La sindrome di Sweet

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E chi ne ha mai sentito parlare.

Cominciò così. Mia madre con la spalla attaccata al termosifone.

"Reumatismi" diceva.
Così diceva il medico.

Io avevo quattordici anni quando il calvario ebbe il suo inizio.

Poco dopo cominciai la scuola superiore, stavo in un collegio perché la distanza era parecchia.
Mi tenevano per lo più nascosto tutto.....

L'ospedale del paese, "artrite reumatoide" la diagnosi.
Aggravamento.
"Allergia ai farmaci" la diagnosi.

Poi la rincorsa all'ospedale di Parma....a tre giorni dalla morte. Ma io questo lo venni a sapere dopo.
Le ulcere all'esofago impedivano la deglutizione di ogni formato di alimento.

Ricoverata grazie a conoscenze nel reparto di reumatologia.
Li incontrarono un professore, primario del reparto.
Diventò ai nostri occhi come il padre eterno.

<< Lei signora è affetta dalla Sindrome di Sweet>>

???

<< È una malattia non rara, rarissima! Dalle motivazioni scatenanti sconosciute>>

<< Ma ne è sicuro? Come è possibile? È  curabile?>>

Era un medico sulla quarantina, dai modi cortesi e un viso rassicurante. UMANO.

<< Complimenti signora, si è beccata un morbo praticamente sconosciuto, cento casi accertati in tutto il mondo! È un vero colpo di fortuna che sia arrivata qui, in questo reparto. Da me, che per puro caso ho già incontrato un paziente affetto da questa patologia. E ho dovuto sudare otto camice per scoprire di che si trattasse.
Lei era ormai a tre giorni più o meno dalla morte.
Ma ora la faremo guarire>>

Sorrideva, scherzava con mia mamma. Lei era attirata dall'intelligenza e dal sapere. Istaurarono un rapporto di amicizia, quasi affetto negli anni a seguire.

SINDROME DI SWEET

Sweet, traduzione....Dolce.
Dolce?
No! È il nome del medico che la scprì. Ovvio.

Dermatosi neutrofica febbrile acuta.
Sintomi : dolori di medio elevata importanza alle articolazioni.  Comparsa di ulcerazioni varie. Febbre.

La patogenesi della sindrome è multifattoriale e non è stata tutt'oggi stabilita in modo definitivo.

I corticosteoidi rappresentano lo standard terapeutico di riferimento.

Andò così, un mese di ospedale, un bombardamento massiccio di cortisone e la rinascita.

CASA!

Tutti sospirammo di sollievo. Una pillolina da 25 mg di cortisone e poi sarebbe tutto finito.
Finito.
Finito.
Finito.

Ma come sapete non andò così.
Il medico curante sbagliò la ricetta! Già,  si era dato alla plitica lui nel frattempo.
E i miei non se ne accorsero.

5 mg?

Di nuovo ospedale.
Parma.

<< Ma come cazzo è possibile una stronzata del genere!!>>
Tuonò, l' ormai nostro caro amico professor ....

<< Ho scritto io personalmente al suo medico!!! È da denunciare!!>>

<< La malattia è ormai entrata in fase cronica. Di buono c'è che la terremo sotto controllo. Il brutto è che tu, Maria dovrai prendere cortisone a vita.>>

Lo sappiamo tutti no?
Il cortisone debilita a lungo andare. È un farmaco pericoloso.

Conseguenza, immunodeficenza.

Cominciò  il calvario dei tumori.

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