CAPITOLO 5.3 - C'È QUALCOSA CHE NON VA

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Quando finirono di parlare, andarono a cenare. S'accomodarono al tavolo e restarono in silenzio. Non sapevano cosa dirsi. Alison era ancora spaventata dall'uomo incappucciato che aveva incontrato; e anche Justin era in pensiero per lei. Sapeva che presto sarebbe venuto il momento di dirle la verità, ma non sapeva come dirglielo. Non era una cosa facile da dirle. Justin sapeva bene che fino a quando non le avesse detto la verità, si sarebbe potuta cacciare in qualche guaio e nella peggiore delle ipotesi, avrebbe rischiato persino la vita.

Appena finirono di mangiare, andarono in camera di Alison per prendere il suo zaino e tutte le altre cose che aveva sparso per la stanza.

Justin andò a prendere il suo giacchetto in camera e dopo qualche minuto, si ritrovarono davanti alla porta d'ingresso. In silenzio, s'avviarono verso il garage. Uscirono fuori, nel buio intenso della notte. C'era un po' di vento e sentivano il fruscio degli alberi.

Entrarono in macchina, s'allacciarono le cinture e partirono.

«Grazie di tutto. Ho trovato un amico». Gli disse.

«Anch'io ho trovato un'amica». Le disse semplicemente.

Non si dissero nient'altro per tutto il tragitto. Ogni tanto si guardavano intensamente, fino quasi a entrare l'uno nell'anima dell'altro.

Appena arrivano davanti casa, Justin spense il motore, ma non uscì subito dalla macchina.

«Chiamami, quando vuoi. Quando senti che c'è qualcosa di strano. Quando hai paura. Quando ti senti in pericolo. Anche se è solo una sensazione».

«Lo farò». Gli promise.

Justin prese un foglio di carta dalla tasca dei suoi pantaloni per passarlo ad Alison.

«Questi sono i miei recapiti».

«Grazie».

«Io potrei avere le risposte. Potrei essere io la persona, che ha da dirti delle cose. Come ti ha detto quell'uomo incappucciato. Ci vediamo domani a scuola?».

«Sì». Disse Alison un po' sovrappensiero. Prese in mano il cellulare e vide che giorno era domani; era il giorno in cui qualcuno avrebbe potuto uccidere Justin. Doveva fare qualcosa, doveva proteggerlo, per quanto poteva. Ora che aveva capito, anche se non ne era sicura, che il suo destino era legato a quello di Justin.

«Domani ti va di uscire con me?. Tipo in un luogo in mezzo alla natura. Un bosco, per esempio, un luogo immerso la natura. Dove almeno per un paio d'ore, potremmo stare tranquilli e scordarci, almeno per un po', i nostri problemi». L'aveva ingannato, ma l'aveva fatto solo per il suo bene.

«Perché no, dopo scuola?. Che ne dici?». Le propose.

«Perfetto, ma speriamo che i miei mi lascino uscire, dopo quello che ho combinato».

«Ti lasceranno uscire. Credimi, non vedono l'ora di riabbracciarti. Sicché, che aspetti corri da loro. Forza». Le disse con un sorriso.

Justin si spostò verso Alison. I loro fianchi riuscirono a toccarsi. Si fermò in quella posizione per qualche istante. La guardò per qualche istante dritta negli occhi. Alison cominciò a respirare in modo affannato; il modo in cui si stava comportando Justin, la stava rendendo molto agitata. Dopo, Justin le mise una mano sulla guancia, per farle una carezza leggera. Avvicinò il volto a quello di Alison, forse la voleva baciare o forse le sue intenzioni erano altre. Justin avvicinò la bocca alla fronte di Alison e le dette una bacino molto tenero.

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!