea cinque volte sul caso Harris.

Il capo arrivò alle nove, lui si che poteva prendersela comoda, poi per la baldoria fatta la notte prima aveva bisogno di riposarsi per bene.
Appena arrivato tuonò subito:«Marconi nel mio ufficio» All'avvocato si gelò il sangue, era agitatissimo.

Tornò nel suo ufficio, prese tutte le pratiche dei casi che li erano stati assegnati e anche la pratica Harris, per poi dirigersi verso l'ufficio del capo, entrarci dentro e poi mettersi comodo.

«Allora cos'hai deciso?» Gli chiese Simone impaziente di sapere la risposta.
«Accetto, ma lo faccio solo per i soldi che porterebbe al tuo studio legale e per dimostrarti che ho superato la faccenda con Aspen».
Disse Luca con un tono tra l'arrabbiato e il malinconico.
« Bravo, hai fatto la scelta giusta» Rispose il capo con un sorriso a trentadue denti e con in mente l'organizzazione di una festa. L'avvocato pensò che il suo capo fosse sempre il solito, perché sapeva benissimo ciò che si nascondeva dietro quel sorriso.

Una volta accettato ufficialmente il caso e firmate le pratiche Simone gli spiegò cosa avrebbe dovuto fare e chi avrebbe dovuto contattare in caso di problemi, per poi concludere con un buona fortuna, perché per domare quel ragazzino gli sarebbe servita, soprattutto dopo la sgarbatezza della notte scorsa.

Luca sapeva, dopo essere uscito dall'ufficio del suo capo, di doversi precipitare al pranzo con quel presuntuoso.
Anche al liceo era così, non è cambiato di una virgola pensò.
Prima però sarebbe dovuto andare a saldare il conto della notte prima in discoteca. E quello fece, si precipitò alla discoteca, pagò il conto e poi si diresse verso il ristorante dell'appuntamento passando dal lungomare, quella vista lo rilassava e allo stesso tempo gli faceva pensare a quel campeggio al lago di tanti anni fa, proprio con quel ragazzo presuntuoso.

Aspen si svegliò quella mattina consapevole che per pranzo si sarebbe dovuto incontrare con l'avvocato, che svolgeva il ruolo di consulente, assunto dai suoi genitori per controllarlo.

Ma dimmi tu se a ventitré anni devo ancora essere controllato pensò. Però c'era una cosa che lo tirava su di morale, il fatto che in Italia ci sarebbe dovuto rimanere solo un paio di mesi per girare il videoclip e poi se ne sarebbe tornato a Manchester.
Di certo quella specie di avvocato non mi seguirà fino a Manchester pensò.
Si stava preparando per uscire a pranzo, aveva addosso un paio di jeans, una t-shirt e delle vans.

Mentre si allacciava le scarpe li venne in mente che avrebbe avuto un paio di soldi da spendere al giorno, quindi accese il computer e entrò subito nella sua carta di credito per vedere quanto ci fosse.

Rimase di sasso appena lesse la cifra, si chiese come avrebbe fatto lui a vivere con solo cento euro al giorno. Avrebbe dovuto mettere benzina alla macchina, andare a mangiare nei ristoranti, lui non sa cucinare, andare in giro per locali la notte, abbordare ragazze, come avrebbe fatto senza soldi?
Per non parlare degli abiti nuovi e firmati, lui non rimetteva mai due volte lo stesso abito, anche perché ormai aveva dimenticato come si usasse la lavatrice e poi non avrebbe più potuto pagare la donna delle pulizie, tutto ciò era una disgrazia.

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