CAPITOLO 2.1 - L'INGANNO

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Il prossimo aggiornamento sarà venerdì alle 21:30.

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Appena si svegliò la mattina, decise subito che doveva immediatamente mettere in atto il suo piano per non trasferirsi; era difficile e pieno d'insidie. C'erano tante possibilità che fallisse, come anche che ne uscisse vincitrice; ma tutto ciò, dipendeva solo dalla sua abilità di gestire al meglio la strategia che aveva in mente.

Al mattino, cercò di comportarsi il più normalmente possibile, come se durante la notte avesse riflettuto e perfino capito che cambiare città le avrebbe portato solamente dei benefici; doveva far credere ai suoi genitori, che il giorno precedente, troppo presa dalla rabbia, non era riuscita a cogliere bene tutti gli aspetti e i benefici di questo trasferimento.

S'alzò e andò a scuola come se niente fosse.

Anche quella notte aveva sognato quel ragazzo. Questa volta fu molto strano, c'era qualcosa di bizzarro in quel sogno; ma sul momento, non riuscì a capire cosa. Poi, tutto a un tratto, alla fine del sogno, vide un mese del calendario cerchiato di rosso, ma purtroppo non riuscì a capire quale fosse. Non aveva mai creduto in queste sue premonizioni che faceva attraverso i sogni e la scrittura; ma questa volta, c'era qualcosa di diverso. Una strana sensazione, le diceva che c'era qualcosa di vero. Forse c'era qualcosa che doveva capire? anche se tutt'ora non riusciva a capirne il senso, era sicura che con il tempo e rifacendolo, l'avrebbe sicuramente compreso. Forse, il suo destino l'avrebbe portata a rincontrare quel ragazzo, ormai quasi uomo.

«Ti posso fare una domanda, un po' imbarazzante e anche insensata; ma per me è importante ricevere il pensiero di qualcun'altro». Disse ad Alan.

«Parla pure». Le disse, per invitarla a parlare.

«Beh!, da dove iniziare. Tu credi nei sogni?». Lui si voltò e la guardò negli occhi.

«Ti stai riferendo a quelli che uno aspira nella vita o a quelli che uno s'immagina la notte?». Le chiese per capire meglio a che cosa si riferisse.

«Quelli che t'immagini la notte». Ribadì.

Alan fece una pausa e continuò, «non mi sono mai posto questo problema. Li ho sempre considerati come la massima espressione del nostro inconscio. Ovvero, quello che noi desideriamo e che non abbiamo il coraggio neanche a confessare a noi stessi».

«Te pensi che potrebbero essere delle premonizioni. Potremmo, sempre per ipotesi, sognare un evento che non è ancora accaduto».

«Perché tutte queste domande strane? che cosa hai bevuto stamattina?». Le disse per scherzare; ma lei, si sentì un po' presa in giro da questa costatazione che fece Alan.

«Dai, non mi prendere in giro è per una ricerca che ho intenzione di fare, voglio aumentare i miei voti». Gli mentì.

«Non ti credo, sei troppo insistente, che cosa c'è sotto? Un amico riesce sempre a capire quando un'amica mente». Le disse, la conosceva come le sue tasche e riusciva sempre a capire quando qualcosa la turbava.

Lei sorrise. «Davvero, non c'è niente. E se uno fa più volte lo stesso sogno e ogni volta gli appare qualche particolare in più. Non pensi che potrebbe essere un sogno premonitore?». Cercò di convincerlo e forse, in parte ci riuscì.

«In quel caso, forse, potrebbe. Io non lo so, non me ne intendo dei sogni». Le rispose.

«Grazie comunque, per l'aiuto che mi hai dato».

«Per un'amica farei questo e altro». S'avvicinò a lei per metterle un braccio sopra la spalla.

Passarono qualche ora insieme e dopo il pranzo a scuola, riuscì finalmente a incontrare la sua migliore amica che la conosceva da una vita. Si poteva dire che vivevano in simbiosi, come se fossero realmente due sorelle gemelle.

«Lo sai che ci trasferiremo a breve». Disse Alison infuriata. Con la mano destra stava quasi distruggendo un quaderno dalla rabbia. E continuò, dopo aver abbassato lo sguardo a terra, per la tristezza che stava provando in quell'istante.

«Non ci potremmo più vedere così intensamente». Le disse e poi, quando alzò il volto le caddero alcune lacrime dagli occhi; non poteva ingabbiare le sue emozioni.

La sua amica le posò una mano sul braccio prima di parlarle. «Due anime gemelle, come noi, non potranno mai essere separate, nemmeno se a dividerci ci saranno molti chilometri e addirittura i mari. Nessuno ci potrà mai allontanare veramente. Ci vedremo di meno, ma con le tecnologie di oggi, ci potremmo sentire in qualsiasi momento e persino in tempo reale. Non ti preoccupare e non litigare con i tuoi genitori». Le disse con un sorriso.+

«Hai ragione, farò la brava, ma farò una bella sorpresa ai miei genitori». Ammise con un sorriso diabolico.

«Non fare sciocchezze!». Le ricordò. Si salutarono con un abbraccio consolatorio.

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In questo capitolo vi ho introdotto Alan un nuovo personaggio, il migliore amico di Alison. Un personaggio buono o malvagio?. Non ve lo posso dire, ma a un certo punto della storia lo scoprirete e diventerà uno di quei personaggi che vi farà rimanere increduli per il ruolo che svolge.

Voi credete che i sogni possono essere premonitori?.

Il personaggio misterioso che è comparso qualche capitolo fa è piaciuto. Non vi posso dire niente di lui, bocca cucita. Vi posso dire che non è banale e che vi sorprenderà.

Across the worlds: La leggenda perduta IN REVISIONE #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!