CAPITOLO 9.1 - UNA STRANA SOMIGLIANZA

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Era già trascorso un giorno intero e Alison cercava di vivere nella normalità, per quanto le fosse possibile.

Era sempre lì, sola, senza gli amici, con Justin lontano e per di più aveva litigato con i suoi genitori. Non s'era ancora fatta un amico a scuola, certo aveva parlato con i suoi compagni, ma tra di loro non si era ancora creato un legame; sapeva che era giunto il momento di fare delle nuove conoscenze.

In questo giorno appena passato, nessuno aveva cercato d'ucciderla. Tutto sembrava tranquillo, oppure era solamente una tregua dopo la tempesta.

Al mattino si svegliò per andare a scuola. Quando fu abbastanza sveglia, accese il cellulare per controllare se ci fossero dei messaggi da parte di Justin, ma non c'era niente; tutto questo le sembrava stano, ma non gli diede peso, pensando che fosse molto impegnato nelle ricerche.

Decise comunque di mandarli un messaggio.

"Ciao, come va?, trovato niente?".

Cercò il numero di Justin, anche se ormai lo sapeva a memoria e cliccò su invio. Attese qualche secondo, ma si rese conto che non riusciva a inoltrarlo e rimase, perciò bloccato. Lei non riusciva a spiegarsi il motivo, visto che nel cellulare aveva abbastanza soldi per spedirlo e anche molte tacche della linea telefonica.

Non ci fece più di tanto caso; avrebbe riprovato a rinviarglielo tra qualche ora.

Scese a fare colazione e dopo, andò a scuola con il pullman.

Quando arrivò al suo istituto, guardò l'orologio e si rese conto che era ancora presto; per questo decise di chiamare Jury, il fratello di Justin.

Si girò versò la scuola e per un istante, notò un'altra volta qualcosa di strano. Non era possibile, non c'era una spiegazione logica per quello che aveva appena rivisto; eppure, questa volta, sapeva di non avere le traveggole, era certa di quello che aveva appena osservato. Fino a un mese fa, non sapeva darsi una spiegazione a ciò che aveva visto al muro della sua scuola, ma ora, tutto era diverso; adesso sapeva che in giro c'era qualcosa di strano.

Vide Justin appoggiato al muro della scuola; ma non poteva essere lui, visto che si trovava ancora a fare la grande ricerca alla biblioteca, eppure sembrava lui. Per un secondo, ebbe un leggero mancamento, stava per svenire, ma fortunatamente, s'appoggiò al muretto della scuola.

Prese il cellulare per chiamare Jury e mentre cercava il numero, le tremava la mano.

«Pronto chi parla». Disse Jury, non riconoscendo il numero.

Il respiro di Alison stava diventando sempre più affannato. Non riusciva a togliersi dalla mente, Justin appoggiato al muro della scuola; era ancora spaventata da quello che aveva visto. Ora nessuno l'avrebbe protetta. Adesso, come mai prima, si sentiva veramente sola di fronte a un mondo nuovo e sconosciuto. Non si sapeva ancora difendere e per questo, aveva paura di essere attaccata da qualcuno.

«Non ci siamo mai senti. Ma io sono Alison, la ragazza di Justin». Gli rispose.

Jury sorrise e si fermò un istante a immaginarsela fisicamente, in base alla sua voce dolce e calda. La vedeva davanti agli occhi, come se l'avesse di fronte a se. La immaginava, alta, bionda, occhi azzurri, bella e solare.

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!