Chapter 8

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Arrivate a casa io mi siedo a tavola decisa a completare il più velocemente possibile gli esercizi di inglese, mentre mia sorella tira fuori alcuni suoi libri e sembra abbia da fare qualche esercizio in più di me.
Una volta terminati gli esercizi prendo immediatamente il libro di fisica di Jason e tiro fuori tutti i biglietti: noto immediatamente che sono bigliettini piegati in piccole misure ma abbastanza grandi essendone solo tre.
Sul primo biglietto c'è scritto che Jason ha paura di quello che possa succedere se si scoprisse che lui abbia ucciso il preside.
Richard risponde dicendo che per ora l'FBI non ha prove per accusarlo, tracce non ne ha lasciate e nessuno sa niente se non lui.
Astuto Jason,davvero un assassino astuto. Ma la domanda è: PERCHÈ?
Jason continua a scrive del terrore che prima o poi venga scoperto e non possa più vedere né amici né parenti.
Richard poi lo rassicura dicendo che nessuno sa nulla e che comunque non possono dargli chissà quanti anni di carcere essendo Jason ancora minorenne.
Il che non è assolutamente vero; possono dargli gli anni di carcere eccome: ci sono sedicenni che devono scontare dieci anni! E per quanto riguarda lui ci sarebbero sette anni di carcere per omicidio coloposo e si va ad aumentare gli anni per aver omesso la verità, e questo verrà deciso dal giudice. Qualche anno potrebber venirgli scontato se accettasse di collaborare con l'FBI e spiegare le motivazioni, sempre se ce ne siano.
Nell'altro biglietto c'è poi Jason che dice di sentirsi in colpa per averlo fatto, ma non è stata colpa sua.
No Jason, stavi facendo il sonnambulo e, OPS! Per sbaglio ho ucciso il preside...
Okay, forse avrà benignità di te il giudice caro Jason: magari ti farà finire la scuola e poi sconterai sicuro otto anni, e addio alla tua gioventù.
Poi Jason chiede a Richard di ridere perchè si sente osservato e non vuole che si sospetti di qualcosa.
Ah, Jason... Avevi avuto la giusta sensazione!
Richard per contro risponde che se ridono si fanno beccare dal prof e allora si che qualcuno sospetterà.
Intelligente Richard, nelle cose serie ci mette il cervello!
Aspetta... ma allora la gallinella con cui sta non gliel'ha risucchiato: buono a sapersi.
Nel terzo biglietto non c'è scritto granchè dato che parlano di ragazze e di quello che hanno fatto l'altra sera.
Prendo il cellulare e ricompongo il numero del capo.
<< Mi dica Blaze!>>
<< Se l'FBI stava sospettando che Jason fosse l'assassino del preside, ha sospettato bene!>>
<< Cosa intendi?>>
<< Durante l'ora di fisica stamattina, dopo che lei mi ha chiamato, Jason ed il suo migliore amico si sono scambiati dei biglietti, poi ho attaccato bottone con Jason e ho visto che metteva i biglietti nel libro di fisica. Così durante l'ora di pranzo ho torvato una scusa per farmi prestare il libro, l'ho preso, e mentito ad un professore, ed ho appena finito di esaminare i biglietti>>
<< Bene, e cosa dicono?>>
<< Sono tre, due parlano dell'assassinio e l'altro di fatti loro>>
<< Faccio venire qualcuno a prenderli! Ottimo lavoro Blaze, mi rende orgoglioso!>> e chiude la chiamata.
Ma possibile che non mi faccia mai dire grazie?! Dettagli...
Devo dire però che è stato abbastanza facile da scoprire, fin troppo facile. Ma poi chi è che scriverebbe una cosa del genere su dei bigliettini? Forse la gallinella ha risucchiato per davvero il cervello sia a Richard che a Jason...
" Come va con i compiti Jess?" chiedo a mia sorella avvicinandomi a lei e baciandole la guancia.
" Bene, finisco questo esercizio di matematica e poi possiamo parlare o fare quello che vogliamo!" risponde sorridendomi.
" Bene, perchè avevo voglia di fare un po' di shopping e vengono anche due ragazze con cui sto legando ultimamente: ti va di venire?"
" Non chiedermelo nemmeno se già sai la risposta! Piuttosto quanto fa 256 diviso 16?"
" Esattamente 16"
" Grazie!" dice chiudendo all'istante tutti i libri, prendendoli e salendo sopra.
Inutile: femmine e shopping andranno sempre d'amore e d'accordo.
* * *
Dopo circa due ore siamo arrivati al centro commerciale dove ci aspettano Rachel e Corynn. Il centro commerciale si chiama Macy's e da lontano riesco a vedere le due ragazze che mi salutano.
" Ciao Kim! Lei è la famosa Jessica?" chiede Corynn rivolgendosi a Jessica che annuisce.
" Ma siete uguali: lei è la tua versione piccola!" nota Rachel ad occhi spalancati.
" Ecco perchè la chiamo piccola" spiego prendendola in braccio e baciandola.
" Dai entriamo che voglio girare un po' i negozi" ci esorta mia sorella facendo sorridere tutte e tre.
Una volta entrate troviamo un sacco di ragazze e donne con i rispettivi ragazzi o mariti scocciati a morte e mi scappa un risolino. Almeno io non devo sentire un uomo fare sempre commentini del tipo " Sono stanco!" , " Sì, stai bene, ma andiamo che c'è la partita!", " Quanto ci manca ancora?". Non ho mai avuto questi tipi di problemi non essendo mai stata fidanzata: ho rifiutato tutti.
Seguiamo Rachel in qualsiasi negozio lei vada, e Dio mio se questo non è un paradiso, allora cos'è?! C'è di tutto e di più!
Io e Jessica ci sbizarriamo a prendere vestiti, maglie, jeans e tutto ciò che è possibilie prendere. Siamo andati solo nei negozi che più ci interessavano e siamo piene di buste. Tra un camerino e l'altro ci perdiamo in chiacchiere e risate, e per finire il tutto in bellezza cosa c'è di meglio di un buon gelato?
Una volta finito sono le nove meno un quarto e alle undici i miei dovrebbero essere a casa, quindi io e Jessica salutiamo Rachel e Corynn e partiamo.
* * *
Una volta arrivate a casa troviamo già mia madre e mio padre, che ormai rinuncio anche a dire cosa stiano facendo...
" Già qua?" chiedo solo per dire qualcosa.
" Sì, voi dov'eravate?"
" Al Macy's con due ragazze della mia scuola!" rispondo.
" Macy's?! Non mi avrete mica svaligiato il conto bancario!" scherza mia madre e a quanto pare mia sorella lo trova divertente. Io invece alzo gli occhi al cielo e salgo in camera mia per mettere a posto la mia roba. A mia sorella non c'è bisogno che l'aiuti perchè è assolutamente indipendente.
Mentre metto via le mie cose penso a cosa succederà quando l'anno prossimo finirò la scuola: io me ne andrò, ma non posso lasciare mia sorella con quei due incapaci, non può girare da sola per New York. Che fine farà?
Poi suona il campanello... E chi è a quest'ora?
" Vado io!" grido per poi scendere a lampo le scale ed andare ad aprire " Buona sera, vi ha mandato il capo?" chiedo al ragazzo, notando che è vestito in maniera troppo casual per essere un postino od un fattorino e che dunque è sotto copertura. Così esco fuori socchiudendo la porta dietro di me, per non farmi sentire dai miei che non sanno nulla.
" Precisamente, ha richiesto i biglietti che si è procurata!"
" Certo, ora glieli porto" salgo in camera, prendo i biglietti, scendo di nuovo giù e consegno i biglietti. " Mi scusi, prima posso vedere la sua tessera ed il suo certificato?" chiedo giusto per assicurarmi che sia stato il capo a mandarlo ed obbedientemente me li mostra con il certificato che è stato il capo a farlo venire. " Va bene, grazie e buona serata!" entro di nuovo a casa e chiudo a chiave la porta
" Kim!" mi chiama mia sorella.
" Arrivo!" grido dal piano di sotto " Dimmi tutto piccola" la incito appena arrivata da lei
" Volevo solo ringraziarti per avermi aiutato con i bulli oggi e dirti che non mi hanno dato più fastidio"
" Sono contenta" sorrido " Dormi ora che domani c'è dinuovo scuola!" le consiglio baciandole la fronte.
Sono le undici e mezzo ed io devo mettere via ancora una busta... Vuol dire che oggi dormirò solo sette ore, pazienza!

Hate To Love {COMPLETATO}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora