«Non impicciarti» sento dire fuori dalla porta, perfetto Lauren.

«Stavo parlando con Shawn, non con te» rispondo.
«Magari Shawn preferisce me a te?» dice, sento gli occhi pizzicarmi.

«Davvero Shawn?» dico mettendo le mani sui fianchi.
«Sí, sono la sua ragazza!» risponde lei al posto suo, dato che Shawn non ha la voce.

«Shawn... credevo avessi la bocca per parlare, eh » dico, piuttosto arrabbiata.
«Non è vero, io non l'ho mai detto.» dice guardandola male,
«Abbiamo solo scopato, cazzo, non siamo mica fidanzati!» urla.

Sento il mio cuore andare a pezzi. Non credevo che Shawn fosse uno da una botta e via, e dopo questo, credo che non vedrò mai più Shawn come un romanticone, che vuole una sola ragazza per tutta la vita e che vuole trattare come una principessa.

Corro subito a casa, piangendo.

Odio piangere, soprattutto per i ragazzi.
Ma vedere il ragazzo che si ama da anni farsi una ragazza, solo per una botta e via, mi spezza il cuore e fa male, tanto male.
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Decido di non andare più a casa, ma di andare a mangiare qualcosa.

Mi incammino verso il Greecy's Coffee con la tristezza negli occhi.

«Ciao Greecy» dico, è al bancone e sta parlando con un ragazzo, da un'aria familiare.
«VENNY!» urlano in coro lei e Cole.
«Ciao Cole!» dico piuttosto imbarazzata.
«Non ti sei fatta più sentire, volevo parlarti...» dice venendo verso di me.
«Ti vedo triste. Greecy, un frappé alla banana, un hot dog e delle patatine fritte, grazie, siamo al tavolo che da sul laghetto!» urla, mi prende per mano e mi porta al tavolo.

«Volevo parlarti del bacio dell'altra sera, scusami se l'ho fatto, non so cosa mi sia preso» dice,
«Mi è piaciuto» dico, non so per quale motivo io glielo abbia detto, probabilmente per il fatto che Shawn 'ha una specie di ragazza'.

«Davvero?» dice spalancando gli occhi.

Vorrei esplicitamente dirgli no, ma spezzargli il cuore, come Shawn ha fatto come, mi sembra troppo, alla fine Cole è un ragazzo per bene, carino, gentile, peccato che lui non sia Shawn.
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Alla fine mi sono fatta pagare la cena da Cole, poi me ne sono andata lasciandolo solo. Lo so, sono una brutta persona, ma oggi sto molto male, molto e credo che lui lo abbia capito.
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Sono sdraiata sul letto da molte ore, credo che ora siano le quattro di notte. Shawn è andato a letto da un bel po', pure i miei genitori, solo io sono sveglia, a parlare con la mia coscienza.
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«Svegliati! Tutte queste rose?» sento mia madre urlare.
Alzo la testa socchiudo gli occhi ed intravedo mia mamma con in mano l'aspirapolvere.

«Mamma è domenica» urlo a mia volta.
«Chi ti ha portato tutte queste rose!!! Mettile da qualche parte, devo pulire!» dice, mi siedo sul bordo del letto con ancora gli occhi socchiusi, guardo a terra e vedo tutte le rose che "qualcuno" mi ha gentilmente regalato.

«Sei appena tornata da Tokyo, vai a riposarti» dico grattandomi i capelli.
«Venus, sono le quattro di pomeriggio, a che ore sei andata a dormire?» dice.
«Non lo so» dico sbadigliando.
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Ho passato il mio "pomeriggio/sera" a mettere le rose nei vasi. La mia camera è molto più bella di prima, e anche più colorata, mi piace.

«Venus, vieni a mangiare, subito!» urla mio padre.
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«Come sta andando il corso di pittura?» mi chiede mamma,
«Bene dai ho la media tra la A è la B» dico,
«Brava questa è la mia ragazza, ricorda: continua ciò che ti piace, non farti influenzare da...» non finisce la frase, qualcuno ha suonato il campanello.

«Vado io, non finite la patate, grazie.» dico andando verso la porta. Guardo dallo spioncino, non si sa mai chi ci potrebbe essere, ma noto che è solamente Shawn.

Sinceramente dopo quello che ho scoperto non ho voglia di parlargli, ma comunque non resisterei a starmene lì impalata con una porta che ci divide.

«Venere.» dice.
«Chi è?» dico.
«Non fare la scema, sono io Shawn... dobbiamo parlare. Ora. Se sei in pigiama ti do dieci minuti per cambiarti, ti aspetto a casa mia, mia mamma ha fatto la crostata» dice.

Corro in camera mia e mi preparo.

«Vado da Shawn ciao» dico uscendo.

Vado a casa di Shawn, un po' ansiosa. Percorro i pochi metri che ci separano e busso alla porta.

«Vado IOO!» è la voce di Aaliyah.

Mi apre la porta e c'è lei che mangia una fetta di torta.
«Entra pure, Shawn, è in camera!» sembra entusiasta, chissà cosa le sarà successo.
-
«Shawn, sono io, posso entrare?» dico bussando.
«Si, si entra» noto subito che le sue valigie non si sono mosse da quando è arrivato.
«Noto che le hai svuotate eh» dico sarcastica.
«Si» dice lui ridendo.
«Comunque cosa volevi dirmi?» chiedo un po' impaurita.

Inizia ad abbracciarmi, ricambio, ovviamente.
Non so perché lui lo abbia fatto, si è comune farlo tra migliori amici, ma in questa situazione mi sembra molto strano.

«Perchè mi hai abbracciata?» chiedo.
«Mi dispiace per quello che ho fatto questa settimana, non so cosa mi sia preso, te sai che non sono fatto in questo modo, non sono uno che usa le donne, io sono uno che le tratta bene, e te lo sai perfettamente, Venere. So che ci sei rimasta malissimo, so che hai pianto, so anche che ti si è...» non finisce la frase che Aaliyah entra in stanza.

«Mamma ha detto di andare a mangiare la crostata, meglio se vi sbrigate, papà ha lasciato tre fette, se non andate in tempo se la mangia tutte» dice.
«Va bene Aali, veniamo, puoi dire a papà di non finirle?» chiede Shawn ridendo.

«Va bene, quindi le è piaciuto il regalo???» urlecchia.
«Quale regalo?» chiedo incuriosita.
«Le rose scema» dice ridendo.

Tasty Lips. (Shawn Mendes)Leggi questa storia gratuitamente!