CAPITOLO 10.4 - UNA SCOMODA VERITÀ

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Il prossimo aggiornamento sarà domani alle 21:30.

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L'indomani mattina sarebbero partiti; perciò la sera prima di andare a letto, si misero a preparare una sola valigia, con le minime cose necessarie per affrontare un viaggio breve. Non avevano tempo da perdere e ogni minuto sprecato, avrebbe ritardato la loro partenza e messo ancor più in pericolo la vita di Justin.

Le aveva detto di stare tranquilla, ma come poteva stare calma in una situazione come quella.

Aveva paura, eccome se ce l'aveva; non aveva mai avuto una paura più grande in tutta la sua vita. Non si era mai trovata nella condizione di temere per la vita di qualcuno. C'era in ballo la sua ragione di vita e da quando si era messa insieme a lui, aveva passato il mese più bello di tutta la sua vita. Nel tempo in cui Alison aveva conosciuto Justin, era cambiata. Lui le aveva stravolto la vita, in modo positivo. Era sia la sua metà che la sua luce, in grado di guidarla attraverso il buio; senza di lui, in questa spiacevole situazione, si sentiva persa, come un pesce fuor d'acqua.

Era ormai arrivata la mattina, il sole aveva incominciato a filtrare dalla finestra e a illuminare leggermente la stanza. S'alzò dal letto ancora assonnata; sotto agli occhi aveva delle occhiaie scurissime, d'altronde, non era riuscita a prendere sonno nella notte appena passata.

A tentoni arrivò fino all'interruttore della luce. Si vestì, con degli abiti comodi per affrontare il lungo viaggio.

Scese in cucina tentando di fare poco rumore e si rese conto di essere sola, evidentemente Jury stava ancora dormendo. L'ambiente non era completamente al buio, ma bensì era illuminato dai led degli elettrodomestici. Aprì il frigo per prendere un po' di latte e lo scaldò in una tazza. Appena fu abbastanza caldo, ci aggiunse un po' di caffè e qualche cucchiaio di zucchero e si mise a berlo, inzuppandoci qualche biscotto al cioccolato che aveva trovato nella dispensa.

Mentre mangiava, vide entrare Jury in cucina. Indossava ancora il pigiama e faceva ancora fatica a tenere gli occhi aperti. Per questo, ogni tanto sbadigliava. Lui a differenza di lei, prese solo il caffè senza il latte, perché aveva bisogno di svegliarsi. Poi afferrò un plumcake, lo aprì e ci mise nel mezzo un po' di Nutella.

«Buon giorno, come ti senti? Non hai più avuto la fame strana?». Le chiese tra uno sbadiglio e uno stiramento di braccia verso l'alto. E quando faceva ciò, metteva in evidenza i muscoli delle braccia, delle spalle, del petto e dell'addome.

«Sto bene e non l'ho più avuta. Comunque buongiorno». Gli rispose con un sorriso.

Poi Jury si mise a bere anche un bicchiere di succo di frutta ace.

«Vado a farmi una doccia e poi partiamo. Tu nel frattempo, quando hai finito di fare colazione, vai a controllare se ieri sera abbiamo messo tutto in valigia». Le disse e dopo aver finito di mangiare e di bere lasciò la cucina.

«Ok». Gli rispose abbassando gli occhi verso il basso. Jury si voltò vicino alla porta e quando vide l'espressione triste sul volto di lei, s'avvicinò e quando le fu abbastanza vicino, le fece una carezza sul viso.

«Andrà tutto bene. Te l'assicuro». Dopo la guardò dritta negli occhi. L'abbracciò stretta a se, prendendola alla sprovvista. Anche se non l'aveva ammesso ad alta voce, né aveva proprio bisogno di un po' di conforto.

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!