30. Maledizioni

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Seth non era abituato ad aspettare.

Tutta la sua vita era sempre stata un succedersi di compiti e obiettivi: non esistevano buchi nella ragnatela della sua esistenza. Ogni avvenimento era talmente legato all'altro da non permettergli di comprendere davvero il confine tra passato e presente. Attendere, invece, significava proiettarsi nel futuro, progettare, riflettere.

Gli era sempre stato insegnato a non pensare.

Ma adesso, adagiato alla porta di uno dei sotterranei dell'Anfiteatro, non poteva fare a meno di dialogare con se stesso. Da quando Ari era morta si era illuso di essere cambiato, ma non era bastato mettere un freno ai propri impulsi per diventare una persona più razionale. Forse l'attitudine all'azione era fin troppo radicata in lui. In quel momento, però, tutto si stava svolgendo altrove e lui era solo.

Chiuse gli occhi e strinse i pugni, cercando d'ignorare le urla di Sia che provenivano da dentro la cella.

-Seth! Fammi uscire! Seth!

Da quando l'aveva incontrata -terrore di un nuovo mondo, meraviglia nel trovare in quella ragazza una scintilla del suo- non l'aveva mai vista così arrabbiata. La notte precedente Sia aveva abbandonato la sua parte riflessiva e l'aveva investito con una tempesta di furore, tuttavia solo in un'altra occasione aveva scorto in lei la stessa commistione di dolore, delusione e propensione all'omicidio.

Ricordava troppo bene il suo volto ferito quando le aveva spiegato, in uno dei villaggi sulla strada per la Capitale, in cosa consistesse il cyclatum, il rito di passaggio previsto dall'educazione tradizionale del loro mondo: la caccia ad un gruppo di barbari, nemici dell'Impero.

Quella ragazza con gli stessi occhi della Tessitrice più amata e odiata dell'Impero non aveva nulla in comune con gli uomini assassinati nel corso del rituale, eppure aveva sofferto come se un frammento di sé appartenesse a ciascuno di loro. Forse era stato lo stesso incantesimo ad accecarla prima che iniziassero gli Spettacoli.

-Seth! Dobbiamo fermarlo! Fammi uscire!

Una parte di lui era grata del fatto che, almeno per il momento, l'oggetto dell'odio della ragazza fosse Hadre e non lui. La notte prima... Le sue parole l'avevano colpito nel profondo, come la frustata che aveva trasformato i suoi capelli in fili d'argento. Era quello l'effetto che la verità produceva. Tuttavia non riusciva ancora a mettere da parte i sentimenti che credeva di provare per lei. Per lei, non per Ari. E anche se, suo malgrado, era ancora convinto che le due condividessero la stessa anima, aveva imparato a riconoscere le loro differenze.

Era assurdo che con la Tessitrice fosse stato tutto più semplice.

Il tempo scorreva lentamente. Ad ogni istante Seth s'illudeva di scorgere l'ombra del fratello e, puntualmente, rimaneva deluso. I Giochi continuavano lontano dalla sua vista: avrebbe scoperto se Aetius fosse sopravvissuto solo dopo che tutta quella situazione si fosse risolta. Aveva promesso di aiutarlo per capire quale fosse la minaccia alla vita di Sia che il Golem aveva annunciato, ma aveva finito per affezionarsi sinceramente allo schiavo. 

Le urla si fecero più intense. 

Hadre era stato chiaro: doveva tenerla nascosta fino a che gli Spettacoli non si fossero conclusi. Non si era potuto opporre, non davanti a tutta la corte e il popolo di Rumen. Suo fratello non glielo avrebbe mai perdonato. E, mentre la trascinava via, non era riuscito a spiegarle né perché i Giochi fossero necessari né perché lui e Hadre avessero mantenuto invariate le decisioni del padre, anche se la sua malattia lo teneva lontano dagli affari di Stato da tempo immemore. 

Non lo sapeva più.

Il caos era cominciato con una parola. No. Sia aveva gridato nel momento in cui aveva compreso il destino di morte che attendeva la maggior parte degli uomini nell'arena. Seth non aveva guardato lei, ma suo fratello. Perché non aveva voluto rivelarle in che cosa consistessero gli Spettacoli? Perché aveva desiderato di vedere quello sguardo ferito sul volto di una ragazza che aveva sopportato abbastanza? 

La tela di AspasiaLeggi questa storia gratuitamente!