Capitolo 7

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Lasciò che la felpa cadesse sul pavimento e si passò una mano tra i capelli.
Incontrò gli occhi castani di Alessandro e ci scorse una leggera nota di desiderio. Sospirò e, dopo aver divaricato le gambe, poggiò le mani sullo sgabello.

Il professore gli aveva fatto un corso di quattro mesi solo su come porsi per le fotografie che avrebbero fatto durante i tre anni.

-Federico, sei il migliore delle quarte e, forse, sei anche più bravo dei ragazzi di quinta. Hai i lineamenti giusti, i muscoli ci sono ma non troppo. Se farai questo breve corso, sarai perfetto.-

-Ma prof., io voglio diventare fotografo, non modello- protestò il ragazzo, consapevole che quel corso gli avrebbe portato via ore di lezione.

- Lo so, e sei un portento. Ma solo uno stupido non accetterebbe l'offerta che ti sto facendo. Hai la fortuna di essere bello e di saper agire in modo naturale davanti alla fotocamera, non puoi non sfruttarla.-

-Bene ragazzi, ora siete in due a dover fare foto su un soggetto solo. Dovete dargli diverse indicazioni, in base a come volete che sia la foto. Naturalmente, non date informazioni contrastanti, mettetevi d'accordo.- li istruì il professore, lasciandoli poi per entrare nella camera oscura.

Federico guardò i due ragazzi che lo guardarono a loro volta.
Distolse lo sguardo da quello di Alessandro immediatamente.
Osservò la ragazza. Doveva essere Sonia, i  erano di un blu particolare. Aveva dei bei lineamenti, molto dolci. Le guance leggermente paffute e tinte leggermente di rosa.
Lei e tre quarti delle ragazze erano intente a passare lo sguardo dal suo torso nudo al suo viso. Una ragazzina con i capelli biondi continuava a mordersi il labbro e stava spudoratamente cercando di attirare la sua attenzione. A quanto pareva era apprezzato. Ma, sinceramente, non gli importava più di tanto. Scrollò le spalle, concentrando l'attenzione sui due ragazzi che reggevano tra le mani una macchina fotografica.

-Quindi?- chiese, schiarendosi la gola e sollevando un sopracciglio.
Il suo tono risultò seccato e leggermente irritato. E questo rappresentava a pieno come si sentiva in quel momento. Odiava quando le persone lo guardavano in quel modo ed odiava ancora di più quando si incantavano e gli facevano perdere tempo.

-Oh si, noi non siamo molto bravi, dobbiamo ancora prenderci la mano, prova a metterti in posa come preferisci all'inizio magari.-
Federico si girò verso Alessandro che aveva appena parlato. Gli sembrò di cogliere quasi un tono di sfida nella sua voce. Come se lo stesse sfidando a mostrare cosa sapeva fare.
Il moro sapeva che si sarebbe dovuto trattenere e quindi decise di stuzzicare il più piccolo senza calcare troppo la mano, anche perché avrebbe sicuramente stuzzicato anche tre quarti delle ragazzine.
Si passò quindi una mano tra i capelli e si sistemò sullo sgabello. Poggiò una mano su questo e alzò leggermente il viso, guardando il ragazzino. Sapeva quali erano i suoi punti forti. In quel modo la linea della mascella sarebbe spiccata di più e i muscoli del braccio poggiato allo sgabello erano in mostra. Sentiva lo sguardo di tutti addosso. Si stava abituando a quella sensazione.
Il primo a scattare le foto fu Alessandro.
Da quel poco che lo osservava capiva che il ragazzino aveva del potenziale.
I suoi capelli biondi alla luce sembravano molto chiari e si mordeva il labbro mentre si concentrava, giocando con l'anellino che lo ornava. Anche la ragazza dai capelli blu stava facendo qualche scatto ma si notava come fosse inesperta. A differenza del biondo che si spostava e cercava tutte le angolature più particolari che sarebbero riuscite a creare un gioco di luce ed ombra sulla pelle del modello lei stava semplicemente là, in piedi, a scattare foto sempre dalla stessa angolatura, spostandosi occasionalmente di qualche centimetro, catturando immagini che sarebbero sicuramente risultate piatte ed anonime.

-Potresti fare una posizione più....naturale ma comunque abbastanza.."studiata"?- chiese improvvisamente la voce dolce Alessandro. I suoi occhi scuri incontrarono quelli verdi del moro.

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