2/1 - Ragazze in rete per il maresciallo Gotti - puntata 1

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Nota dell'autore.

Vi ricordate i tempi in cui internet era una novità? E li ricordate i vecchi modem per internet, quando, se ti collegavi in rete, la linea telefonica dava segnale di occupato? Ecco, il racconto che inizia ora è stato scritto a quei tempi e ci troverete frammenti di modernariato.

Era difficile pensare a qualcosa di più fastidioso di una settimana di pioggia in piena estate e quello era già il settimo giorno di brutto tempo. Montenevoso si presentava nella sua veste peggiore, come quando, a primavera, gli impianti sciistici chiudevano, i turisti se ne andavano e le schiere di seconde case venivano assediate dal fango. Il maresciallo Gotti uscì dalla caserma e scosse il capo guardandosi intorno: anche per quella sera niente jogging, niente giro in moto, niente aria aperta; fortuna che almeno era giovedì e come ogni giovedì il marito di Irene avrebbe dormito a Torino, il che significava che lui, Gotti, non avrebbe dormito affatto, e Irene neppure, naturalmente. Entrò in una cabina e compose il numero di Irene: occupato, tanto per cambiare. Provò nuovamente e invano, poi la chiamò sul cellulare.

«Pronto, Irene».

«Ciao amore».

«Con chi stai parlando al telefono?»

«Con te, mai sei scemo?»

«Volevo dire all'altro telefono, quello fisso».

«Ah, lì sono su Internet».

«Ancora? Ma è una mania».

«E cosa vuoi che faccia con questo tempo? Dai, vieni subito qui che ci divertiamo un po'».

Non riusciva proprio a capire come Internet la divertisse tanto, eppure da tre giorni non si staccava dal computer.

Gotti percorse quasi di corsa i trecento metri che separavano la caserma dalla casa di Irene, riparandosi sotto il suo ombrello scuro e tuttavia, quando lei gli aprì la porta se lo trovò davanti gocciolante.

«Dio come sei bello, tutto bagnato così! Dai spogliati!»

Era questo che gli piaceva di Irene, l'assenza di mezze misure e di falsi pudori. Si spogliò in bagno, si asciugò, si annodò l'asciugamano ai fianchi e andò dritto in camera da letto: con sorpresa la trovò vuota.

«Irene, dove sei?»

«Di qua, in studio».

La raggiunse perplesso e la trovò davanti al computer.

«Vieni amore, dimmi se non trovi tutto questo molto eccitante».

Il monitor era occupato dalla foto di una ragazza nuda appoggiata ad un monumento equestre.

«Guarda - disse Gotti - io certe cose preferisco farle in hardware anziché in software».

«Scusa Teo, cosa significa?»

«Se vieni di là ti faccio capire meglio».

«Ma dai, come fai a non trovare sensuali queste donne che posano nude per strada, non ti eccita la situazione scabrosa?»

«Guarda, innanzi tutto, come carabiniere dovrei cercare di arrestarle per atti osceni in luogo pubblico, per fortuna non si tratta di cose fatte in Italia...»

«Ma certo che sono in Italia; guarda, è un sito americano, ma dice espressamente "Nude italian girls in Pubblic". Vedi? Al mare...»

Cliccò sulla scritta "seaside" e comparve la foto di una sirenetta nuda sotto l'insegna "Bagni Mediterraneo - Cesenatico". Cliccò su "Mountain" e ancora una ragazza nuda, questa volta sulla neve.

«Aspetta un po'» disse Gotti avvicinando il volto allo schermo.

«Vedi che eccita anche te».

«No, volevo vedere bene la baracca che c'è dietro la signorina. La vedi? Quello è l'arrivo della seggiovia della Nuvola Bianca: la foto è stata scattata qui a Montenevoso. Guarda se ce ne sono altre».

Irene fece click sul pulsante "Next". Nuova foto e nuova ragazza, ma il luogo era sempre lo stesso: l'arrivo della più alta seggiovia di Montenevoso. Il maresciallo fissò il monitor impietrito.

«Ehi - gli fece Irene - ma non hai mai visto una donna nuda?»

«Sì, ma questa è Marzia, è di Pinerolo, i genitori ne hanno denunciato la scomparsa un mese fa, ho la sua foto nel dossier in caserma, vestita naturalmente».

Fine della 1a puntata

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