Capitolo 14

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-Ale, dammi una mano con questo coso.-

Il ragazzo corse in soccorso del moro, aiutandolo ad aprire il letto e a sistemarlo nella stanza.
Quando ebbero finito Federico si tolse le scarpe e le mise vicino alla porta della stanza, accostate alla parete, per poi sedersi sul letto di Alessandro.
Si portò una mano tra i capelli corvini, scompigliandoli, e lanciò uno sguardo al biondo.
Alessandro si sedette, dall'altra parte del letto, con le gambe incrociate e ricambiò lo sguardo di Federico.

-Prima stavamo parlando e...-
Federico distolse lo sguardo.

-Lo so.-

-Fede ti prego, ti giuro che non è successo nulla, non abbiamo neanche visto il film, siamo solo andati a mangiare.-
Federico si girò verso il ragazzo.

-Non è il fatto che siete andati a mangiare fuori che mi dà fastidio. Anzi, mi dà fastidio anche quello, ma il problema è un altro. Tu non puoi sognarti di andare in giro a chiedere appuntamenti alla gente se stai con me.- il suo tono di voce continuava ad alzarsi mentre la rabbia si insinuava in essa. -Se preferisci uscire con le ragazze, basta che tu me lo dica. Non ho intenzione di stare per sempre nell'ombra mentre tu ti diverti.-
Alessandro guardò il moro. Federico strinse la mascella, sentendo la rabbia che gli ardeva nel petto. Sul viso del biondo intanto prendeva forma un'espressione triste mentre abbassava lo sguardo. Gli occhi scuri erano fissi sul copriletto e le mani gli tremavano leggermente.

-Non ho pensato prima di chiederglielo. E non volevo farlo, ero preso dalla rabbia, okay? Ti giuro su ciò che vuoi che non è successo nulla.-

-Alessandro ma davvero non ci arrivi?- cominciò quasi ad urlare il moro, guardando il ragazzo che si era messo a gambe incrociate in mezzo al letto. - A me da fastidio anche solo il fatto che tu le abbia proposto di uscire! E ora mi ritrovo a chiedermi se questa è stata la prima volta che esci con una da quando ci vediamo!-
I suoi occhi verdi, furenti di rabbia si riflettevano in quelli scuri del biondo, che lo sguardava con sgomento. Le guance stavano arrossendo, facendo sì che le lentiggini fossero ben visibili sugli zigomi magri.

-Come puoi anche solo pensare che io possa fare così? Ti pare che io sia il tipo di persona che fa cose del genere?- Anche il tono di Alessandro stava cambiando, alzandosi e riversando amarezza nelle parole.

-A me non sembravi neanche il tipo di persona che se ne va a chiedere appuntamenti per ripicca.- rispose il moro, cercando di tranquillizzarsi.
La sua voce tremava leggermente.
La mani erano strette in pugni, le nocche sbiancante per la forza.

-E invece l'ho fatto! Ma tra me e lei non è successo nulla! Cazzo Federico, se volessi una fidanzata lo sai anche tu che non farei tanta difficoltà a trovarmela.-
Federico capì dalla sua voce che il biondo stava cominciando ad esasperarsi. Si alzò dal letto ed andò verso l'armadio.

-Che fai?- gli chiese, ignorando completamente ciò che aveva detto il ragazzo.

Chissà quale sarebbe la sua reazione se uscissi con Chiara.
Vorrei proprio vedere.

Alessandro si girò verso il ragazzo più grande e aprì le ante dell'armadio in legno.

-Prendo il costume e un asciugamano. Ho bisogno di andare in piscina.-
Si girò, tenendo tra le mani un costume blu scuro.
Posò i suoi occhi su Federico.
Notò il suo nervosismo, appesantito soprattutto dal silenzio.
Si girò verso l'armadio e prese un costume rosso, per poi lanciarlo al moro.

-Ne hai bisogno anche tu.-
Federico passò qualche istante a pensare, indeciso su cosa fare. Alla fine decise che andare in piscina non sarebbe stato male.

-D'accordo.- rispose finalmente al biondo, alzandosi dal letto e calandosi i jeans per mettere il costume.
Alessandro fece lo stesso e, preso un asciugamano anche per il moro, si avviò verso la porta.
Federico gli fu subito dietro, con il costume dal colore scarlatto sui fianchi e un asciugamano chiaro in mano.
Uscirono dalla porta principale, attenti a non fare troppo rumore, e Alessandro accese le luci nel giardino.

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