Incubo, un viaggio da intraprendere

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Era il 9 Ottobre del 1996, un bel pò di anni erano passati da quando Den decise di ritirarsi dal suo lavoro secondario, il figlio oramai era grande e aveva sposato da qualche anno una donna che come il padre amava le avventure di mare. Quello era un giorno speciale per Den perchè nacque sua nipote Rya, una bambina dagli occhi chiari e chioma arancio.

I mesi passavano tranquilli, fin quando arrivò il momento del suo battesimo la quale decisero di prendere in affitto una nave per festeggiare la giornata in mare aperto in vecchio stile di ramo familiare. Tutti erano sereni tranne Den che temeva sempre il peggio, per questo fortunatamente non c'erano problemi dal momento che aveva portato a bordo di nascosto una mina con raggio espolosivo di 5 metri circa. La giornata era a tema brace che comprendeva dalle più tenere bistecche di manzo alle più aromatiche salsicce di maiale nero, si respirava un'aria tranquilla e pura, Den credeva quasi di sognare e avrebbe vissuto quella giornata all'infinito.

Passarono un bel pò di ore ed il sole stava quasi per tramontare, era tempo del dolce e di tornar a casa. Una fantastica giornata pensarono tutti, quando all'improvviso un forte urto danneggiò pesantemente la nave. Non si capiva con precisione cosa fosse accaduto, non c'erano ne iceberg o rocce, c'era panico. La nave piano piano stava affondando ma nonostante ciò Den non perse il controllo e cercò di calmare un pò tutti fin quando proprio giù alla nave comparve una pinna enorme. Ora la faccenda diventò seria e Den corse subito alla ricerca della mina sperando che non fosse andata perduta nel mare a causa del brusco colpo subito. Capirono tutti dell'enorme pericolo che c'era nelle acque, era il megalodonte e sembra affamato. Den e suo figlio assieme ad altri invitati iniziarono a combattere lo squalo che girava intorno a tutti, gli sforzi furono inutili perchè piano piano cadevano tutti dalla nave e  venivano presi dallo squalo che sembrava diventar sempre più violento dopo ogni vittima. Den oramai aveva capito che quello poteva essere solo un demone, perchè predatori così non ne aveva mai visti, era rimasto solo con la piccola Rya che piangeva a dirotto. L'unica speranza era quella di abbandonar la nave prima di cadere nelle acque di quella posizione e diventare cibo per squali. Con forza e coraggio mentre il megalodonte era pronto a dare il colpo finale alla nave, Den prese Rya tra le braccia e un salvagente così tuffandosi nelle acque riuscì a lanciare la mina sulla nave in rovina. Un esplosione terribile spostò bruscamente nonno e nipote, mentre alcuni pezzi di squalo volavano a mezz'aria, finalmente quella bestia che forse aveva ucciso il suo stesso padre era morta! Ma cosa gli era rimasto se non quella piccola bambina? Tutti erano morti e lui nonostante i suoi anni di esperienza non riuscì a far nulla per impedirlo.

Riuscirono a tornar a casa grazie ad un marinaio che li recupero in mare, Den era sovraffatto dai sensi di colpa e si ritrovava solo con una piccola bambina da dover crescere. Doveva tenerla lontana da questa vita e da questi avvenimenti, così decise di partire per l'Italia e provar a crescere al meglio la sua piccola nipotina. Fece valige e prese un nuovo fucile Gewher, riuscì a vendere il negozio d'armi e la casa e partì per il grande stivale.

Il viaggio stava filando tranquillo, ma Den non ancora aveva la minima idea di cosa potesse accadere col passare degli anni nel luogo della sua destinazione, la movimentata e accogliente Napoli. 

L'uomo che cacciava gli squali(IN PRODUZIONE)Leggi questa storia gratuitamente!