CAPITOLO 8.5 - UN VIAGGIO LONTANO

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«Beh!, io recluto quelli della nostra specie e mi sono chiesto, se uno di loro potrebbe avere dei poteri che noi non possiamo nemmeno immaginare; diversi e più straordinari». Precisò infine.

Il bibliotecario appoggiò una mano sul mento irsuto dalla barba incolta. Si vedeva dalla sua espressione, che stava pensando; forse la domanda di Justin, gli aveva riportato alla memoria, delle idee sepolte nella sua mente.

«Sei sicuro, che alla nostra specie possa capitare una cosa del genere?». Gli chiese e poi lo guardò negli occhi, come per trovare una risposta, ma Justin rimase impassibile.

«Ho capito che tu conosci qualcuno con questo problema. Beh!, se si può chiamare "problema", io lo chiamerei "dote o dono". È qualcosa di fantastico e chi lo possiede, nel momento in cui acquisterà tutti i suoi poteri, diventerà ancora più forte». Ammise, convinto delle sue deduzioni.

«Allora, tu ne sai qualcosa?. Mi puoi aiutare?». Gli chiese, mente si guardava attorno tra quei miglia di libri.

Il bibliotecario sospirò profondamente prima di rispondergli. «Sì, posso farlo. Ma mi devi dire la verità, devi essere onesto con me. Non mi fare il nome, se non vuoi, ti capisco. Non mi dire da dove vieni e anche da dove viene la persona che ha questa dote. Ma devi essere sincero con me, sennò non saprò come aiutarti. Ti potrei dare un informazione sbagliata. O potremmo passare una vita a cercare a vuoto tra questi libri». Gli disse il bibliotecario, poi con una mano gli indicò i libri. Stava attendendo in silenzio che Justin iniziasse a parlare.

Justin non sapeva ancora se poteva fidarsi di lui. C'erano due scelte alla domanda del bibliotecario: sì o no. In quel momento,  lo stava guardando intensamente negli occhi, per trovare la risposta alla sua domanda. Non sapeva cosa fare: la sua scelta si stava spostando verso il sì e per la salvezza della vita Alison, doveva essere disposto a rischiare.

«Ti puoi fidare di me. Ti mostro anch'io il mio tatuaggio, in segno di lealtà e di appartenenza alla nostra specie; proprio come hai fatto te e mi hai giurato le stesse cose». Il bibliotecario si tirò su la manica fino a scoprire il tatuaggio tatuaggio.

«Non rivelare mai niente a nessuno, fa parte del mio lavoro. Quello che vengo a sapere dentro queste quattro mura, non è mai uscito di qui». Gli disse ulteriormente, per cercare di convincerlo.

«Giurò, di non dire a nessuno quello che mi dirai». Gli disse il bibliotecario.

Ora Justin sapeva di potersi fidare ciecamente di lui; quindi, si decise a rivelargli alcune cose.

«Questa persona che sto seguendo mi ha confessato di essere strana e di avere delle capacità altrettanto bizzarre. Sa prevedere il futuro, ma purtroppo non ne so abbastanza sulle sue capacità speciali. Quando cambia il suo stato d'animo, riesce a spigionare una forza pazzesca. Questa persona non sa ancora la verità su ciò che è realmente, non sa di essere uno o una di noi. Ma qualcuno la sta inseguendo per farle del male e l'ho salvata diverse volte».

Il bibliotecario si spostò da Justin e andò a cercare qualcosa tra tutti quei libri.

Nel frattempo, Justin prese il cellulare per provare a mettersi in contatto con Alison, ma non ci riuscì, sembrava quasi che non ci fosse campo.

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!