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Ormai non aspetto altro che le sue lettere.
30 lettere. Basteranno?
Vorrei tanto svegliarmi un giorno e ricordare tutto.
E allora appena arrivo in libreria poggio il girasole, sui gradini, all'entrata.

Sto riordinando la mia stanza, approffittando del giorno di chiusura della libreria.
Faccio spazio nei cassetti, negli armadi, e in generale nella mia vita, mettendo ordine un pó ovunque.
All'improvviso lo sguardo cade sul quadernetto giallo e ricordando le parole di Gaia, inizio a pensare che forse si, è meglio buttarlo. Dovrei mettere da parte la me triste e malinconica e cercare indizi nel presente e nel futuro.
Lo prendo e mi cade dalle mani. Così mi abbasso per raccoglierlo e noto qualcosa di strano. È aperto, all'ultima pagina, e la mia scrittura è strana, diversa dal solito. È enorme, scura, quasi come a volere imprimere bene quelle parole.
E allora quasi senza accorgermene, comincio a leggere.
E allora in pochi secondi il mondo mi cade addosso.
Leggo le mie parole, e con mia grande sorpresa, inizio a ricordare tutto.
Tutto quello che ho descritto in quella pagina, tutto quello che mi ha uccisa.
E allora ricordo, di quel compleanno di Daniele, l'ultimo che dovevamo festeggiare insieme.
E i ricordi diventano sempre più nitidi, si trasformano quasi in immagini.
Vedo me stessa salire a casa di Daniele con "la chiave per le emergenze" con in una mano i cornetti caldi e nell'altra il pacchetto con gli occhiali da sole che gli piacevano tanto.
Vedo una me emozionata, euforica, entro silenziosamente, non faccio alcun rumore per far si che la sorpresa riesca.
Non sapendo che a breve la sorpresa l'avrei ricevuta io.
E allora, alla vista di lui, a letto con un'altra donna, mi cade tutto dalle mani.
E quando lei si gira e mi guarda negli occhi, mi cade tutto anche dal cuore.
Gaia.

Crollo.

Mi sveglio dopo tre ore con la mia stanza ancora in disordine, la testa che mi rimbomba e il mascara sciolto sull'intero viso.
Non ho la forza di fare nulla.
Riesco solo a pensare a Gaia e a quanto sia stata stronza.
E solo ora capisco perchè voleva che buttassi il mio quadernetto.
Ha approfittato del mio incidente e della mia perdita di memoria per rientrare nella mia vita come se nulla fosse successo.
Ma cosa pensava?
Che non avrei mai ricordato nulla?
O semplicemente che anche ricordando avrei perdonato?
No Gaia. Certe cose non si perdonano.
E Daniele poi? Che mi scrive di ritornare insieme...
Sono sconvolta.
Certe cose fanno male quando le vivi, ma ti distruggono quando le rivivi.
Prendo il cellulare e scrivo un messaggio a Gaia : << Ricordo tutto. Mi fai schifo. Non farti più vedere nè sentire per nessuna ragione al mondo. Da oggi, per me sei morta >>.
Con Daniele neanche ci spreco tempo.

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