Capitolo 41

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Afferro con rapidità lo zaino dalla sedia e apro la porta della mia camera, precipitandomi di sotto.
Sono in ritardo e Jen e Nathan mi aspettano in macchina.
Saluto mamma con un bacio sulla guancia e finalmente esco di casa, venendo colpita da una folata di vento freddo.
Mi stringo nel cappotto verde militate e mi incammino verso la macchina del mio ragazzo.
Appena la raggiungo apro lo sportello e mi siedo accanto a Jen che si fionda tra le mie braccia.
«Mio fratello ti ha rubata da me e dalle altre» borbotta, dopodiché mi bacia la guancia mentre io sorrido.
«Stasera facciamo a casa mia?» domando, sorridendole per farle capire che anche a me loro mancano.
Devo anche vedere Tobia.
Ci sentiamo per telefono, ma saranno due settimane che non ci vediamo faccia a faccia e mi dispiace parecchio.
«Certo, andiamo fuori a cena?» mi supplica con lo sguardo e io annuisco.
«Mando un messaggio alle altre» sussurro e digito velocemente sullo schermo.
«Mercoledì studiamo per fisica?» chiede.
«Certo, ho già il terrore adesso» la guardo disperatamente e sospiro sollevata, quando noto anche lei ha lo stesso sguardo.

Non mi sono nemmeno accorta che siamo arrivati e che Nathan sta parcheggiando.
Non ci siamo nemmeno salutati.
Scuoto la testa scacciando il pensiero e esco seguita da Jenni.

Attraversiamo il parcheggio, arrivando davanti al cancello dove con mio grande piacere vedo Tobia sorseggiare del caffè, mentre guarda il suo telefono.
«Tob!» urlo, attirando la sua attenzione e gli corro incontro.
«Kat. Dio, da quanto tempo» mi accoglie tra le sue braccia calde e mi posa un delicato bacio sulla guancia.
«Come stai?» domando, allontanandomi leggermente da lui, ma all'improvviso sento qualcosa tirarmi il giubbotto e poi una mano afferrare la mia per intrecciare le nostre dita.
Guardo alla mia sinistra e vedo Nathan, che guarda con circostanza Tobia, che per un secondo osserva le nostre mani, secondo in cui la mascella del mio ragazzo si contrae in modo spaventoso.
«Sto bene tu?» gli sorrido cordialmente, ma chissà come mai non riesco più a stare concentrata, perché Nathan si avvicina a me ulteriormente.
«Alla grande piccoletta. Pranzi con me?» domanda lui un po' imbarazzato dalla situazione.
«No» annuisco.

Un attimo.
Non ho parlato, no.

«Invece sì» contraddico Nathan, che a quanto pare non è per niente felice.
Sta per ribattere quando lo prevalgo, «Vuoi venire con noi e le altre?» domando a Tob, che annuisce e sorseggia il suo caffè.
Guardo l'ora sul telefono e sospiro.
«Devo andare» sussurro afflitta e guardo Tobia.
«Ci vediamo dopo» mi rivolgo a Nathan, girando la testa.
Annuisce e si avvicina lentamente, poggiando la mano libera sulla mia guancia.
Quando è ad un centimetro dalle mie labbra chiudo gli occhi e mi faccio trasportare dal suo sapore mischiato con il mio.
Sento la sua lingua spingere contro la mia e la sua mano posarsi sulla base del mio collo.
«Mia» sussurra sulle mie labbra, prima di posarmi un bacio a stampo e allontanarsi.

Guardo Tobia che mi rivolge un sorriso furbo, dopodiché stacco la mia mano da Nathan, incamminandomi dentro scuola con uno stupido sorriso dipinto sulle labbra.
Wow... cioè... non mi aspettavo che lo facesse davanti a mezza scuola.
È gelso di Tobia e questo lo vedrebbe anche un cieco, ma mi piace.
Vuol dire che ci tiene a me.

«Sto sul cazzo a Nathan» ride Tob e mi affianca.
«Nah... è solo geloso. Gli passerà quando capirà che sei inoffensivo» lo rassicuro.
Oltrepasso un gruppo di studenti che si è piazzato in mezzo al corridoio e vado verso il mio armadietto.
Lo apro mentre Tobia mi parla senza fermarsi un secondo della partita che hanno fatto l'altro ieri.
Annuisco senza ascoltarlo e quando suona la campana, lo lascio con un bacio sulla guancia, dopodiché mi avvio alle scale.

«Katniss» sento qualcuno chiamarmi, così mi volto, trovandomi davanti Issac che mi guarda con degli strani occhi.
Wow... mi ha chiamata Katniss e non sfigata o nanerottola.
«Ehm....Issac? Dimmi pure» ricordo ancora la volta, prima di Natale, nella quale mi aveva chiesto di parlare, ma alla fine non siamo riusciti.
«Posso parlarti? Succede qualcosa se salti un'ora?» mi indica le sue spalle, in direzione del bar e io lo guardo dubbiosa.
Dovrei davvero perdere un'ora per Issac?Sicuramente vorrà chiedermi qualcosa di sconcio o vorrà offendermi.
«Va bene» sussurro alla fine e lui sorride come per ringraziarmi.

Ma che gli succede?

In silenzio arriviamo fino al bar, dopodiché ci sediamo ad un tavolino.
Ci siamo praticamente solo noi e la cameriera che non ci rivolge nemmeno un'occhiata.

«Di cosa volevi parlare?» avvio io il discorso, vedendolo incerto e piuttosto imbarazzato.
Sta per parlare, quando la cameriera ci interrompe chiedendoci gli ordini.
«Allora?» domando di nuovo.
«Io... ecco. Volevo chiederti una cosa» si gratta il collo imbarazzato e per la prima volta lo vedo quasi adorabile.
Oddio... che orrore di pensieri che ho avuto.
«Sarebbe?» aggrotto le sopracciglia.
«Sai chi è Shay?» domanda di botto, sbarrando leggermente gli occhi.
«La mia Shay, cioè... Shay Abrams?» chiedo, sbattendo le ciglia un paio di volte.
Lui annuisce e io inarco un sopracciglio, non capendo dove vuole arrivare.
«Cosa c'entra lei in tutto questo?» domando.
Veniamo interrotti di nuovo dalla cameriera e la maledico mentalmente.

Seguono minuti di silenzio nei quali io mi limito a fissare Issac dalla mi tazza di cioccolata e lui a guardare fisso il tavolo.
«Voglio chiederle di uscire con me» sgancia la bomba e io quei mi strozzo con la cioccolata, che bollente attraversa la mia gola.
Inizio a tossire mentre Issac mi da leggeri colpi sulla schiena.
«COSA?!» urlo mentre tossisco.
«Beh... lei... mi interessa. Da un paio di mesi» sussurra e le sue guance assumono colorito e io per la seconda volta penso a quanto sia adorabile.

Questo non è Isaac.
Qualcuno lo ha ucciso e lo ha clonato, non può che essere così.

«Issac. Senti...» inizio, ma lui blocca sul nascere.
«Lo so che tra noi non ci sono buoni rapporti, ma vorrei chiederle di uscire. Per te va bene?» domanda, stupendomi ancora di più.
Il fatto che me lo stia chiedendo è sconvolgente.
Isaac non ha mai fatto una cosa del genere, il mio parere non è mai contato per lui.
«Se ti dicessi di no glielo chiederesti lo stesso?» azzardo.
«No» risponde serio, sorprendendomi.
«Katniss lo so. Mi dispiace anche per come ti trattavo. Ero... immaturo» continua.

Sto per urlargli: "Esci da questo corpo demone che si è impossessato di Issac", ma mi limito ad annuire.

«Okay. Ti avviso Issac, falle versare mezza lacrima e sei morto» lo minaccio.
Lui sorride come un bambino e sospira contento.
Wow.
Cioè... wow.
«Grazie. Ti prego, non dirle niente» mi supplica e io annuisco.
«Allora... come va con Nathan?» domanda malizioso e io alzo gli occhi al cielo.
«Va... bene, credo. Stiamo insieme» sorrido pensando a lui e Issac mi osserva attento.
«Gli stai fottendo il cervello, Kat. È impazzito per te» mi confessa ed io arrossisco.

Non so che dire.
È strano che Issac mi parli così.
Sembra che gli abbiano tirato una mazza da baseball in testa.

«Grazie per non avermi giudicato» sussurra alla fine, alzandosi.
«Non so cosa ti sia successo, ma mi piace» ammetto.
Lui scuote il capo e va a pagare, dopodiché mi saluta con un sorriso e scompare dalla mia visuale mentre io rimango impalata con la mia tazza tra le mani.

Finisco dopo alcuni minuti e mi alzo per pagare il contro, ma la ragazza mi ferma.
«Ha già fatto il ragazzo» dichiara così annuisco ed esco dal bar, andando di nuovo verso il mio armadietto.
Devo cambiare ancora libri.

Ciaoooo
Eccomi finalmente!
Come state amori?😘
Spero magnificamente 💞

Vi piace il capitolo?
Diciamo che ci sono delle news e che molte cose sono cambiate o stanno per cambiare🙄😊

Scusate se aggiorno solo ora, ma sono stata molto impegnata con la scuola.

Come vi avevo promesso vi devo dire il nome di uno dei miei nuovi libri.
Ebbene......(rullo di tamburi) si chiama "Il mio vicino di casa"
Non pensate che sia la solita storia.
È un genere più o meno simile a questa storia, ma per alcuni aspetti cambia molto.
Spero vi piaccia.

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