CAPITOLO 4.2 - UNA MEZZA VERITÀ

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Il prossimo aggiornamento sarà domenica alle 21:30.

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Venne svegliata di soprassalto, da qualcuno che bussava alla porta.

Tock, tock. Sentì meglio, quando riuscì a svegliarsi del tutto. Lei non rispose e ribussarono nuovamente.

«Avanti». Disse Alison, educatamente.

Vide sulla soglia un ragazzo all'incirca della sua età.

«Ciao, io sono Justin, Justin Conner e te sei?». Le chiese, mentre la guardava intensamente negli occhi.

«Io sono Alison piacere di conoscerti». Gli disse mentre tentava d'alzarsi dal letto per andare a stringergli la mano. Si tolse le coperte di dosso e non appena provò ad alzarsi, sentì diverse fitte di dolore alla gamba e alla schiena.

Si rigettò sul letto, dopo avere gridato per il dolore. Lui, dopo aver sentito la smorfia di dolore, le s'avvicinò per darle un primo soccorso.

«Ehi, almeno oggi devi rimanere qui a letto».

«Ma cosa mi è successo?». Gli chiese, tra un grido di dolore e le lacrime che lentamente le scendevano dagli occhi. La sua faccia era tutta arrossata e bagnata dalle lacrime salate.

«Niente di grave, ti ho ritrovato vicino al mio alloggio, eri sdraiata per terra in una pozzanghera di sangue, ma davvero non ti ricordi niente».

Lei gli fece di no con la testa. «In testa sento una grande confusione e dolore, se mi metto a riflettere su quello che mi è accaduto. Mi ricordo solo che stavo scappando dai miei genitori. Ma dopo di ciò, vedo solo buio».

S'avvicinò al letto dove stava Alison e si sedette vicino a lei. Appoggiò la mano sopra quella di Alison. Lo sguardo di Alison ricadde su quella mano che le stava dando uno strano formicolio; era come se gli stesse trasferendo un'energia potentissima.

La guardò negli occhi, prima di parlarle nuovamente.

«Magari al tempo giusto, saprai e ti ricorderai tutto quello che hai dimenticato». Le infondeva coraggio solo con lo sguardo. «Per quanto tempo sono rimasta priva di coscienza?». Gli chiese.

«Per poco più di una settimana». Le prese una mano, come per farla tranquillizzare. Lei gli fece un sorriso.

«Ah, mi stai dicendo che ho avuto una specie di amnesia di quei giorni e che con il tempo, riavrò la memoria che ho perso». Disse entusiasta al pensiero di poter ricordare quello che aveva momentaneamente dimenticato.

«Già, solo quando ti sentirai pronta a ricordare ricorderai. Dipenderà tutto da te. Ma scusami ti lascio riposare».

S'alzò dal letto e non appena Alison si sdraiò, lui le rimboccò le coperte.

«Ehi, ma ci conosciamo?, non è che ci siamo visti da qualche parte e poi la tua voce mi sembra molto familiare?». L'osservò attentamente nel viso.

Lui si stava avviando alla porta, quando lei gli rivolse questa domanda. Justin si soffermò per qualche istante e s'appoggiò allo stipite della porta. Rise per un istante.

«No, non mi sembra. Io non ti conoscevo prima d'oggi. Avrai visto qualcuno che mi somigliava». Cercò di darle una spiegazione plausibile.

Justin rientrò nella stanza, mentre spingeva un carrello che conteneva la colazione per Alison; dopo, se ne andò.

Alison si mise a sedere sul letto, mentre faceva colazione. Mangiò tutto quanto, infatti, era tutto delizioso. Si doveva ricordare di fare i complimenti a Justin per la colazione.

Appena finì di mangiare, Justin si ripresentò nella stanza. Il suo sguardo non era più quello di prima, era diventato leggermente preoccupato. Non era sereno come pochi minuti prima, dava l'impressione d'essere teso e pronto a scattare a ogni piccolo rumore.

«Ciao». Gli disse Alison.

«Ciao». Le rispose come per formalità. In lui c'era qualcosa di strano e di misterioso. Non sembrava avere voglia di parlare; ma qualche istante dopo, riprese il controllo di se stesso e lentamente, ritornò quello di prima. In lui c'era qualcosa di strano, come sotto quell'aria ingenua, nascondesse qualcosa; ma Alison a una prima apparenza, non poteva sapere se era buono o cattivo.

In lui c'era qualcosa di magico e allo stesso tempo di tenebroso.

«Ti senti meglio dopo aver fatto la colazione?». Le chiese, mentre lentamente si metteva a sedere sul letto.

«Sì, ma cosa c'era nel latte, una pozione magica?». Gli chiese, sperando di ricevere una risposta.

«Segreto del nostro cuoco... e poi l'importante e che tu stia meglio, no!».

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In questo capitolo avete conosciuto Justin e come avete capito sarà un personaggio molto importante per la storia. 

Vi piace?. Secondo voi chi è Justin?, è buono o cattivo?. 

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!