CAPITOLO 2.5 - L'INGANNO

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Il prossimo aggiornamento sarà venerdì alle 21:30.

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Ora che era quasi giunta l'ora di scappare di casa, si chiedeva se era la scelta giusta; ma se fino a ieri era sicura che era la cosa giusta da fare, ora invece, non ne era più tanto convinta. Qualche istante dopo, ritrovò la sua sicurezza iniziale, decise d'andare fino in fondo al suo piano; non poteva tirarsi indietro, perché nella vita non era mai stata una codarda. Lei aveva sempre affrontato e sfidato la vita a testa alta.

S'avviò verso le scale e si mise a osservare tutti quei gradini che vedeva davanti a sé. Il suo cuore cominciò a battere all'impazzata, aveva paura d'andare da sola in quella mansarda, ma d'altronde, era l'unico modo per lasciare quella casa.

Era oramai arrivata davanti alla mansarda. Appoggiò la mano sulla maniglia, ma non si decideva a muoverla. Era lì, immobile, a guardare quella porta.

Finalmente trovò la forza dentro di se per spingerla in basso; la porta si aprì, ma lei non si decideva a spalancarla. Quando, tutto a un tratto, risentì nuovamente quella voce. Chi poteva essere? si chiese; senza sapersi dare ancora una risposta. Sicuramente era qualcuno che non le voleva fare del male. Riflettendo sul tono di quella voce che le parlava nella sua mente, capì che forse l'aveva già sentita. Aveva solo una domanda: per quale motivo non si voleva farsi vedere.

"Fermati!, ora che sei in tempo". Le disse, sperando di fermarla.

Alison rimase con la mano ferma sulla maniglia, non sembrava interessata a dare ascolto a quella voce. "No, mi dispiace, ormai sono determinata!".

"Non ti piacerà quello che vedrai". Le disse per provare nuovamente a intimorirla.

"Come fai a dirlo?". Gli chiese incuriosita dall'ultima affermazione che le aveva rivolto.

"Beh!, io ci sono già entrato e ho già visto che cosa c'è nella stanza".

"Se è per questo, ci sono entrata insieme a mio padre. Più volte". Ribadì Alison.

"Poi so che hai una paura pazzesca a entrare lì dentro, ma so anche che lo devi fare per forza, se vuoi scappare".

"Non entrare!". Le disse ancora.

Alison non diede più ascoltò a quella voce, anche se le aveva ripetuto in continuazione di non entrare.

Appena mise il piede in quella stanza, capì che c'era qualcosa che non andava; ma a un primo istante, non capì bene cosa. L'odore era cambiato, ne era sicura. Non c'erano più quello delle vecchie cianfrusaglie che tenevano in mansarda. Annusò meglio l'aria intorno a sé e capì che si trattava di un profumo di libri invecchiati dal tempo.

Si guardò attorno e vide che tutte le loro cianfrusaglie e vecchi ricordi erano spariti, tuttavia, non le risultava che suo padre avesse ripulito la soffitta.

Il colore delle pareti era diventato dorato, mentre prima era bianco e rifinito in alto con dei fiori che correvano per tutta la stanza. Anche il pavimento non era lo stesso, non c'era più il parquet, ma solamente delle mattonelle dorate come il colore delle pareti e del soffitto.

Il lampadario che stava nel centro della stanza era sparito. Non c'erano più prese o interruttori per la luce. In quella stanza non c'era traccia di elettricità.

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!