CAPITOLO 6.3 - QUALCOSA D'INASPETTATO

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Continuò a camminare fino a quando si trovò di fronte alla stanza del Professore. Bussò prima d'entrare e appena se lo ritrovò di fronte, gli parlò di una questione veramente importante, una questione di vita o di morte.

Appena Alison finì di mettere tutte le sue cose nello zaino, si diresse verso la mensa e andò a fare la fila per prendere il pranzo. La fila scorreva lenta e la sua pancia brontolava rumorosamente. Si spaventò quando Justin le s'avvicinò così velocemente e silenziosamente, come il passo felpato di un gatto. Lo guardò, osservandolo attentamente. C'era qualcosa di diverso in lui. I suoi capelli erano leggermente spettinati e sudati, come se avesse fatto una corsa. I suoi vestiti non erano più quelli che aveva indossato durante le lezioni della mattina. Anche il suo odore non era più quello di prima. Non sapendosi dare una risposta, ipotizzò che i crampi allo stomaco le stavano dando delle allucinazioni.

«Ma come mai ti sei cambiato?. Mi sembri diverso?». Gli chiese, in modo perplesso.

«Ah, mi sono cambiato». Disse semplicemente.

«Capisco». Gli disse, ma dentro di se, il suo istinto le diceva che c'era qualcosa di strano. Sentiva il bisogno di scappare da lui, ma le sue gambe erano come paralizzate. Era sicura che fosse Justin e al tempo stesso, non sembrava lui. Tutti questi pensieri strani le fecero venire un leggero mal di testa.

«Ora devo andare, ci vediamo».

«Ancora, mi lasci sola». Disse protestando.

«A già dimenticavo. Oggi, dopo la scuola devo tornare a casa. Perciò, vieni tu a casa mia e insieme, con la mia macchina, andremo in un posto speciale, vedrai». In precedenza si erano messi d'accordo che da scuola sarebbero andati in un posto speciale.

«Ci vediamo. Torno subito, vado al bagno».

S'allontanò velocemente da lei, mischiandosi tra i ragazzi della scuola. Finì di fare la fila e quando prese tutto il pranzo s'andò a sedere a un tavolo molto isolato. Stava aspettando Justin, già da un po' di minuti.

Justin entrò nella sala mensa, prese il pranzo e s'andò a sedere di fronte ad Alison. S'accorse subito che in lei c'era qualcosa di strano. Forse, era una sua sensazione, ma la vedeva strana e quasi turbata, da qualcosa che in quel preciso istante non riusciva bene a capire.

Si mise a sedere e continuò a osservarla, restando in silenzio. Lei non si decideva a parlare, era come se fosse assente e assorta da un pensiero profondo e invalicabile agli occhi di Justin. Dov'era finita Alison?. Dov'era finita la sua Alison?. Era lì con il corpo, ma non con la mente. Doveva essere Justin a rompere il ghiaccio.

«Che c'è?, ti vedo strana?». Le chiese preoccupato.

«Devo essere diventata pazza. Non ci sto capendo niente».

«Che stai dicendo?, non riesco a seguirti?». Le chiese, non riuscendo a capire che cosa volesse dire.

Alison sospirò prima di rispondergli. «Stamattina, mi è sembrato di vederti, quando nel parcheggio non c'era ancora la tua macchina. Poi, sei arrivato e siamo andati in aula insieme ed eri vestito come sei adesso. Alla fine delle lezioni, tu te ne sei andato e io sono venuta in mensa da sola. Stavo facendo la fila e mi sei arrivato da dietro le spalle».

«Come?». Le chiese un po' sorpreso e allarmato allo stesso tempo.

«Ma avevi dei vestiti diversi e i capelli spettinati. Mi hai detto che t'eri cambiato. Dopo qualche minuto te ne sei andato, dicendomi che dovevi andare al bagno. E ora, rieccoti qui, vestito come stamattina».

Justin non sapeva cosa dire, anche perché, lui stesso, non riusciva a darsi una spiegazione. Non gli piaceva questa storia, c'era qualcosa di strano, c'era qualcosa che non gli tornava. Lui non si ricordava d'essere entrato due volte in mensa, come invece, sosteneva Alison.

Alison abbassò la testa, verso il tavolo e si mise lentamente le mani nei capelli.

«Ho bisogno che tu mi dica la verità?. Io lo so..., che tu la sai. Dimmela?». Gli chiese, quasi implorandolo.

«Non sai quanto vorrei, ma non posso». Lui restò impassibile.

«Perché devo soffrire così?. È una vita che cerco questa dannata verità e ora che sono a un passo da saperla, non me la dici. Ho diritto di sapere la verità». Gli disse, tra le lacrime.

«Lo sai, non te l'ho mai detto, ma se io ti dicessi la verità, quando non ti ricordi ancora qualcosa di ciò che sei, rischieresti di morire o di perdere per sempre i tuoi poteri. Perderesti la tua vera te stessa e non posso permettermi che t'accada questo. Ti dico solo di tenere gli occhi aperti e di seguire il tuo istinto».

S'alzò bruscamente dal tavolo, strascinando la sedia. «T'odio, ma in fondo ti capisco. Ma t'odio lo stesso».

Uscì dalla mensa e Justin le corse dietro e la fermò afferrandola bruscamente per un braccio. Lei chiuse gli occhi, non lo voleva guardare in faccia. Alison tentò d'allontanarsi da Justin, ma lui le stava afferrando fortemente il polso. La costrinse a girarsi e a guardarlo in faccia.

«Ti prego, non odiarmi. Non avercela con me. Io non vedo l'ora di dirtelo. Ogni istante che passa, mi rendo conto che sei sempre più in pericolo. Sei in pericolo, perché non conosci la verità ed è per questo che io ti sto vicino. Voglio proteggerti dal mondo cattivo e anche perché mi sto innamorando di te». Alison aveva appena aperto gli occhi e lo stava guardando negli occhi, in modo stralunato e diverso da come in genere lo guardava normalmente. Rimase senza parole, non sapeva più come si muoveva la bocca. Non riusciva più a muoversi. S'avvicinò a Justin e gli mise le braccia intorno al collo e anche lui l'accolse tra le sue braccia; questo fu un abbraccio diverso da tutti gli altri che si erano fatti nei giorni precedenti.

«Come faccio a ricordare?. Mi puoi aiutare in questo?».

«Sì, ma non è una teoria certa. Non la trovi in nessun libro. È qualche cosa che io ho elaborato nel corso degli anni. Una mia teoria, che purtroppo non è sempre attendibile».

«Allora, cos'è?». Gli chiese per invitarlo a parlare.

«Cos'è che scatena un ricordo, un'emozione positiva o negativa. Un odore, un colore e un suono. La paura di morire, insomma essere vicini alla morte».

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Che sta succedendo ad Alison, perché vede Justin quando lui non c'è?. 

Vi sta piacendo questa storia?, vi piace questo intreccio della trama?.

Vi piace la nuova copertina?. Se non vi piace, mi dite che cosa non vi convince?.

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!