Capitolo 40

32.6K 950 241
                                        

«Dai, ma non ci credo. Non puoi averlo fatto sul serio» rido come una pazza, mentre le lacrime scendono dagli angoli dei miei occhi.
«Avevo quattro anni. Sono giustificato» borbotta, guardandomi male e questo non fa altro che aumentare le mie risate.
Mi fanno fin male le guance e non me le sento più.
«Smettila di ridere» mi ammonisce fingendo di essere offeso.

Divento improvvisamente seria e scivolo sul divanetto di pelle arrivando al suo fianco.
«Ehii piccolo bambino che si è fatto la pipì addosso a quattro anni» metto l'indice sotto il suo mento e volto la testa nella mia direzione.
«Lo sai che mi piaci per come sei» prendo la sua mano delicatamente e la intreccio alla mia.
«Anche se ti sei fatto la pipì addosso» sussurro sulle sue labbra, prima di baciarle dolcemente.
«Anche tu mi piaci, nonostante tu sia una grande stronza» sorride leggermente, facendo apparire le sue fantastiche fossette che tanto adoro.
«Questo vale anche per te, allora» sorrido divertita e strofino il naso sul suo collo.

«Sei davvero sexy con questo» sfiora il tessuto del mio vestito sulla coscia e si morde il labbro inferiore.
Afferra con la stessa mano una ciocca dei miei capelli e la gira intorno al dito, rendendola ancora più mossa.
«Sei dolcissimo, bimbo» sorrido, ricordando quella volta in cui mi aveva detto di piacergli questo nomignolo.
Nathan fa combaciare di nuovo le nostre labbra in un bacio più spinto di prima.
Non metto la lingua, perché non voglio fare scena.
Dopotutto siamo in un ristorante.

Mi stacco e sorrido tornando di fronte a lui, «Stasera dormi da me?» domando speranzosa, guardandolo le sue labbra leggermente bagnate dal nostro bacio di prima.
«Mi piace come idea» sussurra, guardandomi con degli occhi pieni di desiderio.
Le mie guance si riscaldano leggermente e sorrido felice.
Non sono ancora abituata a tutto questo, soprattuto ad avere Nathan così con me. È spontaneo, sincero e incredibilmente dolce, mentre in passato per fargli dire qualcosa di carino dovevo estorcerglielo.

La cena è stata fantastica, per non dire perfetta.

«Vuoi andare a casa?» il mio ragazzo mi afferra per le spalle e mi circonda in un abbraccio, baciandomi poi la testa.
«Mhm. Fa freddo» mi accoccolo al suo corpo caldo e chiudo gli occhi.
«Va bene. Andiamo allora» mi stacco da lui e afferro la sua mano, intrecciando le nostre dita.
Andiamo verso alla sua macchina e ci sediamo al caldo.
«Non vedo l'ora che sia estate. Sto odiando questo freddo» tremo tra le mie spalle e avvicino le mani al riscaldamento.
«L'anno prossimo andrai al college?» chiedo.
Glielo volevo chiedere da un po', ma non ne ho mai avuto l'occasione, anche perché non eravamo nella condizione di farlo e sarebbe stato strano porgli una domanda del genere.
«Non lo so, sinceramente. Non credo di voler andare avanti con gli studi» stringe leggermente il volante tra le mani.
«Sei sicuro? Al giorno d'oggi non si trova lavoro solo con il diploma» mi preoccupo.
«So quello che faccio, tranquilla piccola»

Non voglio insistere, anche perché è la sua di vita e per quanto io ci tenga, non me la sento di obbligarlo a fare niente.
È libero di andare a lavorare oppure proseguire e andare all'università.
Quella sarà solo una sua scelta ed è giusto che sia così.

«Tu andrai all'università, vero?» domanda dopo qualche minuto di silenzio.
«Sì» rispondo convinta.
«Dove?» chiede curioso.
«Sarebbe un sogno andare a Washington, ma è solo una stupida fantasia» sorrido con rammarico e scuoto la testa.
«Credi di più in tè stessa. Hai del potenziale e lo sai» mi incoraggia.
Sorrido alle sue parole e gli afferro una mano.
«Tu ne hai più di quanto pensi» mi allungo verso il suo volto e gli stampo un bacio sulla guancia.
«Ti sottovaluti Nathan. Non farlo più» dichiaro seria.

Annuisce con la testa fra le nuvole e io mi mordo la lingua per non infierire ancora. Ho capito che questo argomento non gli piace particolarmente e non voglio fare la ficcanaso.
Dopo poco siamo davanti a casa mia e Nathan parcheggia la macchina per poi scendere.
Faccio lo stesso e prendo le chiavi dalla borsa, aprendo il cancello e poi il portone di casa.

È buio e non c'è nessun rumore, segno che i miei stanno dormendo e che dobbiamo fare piano prima di svegliarli.
«Fai piano» sussurro a Nathan guardandolo nella penombra.
«Cosa?» domanda normalmente, facendomi portare l'indice sulle labbra in segno di zittirsi.
«Non fare rumore» insistito e mi tolgo i tacchi, prendendoli in mano.
Salgo in punta di piedi le scale fino ad arrivare in camera mia.

Sento il respiro di Nathan alle mie spalle, segno che sta facendo quello che gli ho detto.
Richiudo la porta e accendo la luce, posando delicatamente i tacchi per terra.

«Che ore sono?» domando a Nathan, che guarda il suo orologio al polso.
«Quasi mezzanotte».
Annuisco e inizio a togliermi il capotto, sotto il suo sguardo attento.
Prendo un impeto di coraggio e afferro il vestito nero dalle cosce, scoprendole a poco a poco, fino a rimanere solo in biancheria intima.
Lo sento sospira pesantemente, dopodiché le sue mani sono suoi miei fianchi, che premono leggermente sulla pelle nuda.
Alzo il viso verso il suo e incontro i suoi occhi che mi osservano con un fuoco vivo nelle iridi.
Faccio avvicinare le mie nostre labbra, che combaciano in un bacio poco casto, che fa sobbalzare i miei ormoni.

In un secondo Nathan mi afferra le gambe e mi alza, facendo incrociare le mie intorno al suo bacino.
Spegne la luce dall'interruttore e mi posa sul letto, mettendosi sopra di me.
Sposta le sue labbra sul mio collo, iniziando a succhiare la pelle facendomi ansimare.
«Shh» posa in dito sulle mie labbra, premendolo leggermente per poi mordermi il collo.
Mi mordo la lingua, cercando di non urlare per non fare alzare i miei genitori.

Stringo le coperte tra le mani quando posa la sua mano sulla mia intimità, scostandomi le mutande.
Infila un dito, facendomi innarcare la schiena e mordermi il labbro inferiore.
Oh mio dio.

Il desiderio che ho adesso di urlare è pari a quello di sentire il corpo di Nathan appiccicato al mio.
Inizia a muoverlo con disarmante lentezza, da farmi attorcigliare fin nel profondo delle viscere.
Nathan posa le sue labbra sulle mie in un bacio dolce e scosta una ciocca di capelli dal mio volto accaldato.
«Sei bellissima» sussurra, baciandomi poi il naso e iniziando a pompare con due dita, questa volta.
Gli tolgo la maglia dalla testa, buttandola da qualche parte nella stanza e poggio le mie mani dietro alla sua schiena aggrappandomici quando inizia a toccarmi il seno.
«S-sto per venire» ansimo con gli occhi chiusi e lo sento allontanarsi fino al mio bacino.
Il suo fiato sulla mia parte intima e poi la sua lingua in quel punto quando vengo spudoratamente.
Nathan bacia la mia intimità e si rialza, sdraiandosi accanto a me per riprendere fiato.
Chiudo gli occhi e mi sistemo le mutande, sentendo poi le mani del mio ragazzo stringere il mio corpo.
Andiamo sotto le coperte e Nathan si toglie i pantaloni, buttandoli giù dal letto.

«Nathan...» richiamo la sua attenzione, facendolo avvicinare fino a sentire le sue labbra sulle mie che soffiano come vento caldo.
«Mhm?» sussurra, baciandomele leggermente.
«Ti amo» sussurro con il cuore in gola e chiudo gli occhi, quando sento che mi abbraccia poggiando il suo viso nell'incavo del mio collo.
Faccio un sospiro di sollievo e svuoto la testa cercando di dormire.

Oh mio dio.

Hey bella genteeee💞
Come state amori?
Spero bene💜

Innanzitutto volevo ringraziarvi per tutto il tempo che donate a questa storia e per tutto l'entusiasmo che mi date.
Grazie mille, credo che non potrò mai ringraziarvi abbastanza.
Grazie.

🌸INSTAGRAM: thalia.owl_autrice

Domande:
1-Vi piacerebbe andare sulla luna?
2-Che pizza mangiate di solito?
3-Nuggets o patatine?

•Il fratello della mia migliore amica•Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora