Capitolo 5 - Quando meno te l'aspetti

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Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento

O tende a svanire quando l'altro s'allontana.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso

che sovrasta la tempesta e non vacilla mai.

Amore non muta in poche ore o settimane,

ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;

se questo è errore e mi sarà provato,

io non ho mai scritto

e nessuno ha mai amato.

William Shakespeare



"Stai... stai andando via?"

"Sì."

***

C'è un modo per dimenticare?

C'è un modo per allontanarsi per sempre e smettere di pensare?

Mario. Nella sua mente solo Mario. Mario ed i suoi occhi, Mario e i suoi sospiri. Mario e tutte le volte che erano stati insieme. Le volte in cui si erano amati in silenzio, quelle in cui si erano guardati da lontano.

Perché alla fine, anche se distanti, erano sempre stati l'uno dell'altro. Suo malgrado Claudio aveva accettato di accontentarsi e di avere Mario solo per metà.

Ma aveva perso le forze, non riusciva più ad essere la persona spensierata di sempre.

E poi il suo cuore aveva detto basta.

Basta con Mario, basta con la sofferenza. Basta con le mille e mille volte in cui aveva messo se stesso al secondo posto per preferire Mario, per far stare bene lui.

Chiuse gli occhi e sospirò cercando in sé tutta la forza per riuscire ad andare via da lì. E non era facile, con Mario a pochi passi da lui. Non era facile fingere che gli stesse bene, che avesse superato tutto, quando la fonte della sua gioia e del suo dolore lo guardava con quegli occhi carbone che gli bruciavano l'anima.

Eppure non poteva continuare a morire giorno dopo giorno. Non poteva continuare a perdere e a deludere se stesso, non poteva continuare a sperare vanamente.

Mario era stato l'inizio della sua fine. Al suo cospetto aveva perso ogni capacità razionale, ogni minima percezione di distanza. Si era sciolto come neve al sole.

Al suo cospetto era diventato calce a contatto con l'acqua. Si era destrutturato, deteriorato, degradato.

Cercò di pensare a quanto di negativo avesse vissuto in quei giorni, anche se con Mario risultava sempre difficile concentrarsi su ciò che non andava, specialmente quando ce l'aveva davanti.

Gli lanciò un'ultima occhiata e poi lo oltrepassò facendosi forza e sperando che il suo corpo non lo avrebbe tradito. Cammina Claudio. Vattene. Non voltarti.

Eppure una forza sovrumana, più potente di ciò che aveva sempre provato, lo incitava a voltarsi di nuovo e guardarlo negli occhi. E più lui si convinceva che fosse sbagliato e si ripeteva che non dovesse assolutamente cedere, più quella forza premeva in lui. Girati. Girati Claudio. Guardalo.

"Guardami."

Si chiese se fosse tutto frutto della sua immaginazione o se la voce alle sue spalle che tanto somigliava a quella di Mario lo avesse realmente chiamato.

Il testimone dello sposoRead this story for FREE!