Prologue: Baby Blue

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"Preferirei bere candeggina, piuttosto".
"Ma Claire, non è poi cosí male!".
"Hai ragione, infatti persino Molly che mangia di tutto è corsa via guaendo non appena ha sentito l'odore del tuo polpettone" ribatte mia sorella, ed è l'odore di calzino puzzolente e verdura putrida ad accogliermi in cucina non appena entro.
Mia madre sbuffa facendo sorridere leggermente Claire che prende un altro sorso di caffè, probabilmente il terzo di stamattina a giudicare dal suo sorriso, ed io mi avvicino ad entrambe, pronto a riportare la pace come da mio solito.
"Hai finito di parlare come se stessi narrando un libro? E quando mai tu riporti la pace, semmai combini solo guai dai quali puntualmente io devo tirarti fuori" sospira Claire, sorridendo soddisfatta della sua risposta mentre io le faccio il verso, sedendomi accanto a lei.
"Come mai siete cosí tranquilli, voi due? Oggi ricomincia la scuola ed è l'ultimo anno. Almeno avete pensato a dove mandare le vostre applicazioni?" Domanda nostra madre guardandoci con severità, o almeno provandoci.
Liz Hemmings arrabbiata sembra più un barboncino bagnato che un surrogato di Hitler come pensa lei.
Io e Claire ci guardiamo, sorridendole poi contemporamente, e lei non aspetta altro che girarsi borbottando qualcosa come "proprio a me dovevano capitare due gemelli scemi".
"C'è tempo, mamma. E poi sai che io ho intenzione di prendermi un anno sabbatico e che Luke vorrebbe dedicarsi per un po' alla musica" risponde Claire, versandoso nuovamente del caffè nella tazza, ma io gliela porto via, prendendone un sorso al posto suo solo per essere trafitto dal suo sguardo omicida.
"Mi preoccupo per te e per la tua ipotetica tachicardia e...".
"Taci, culo stanco. Non avevi voglia di versartelo da solo, non trovare scuse, faccia di merda" sbuffa, addentando poi un biscotto, quando un cucchiaio di legno vola nella sua direzione, colpendola sulla fronte.
"Linguaggio, Claire! Sei la minore!".
"Di quattro minuti e mezzo!".
"Sei la bimba di casa".
Claire sospira, scuotendo la testa, prima che il suo cellulare s'illumini, facendola sorridere.
"Trish è qua fuori, vuoi un passaggio anche tu, Lu?" Domanda, afferrando la giacca di jeans dal bracciolo del divano, e cercando contemporaneamente di allacciarmi una scarpa e di mangiare un biscotto la seguo, urlando un 'ciao, mamma'.
"Gemello preferito, Claire" sorride Trish vedendoci entrare, ed io le sorrido prima di sporgermi verso di lei per lasciarle un bacio sulla guancia.
"Ciao, zoccola del mio cuore. Pronta a conquistare un pene, oggi?" È invece il buongiorno di Claire che si sistema i capelli tinti di nero in una coda di cavallo, facendo sorridere l'altra mora.
Alla faccia di 'ogni bionda ha bisogno della sua mora', Claire pur di ribellarsi alla legge di natura che ci rende dannatamente identici ha preferito sembrare un cadavere con la sua pelle bianca e i capelli scuri.
"Signore, lasciatemi dire che siete strane" intervengo, mettendomi comodo sui sedili posteriori, facendo girare Claire.
"Senti chi parla. Non hai ancora avuto le palle di parlare con Devonne, a questo punto finirai per morire a suon di lavori di mano. Non conoscerai mai la bellezza della vagina, mi dispiace per te".
"Ti ricordo che da piccoli facevamo il bagno insieme, so perfettamente com'è fatta una vagina" ribatto, rabbrividendo leggermente al ricordo.
No, pensare alla vagina di Claire non va decisamente bene.
"Se vuoi posso mostrarti la mia" interviene Trish, ammiccandomi dallo specchietto retrovisore, mettendomi seriamente a disagio.
"Taci, zoccola, e guarda la strada. Non voglio morire vergine, e questo deficiente a cui sono imparentata deve farsi crescere le palle e parlare con Devonne. Le sbavi dietro da un anno, almeno un 'ciao' potresti dirglielo!" Riprende Claire senza perdersi d'animo, ed io mi ritrovo a sospirare.
Detesto che l'altra metà di me abbia ragione.
"Ma con Devonne non so mai cosa dire... Cioè, l'hai vista?" Domando, facendo inarcare un sopracciglio a Claire.
"Sí, l'ho vista, e non capisco cosa ci trovi in lei, ma sorvoliamo. Oggi hai il corso di pittura con lei, vedi almeno di metterti vicino a lei... E che ne so, falle cadere l'acqua dei pennelli, un tubetto di tempera, qualcosa! L'importante è che le parli" sbotta proprio mentre Trish parcheggia, girandosi poi verso di me.
"Luke, sai che per me sei come un cugino, ma potresti ambire a meglio di Devonne. Insomma... Sai che non ha una bella reputazione, no?" Commenta, facendomi alzare gli occhi.
"Sí, lo so. Dicono che esca con i ragazzi solo per il sesso, che li molli dopo un paio di settimane e che abbia avuto più volte malattie a trasmissione sessuale. Solo, non credo a quello che si dica in giro, okay? Preferisco credere a quello che vedo" ribatto, e le due amiche si scambiano uno sguardo prima di uscire alla ricerca di 'carne fresca' lasciandomi solo come un pirla.
Sarebbe anche ora che cominciassi a farmi degli amici che non siano mia sorella o la sua strana ombra.

[Ashton]

"E per cortesia, non portare a casa altri pennelli, okay? C'è sempre puzza di chimico in camera tua, è insopportabile".
Sorrido leggermente guardando mia madre alzare gli occhi al cielo, un po' perchè sa che alla fine disobbedirò, un po' perchè non capisce questa mia passione.
È normale, non la capisco neanche io.
"Non vorrei metterle fretta, signora Irwin, ma abbiamo circa cinque minuti per trovare i nostri armadietti e per ritirare i nostri orari" interviene Michael dai sedili sul retro, facendo imprecare mia madre.
"Andate, andate! Non mi ero resa conto fosse cosí tardi, per l'amor di Dio! Andate e fate i bravi, dite una preghiera prima di pranzo!".
Non appena io e Michael scendiamo dalla macchina la guardiamo allontanarsi solo per guardarci negli occhi e scoppiare a ridere.
Io e lui che preghiamo, che fantastica battuta.
"Andiamo, Ash, dobbiamo darci una mossa. Voglio sondare il terreno in fatto di pollastrelle prima delle lezioni" sorride poi Michael, battendomi una veloce pacca sulla spalla, e in momenti come questo mi rendo conto di quanto sia fortunato ad averlo come fratellastro.
Un po' meno quando sbava e emette strani rumori con il deretano di notte, ma per il resto è grandioso.
Anche se sento troppo spesso nel pomeriggio la testiera del suo letto sbattere contro il muro impedendomi di concentrarmi sui miei quadri.
"Il tuo non è un pene ma un radar, ne sono sicuro" ridacchio seguendolo senza protestare, osservando quella che è la mia nuova scuola.
Ordinaria, nulla di che e... Perché il tetto è arancione?
"Ognuno ha i propri talenti innati. Tu sei bravo a dipingere ed io sono bravo a sc...".
"Okay, Mike, hai reso l'idea. Ora, dov'è la segreteria?" Domando, guardandomi attorno spaesato mentre vari studenti corrono da una parte all'altra, quando qualcuno viene a sbattermi contro.
"Oh, fanculo, io lo sapevo che stamattina non ho preso abbastanza caffè" borbotta la ragazza che mi é venuta addosso, facendomi sorridere leggermente prima che le raccolga il libro, quando Michael sorride maliziosamente: "Claire Hemmings, sempre dipendente dal caffè, vedo".
"Michael Clifford, sempre dipendente dalla gnocca, vedo" ribatte lei, facendomi scoppiare a ridere, e finalmente si accorge della mia esistenza.
Come può una ragazza avere degli occhi cosí azzurri? Non è contro natura?
"Oh, grazie per il libro e scusa per l'incidente... E se vuoi un consiglio, evita questo deficiente. Ti porterà sulla strada della perdizione, e non mi sembri il tipo che vuole passare tutta la giornata con la testa tra le cosce di una ragazza" ammicca, e in meno di un secondo è persa tra i vari studenti.
Michael ride piano, scuotendo la testa tra sè e sè prima di riprendere a camminare.
"Chi era quella? Sembrava piuttosto...".
"Schizzata?" Completa Michael, facendomi annuire leggermente.
"Quella era Claire Hemmings, una serie di geni estetici combinati per grazia di Dio ma con un caratterino... È dipendente dal caffè, e direi che si nota, ed è una delle poche che non mi sono ancora portato a letto, anche se lo stesso non si può dire della sua migliore amica... Ma cederà anche lei, non ti preoccupare" conclude il suo monologo, lasciandomi perplesso.
Vivo a casa sua e di suo padre da sei mesi e l'ho visto portarsi a casa più di quarante ragazze quindi...
"Oh no, l'amica, Trish, me la sono fatta due anni fa. Non l'hai mai vista prima che andasse via, ma tranquillo, la noterai sicuramente a scuola. Ha un bel modo di fare anche lei" continua, vedendo probabilmente la mia confusione, finchè finalmente non arriviamo in segreteria, ed il sorriso dolce sul viso della segretaria è la prima cosa di oggi che riesce veramente a mettermi a mio agio.
Questa scuola è una gabbia di matti.

Loverboy || Luke HemmingsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora