CAPITOLO 2.2 - L'INGANNO

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Appena rientrò a casa decise che era ora di parlare con i suoi genitori. S'era preparata a puntino il discorso che gli doveva fare. Tanto che era tutta la mattina che provava a ripeterselo nella sua mente. Doveva fargli capire che accettava il trasferimento e che la notte le era servita per riflettere e cambiare la sua idea.

S'andò a spogliare e a posare lo zaino nella sua camera.

Appena finì di mangiare, si rivolse ai suoi genitori, con un'aria quasi innocente, come se fosse una brava ragazza pentita delle parole che gli aveva rivolto il giorno precedente.

Entrò nel suo ruolo, proprio come se l'era immaginato nella sua mente. Gli fece uno sguardo abbattuto, per fargli capire quanto fosse dispiaciuta.

«Ho sbagliato ad aggredirvi così, non potete capire quanto mi senta dispiaciuta. Non ne avevo alcun diritto; ora, lo so. Stanotte, nel silenzio, sono riuscita a riflettere e a capire alcune cose che durante il giorno, presa dalla rabbia, non ero riuscita a cogliere». Sembrava così seria, tanto che i suoi genitori le credettero subito. Lei stava mentendo; faceva tutto parte del suo piano diabolico. Mentre parlava, ogni tanto faceva delle pause, per ricordarsi di mantenere un certo tipo di comportamento.

Di sicuro, una volta scoperta, sarebbe finita in guai seri o nelle peggiori delle ipotesi, in punizione a vita; ma l'adrenalina che le dava il rischio di essere scoperta, era molto elevata.

Sua madre non appena sentì pronunciare quelle parole dalla figlia, si rese conto di quanto fosse cresciuta.

"Com'è possibile che sia cambiata così tanto in una sola notte?", si chiese sua madre; ma non gliene importava più di tanto, l'importante era vederla così matura e responsabile nei confronti della vita.

«Lo sapevo che avresti capito e che eri una ragazza ragionevole. Sono fiera di te». Le disse sua madre. Alison cercò di non farle capire che era tutta una bugia. Era davvero difficile per lei mantenere un certo atteggiamento, ma doveva riuscirci, per vincere la sua battaglia.

«Questo è solamente il vostro lavoro e non dovete perderlo. Non ci trasferiamo perché volete farmi un dispiacere. Ieri, non appena m'avete dato la notizia, non sono riuscita a ragionare. Accetto il trasferimento anche se, non vi nego che avrei preferito restare qui». Agli occhi dei suoi genitori, Alison sembrò ancora più ragionevole del giorno prima.

«Dobbiamo già incominciare a preparare lo sgombero, ci trasferiremo tra un mese a partire da oggi». Le precisò suo padre, con un po' di rammarico. Anche a lui gli dispiaceva molto cambiare casa, ma d'altronde, era la vita che l'aveva messo di fronte a una scelta e non poteva fare altrimenti.

«Ho solo delle richieste da fare». Precisò Alison. Se il suo piano non fosse andato in porto, voleva essere sicura di avere delle certezze e delle basi su cui potersi appoggiare. Aveva delle semplici richieste e sperava con tutta se stessa che i suoi genitori l'avrebbero accettate senza fare tante storie.

«Ma certo, parla». Disse sua madre per incoraggiarla.

«Ogni tanto, voglio tornare qui per incontrare i miei amici e i miei parenti, sempre se me lo meriterò». Aggiunse infine, per trovare un compromesso.

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!