CAPITOLO 3.7 - CAPIRE D'AVER SBAGLIATO

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Il prossimo aggiornamento sarà mercoledì alle 21:30.

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Una figura di una persona dall'aria cattiva, s'avvicinò alla cella di Alison e attraverso una piccola fessura le passò del cibo e un po' d'acqua. Lei provò ad aprire gli occhi, combattendo contro il dolore che provava alle palpebre; ma c'era qualcosa che non andava, nei sui occhi, la sua vista era strana. Vedeva tutto sfuocato. Non riusciva a distinguere niente. Sentì all'improvviso l'odore del cibo.

Si sentiva intontita, come se qualcuno durante la notte l'avesse drogata. Si sentiva ancora più male e per di più, non riusciva a rimanere lucida. La testa le stava scoppiando dal mal di testa. Non aveva più forze. Faticava a fare il minimo movimento.

C'era qualcuno nascosto su un albero che stava osservando, restando in silenzio, l'uomo che stava dando il cibo ad Alison. Era ormai da un po' di tempo che l'osservava, rimanendo in disparte per trovare il momento giusto per attaccarlo. Ora doveva agire, non aveva altra scelta. Fece un balzo e atterrò vicino all'uomo che teneva prigioniera Alison.

Gli andò ancora più vicino e senza farsi vedere, gli dette una spinta facendolo cadere per terra. L'uomo incominciò a rotolare e andò a sbattere contro un masso. Si rialzò, come se non fosse caduto; non sembrava indolenzito. Quell'uomo era strano.

«Chi sei tu?. E che cosa vuoi da me». Gli disse mentre con una mano si puliva il sangue dalla bocca.

Quel ragazzo gli fece un sorriso, malizioso, come se sapesse già d'avere la vittoria in tasca.

«Ora so chi sei e anche perché sei qui. Ma non vincerai molto facilmente. Non mi porterai via ciò che mi sono catturato con tanto sudore. Te non sai chi hai davanti. Mi basta uno schiocco di dita per disintegrarti e farti diventare polvere».

Il ragazzo si mise a ridere a crepapelle.

«Tu sarai anche più forte, ma non è detto che tu sia più furbo di me. Non te l'hanno mai insegnato che in guerra non serve solo la forza, ma anche l'astuzia».

«Cominci a darmi sui nervi». Gridò.

Il ragazzo che teneva prigioniera Alison, s'avvicinò velocemente a quel ragazzo che stava tentando di salvarla, per sferrargli un pugno; ma all'ultimo istante, quel ragazzo che tentava di salvarla, si spostò vicino alla cella.

«Vedi la differenza tra me e te. Come ti avevo detto non riuscirai mai a battermi. Io sono diverso da te, anche se all'apparenza siamo uguali. Abbiamo tutti e due un corpo umano; ma io sono più evoluto di te. Sicché, ora puoi scegliere: puoi combattere con me, rischiando di lasciarci le penne, oppure mi lasci entrare nella cella a prendere la ragazza. A te la scelta».

Il ragazzo, rimase in disparte e s'avvicinò lentamente alla cella di Alison.

«Prendila pure».

Il ragazzo ruppe il lucchetto e poi la serratura, usando solamente una mano. Anche lui era strano, ma all'apparenza non sembrava cattivo. Aprì la cella, ma all'improvviso, quell'uomo l'aggredì alle spalle con una specie di spada e lo ferì alla schiena. Cominciò a cadergli dalla schiena un rivolo di sangue.

Il ragazzo gridò all'istante e si gettò per terra. Ora nessuno poteva salvare Alison, che stava accucciata e terrorizzata, in un angolo vicino al ragazzo. Incominciò a tremare dalla paura e a sudare freddo. Non sapeva come uscire da questa situazione. Appoggiò una mano sulla spalla del ragazzo, che sembrò, all'istante riacquistare i suoi poteri, anche se era ancora debole.

«Vigliacco non si attacca mai l'avversario alle spalle». Gridò.

«Io non sono buono, te lo se dimenticato. Non sono come te che hai studiato le buone maniere. In un duello tutto è consentito».

Quel ragazzo rendendosi conto d'essere in svantaggio, decise di ritirarsi. S'avvicinò verso di Alison, le tolse le manette e la prese in collo sorreggendole la testa con una mano e le gambe con l'altra.

All'improvviso, una luce una luce bianca accecò tutto quanto.

Ad Alison le sembrò quasi di volare.

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 Che cos'è questa luce bianca che acceca?.

Perché ad Alison le sembra di volare?.

Alison è salva, è riuscito a salvarla?. Lo scoprirete nel prossimo capitolo.

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!