Capitolo 12

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-Lú,  hai finito? Dovremmo scendere per la cena.- lo sento urlare.

- Si- rispondo aggiustandomi i capelli ancora una volta. Vorrei cambiare un pó il mio look. Magari mi faccio bionda. Harry apre all'improvviso la porta quasi spaventandomi.

- Lo sai che non hai bisogno di prepararti e stare ore davanti allo specchio- dice facendomi l'occhiolino.

- Stavo pensando...- mi avvicino a lui e gli aggiusto il colletto della polo.

- Magari potrei farmi bionda.- gli sorrido.

- ma sei già bionda- commenta aggrottando le sopracciglia.

- Si lo so ma volevo schiarirli un pó. - continuo.

- Naaa va bene così.  Mi piacciono i tuoi capelli- mi bacia avvolgendo le sue braccia attorno al mio bacino.

- Mmm scendiamo?- mormora sulle mie labbra.

- ok.- chissà che cena ci aspetta. Spero nessuna cavalletta o uova di formiche rosse. Ora come ora avrei solo bisogno di un bel panino al Mc o burger king. Harry ama quel posto e anche io. O magari penso proprio di aver voglia di una bella pizza napoletana. Mi manca tantissimo.

Scendiamo giù e ci accomodiamo a uno dei tavoli. Il cameriere, stranamente biondo, si presenta a noi e ci dice che per noi è previsto un menù inglese. Menomale! Dopo un pó ci portano della carne e i contorni.

Quando finiamo la cena siamo abbastanza stanchi ma non vogliamo comunque andare in camera.

-che ne dici di una bella passeggiata  in spiaggia? - mi chiede.

- Ci sto- mi prende per mano e usciamo fuori. L'aria sembra essere più fresca a differenza di qualche ora fa, ma fa comunque caldo. Scendiamo degli scalini e Harry apre un cancello. Tolgo i sandali che ho al piede e finalmente tocco la sabbia. È scura ovviamente ma è morbida e fresca.

- guarda le stelle- indico il cielo mentre avanziamo verso il mare.

-Sono molte- lo vedo sorridere. Non c'è immagine più bella di vederlo sorridere. Lui è proprio quel tipo di persona a cui la bocca è stata creata per sorridere. Mi piace il modo in cui le sue labbra rosee si piegano verso l'alto mostrando le fossette ai lati. Resterei ore a guardarlo parlare. Perché mi piace il modo in cui muove le labbra, così lentamente, e il modo in cui sorride appena finisce un discorso.

Ci sediamo sulla sabbia, io tra le sue gambe.

- Quante ne saranno?- dico. Lui alza il braccio puntando l'indice.

- Una, due, tre...- inizia a contare. Io sorrido. Di certo non può contarle tutte. Io mi accoccolo al suo petto mentre continua a contare.

- Allora quante ne sono?- dico guardando verso l'alto. Lui abbassa lo sguardo su di me.

-487- risponde sorridendomi.

- Davvero?-

-si, come 487 giorni di te e di me- continua. Non ci credo. Ha contato i giorni? Lo guardo perplessa e lui mi bacia confermando ciò che pensavo. Mi stacco ponendo la testa sulla sua spalla e ammirando il mare.

- Secondo te cosa staranno facendo? Ma che ore sono lì?- gli chiedo pensando ai miei piccolini.

- Diciamo che è pomeriggio ora.- controlla il suo orologio.

- Allora posso chiamare- mi agito e prendo il suo cellulare. Non sento i miei parenti da quasi un giorno e quindi non so come stanno i bambini.

- Hey calmati. Ricordati quello che mi hai promesso.- e io ricordo alzando gli occhi al cielo. "Devo rilassarmi perché è la mia luna di miele." Compongo il numero e spero che mi risponda Anne.

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