Sintomatologia del Vampirismo

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     Finora abbiamo citato un poco alla rinfusa le caratteristiche che appartenevano al "vampiro tradizionale", a quella creatura che ci descrive il folklore popolare dei secoli che furono: per amore dell'ordine, vale la pena rielencarle e integrarle in un pratico elenco che accosti la realtà alla finzione, in un connubio che potrà forse dispiacere a Manzoni... ma non a noi.

1. "Il vampiro teme la luce del sole..."

     ...Per questo, durante il giorno dorme nella sua bara e si desta solo al calar della notte; è ridotto in cenere se esposto ai raggi solari.
     Lasciando da parte le porfirie, delle quali si è già parlato abbondantemente, è interessante citare la fotofobia, ovvero il disagio provato di solito da chi ha gli occhi chiari di fronte a fonti luminose di una certa intensità: la parola, etimologicamente: "paura della luce", significa correntemente"eccessiva sensibilità ai fotoni da parte della retina", la quale invia segnali di dolore al nervo ottico. La fotofobia può essere provocata dalla cataratta, dal distacco della retina, dall'uveite, da abrasioni corneali o (modernamente) dalla chirurgia refrattiva (il cui scopo consiste nel correggere difetti come la miopia); anche l'emicrania può generare temporanee manifestazioni fotofobiche. Dei primi vampiri si diceva che provassero una naturale avversione per gli specchi, che non erano in grado di restituire il loro riflesso: se si volesse spiegare con la fotofobia questa bizzarra caratteristica, si potrebbe indicare lo specchio come l'oggetto più comune in grado di produrre bagliori e giochi di luce, e dunque, allo stesso modo, l'oggetto più fastidioso per i soggetti fotofobici.

2. "Il vampiro ha uno sguardo fiammeggiante, rosso come il fuoco dell'Inferno..."

     ...Con i suoi occhi diabolici è in grado di ipnotizzare le sue vittime e di assoggettarle al suo volere.
     Nell'albinismo, l'iride presenta una pigmentazione talmente scarsa da non essere in grado di mascherare i capillari che portano il sangue al muscolo dell'occhio: come conseguenza, gli individui albini hanno gli occhi striati di rosso in misura variabile. La congiuntivite, specie quella virale, fa sì che sia invece la sclera a diventare cremisi, a volte anche totalmente: nelle varie raffigurazioni è raro che l'occhio del vampiro sia rappresentato interamente color carminio, ma è altrettanto facile che al grido "Ho visto un uomo con gli occhi rossi!" l'immaginazione si figuri pigmentata quella parte dell'occhio che normalmente lo è.

3. "Il vampiro si nutre di sangue mediante un morso praticato grazie ai lunghi canini..."

     ...Succhia il sangue delle sue vittime dalla carotide, che trasporta sangue arterioso (ossigenato e ricco di nutrienti). La sua carnagione è mortalmente pallida: diventa più rosea dopo la "cena".
     Il tratto più caratteristico di un vampiro è la sua dieta a base di sangue: per spiegare da dove derivi questa peculiarità, è possibile fare riferimento ai primitivi metodi di cura per i malati di porfiria; se oggi le trasfusioni avvengono tramite aghi sterilizzati e in apposite strutture ospedaliere, in un passato nemmeno troppo remoto ai malati si dava da bere del sangue – anche animale –, nella convinzione che ciò potesse alleviarne la pena. Inutile dire che il medicamento non produceva alcun effetto positivo: nei soggetti mentalmente destabilizzati, al contrario, questa procedura produceva una propensione maggiore a farsi condizionare dalle superstizioni aberranti del popolino e degli pseudomedici.
     Per quanto riguarda il colorito dei vampiri, una spiegazione clinica si può trovare nell'anemia, malattia per la quale si verifica un calo di emoglobina nel sangue (Hb inferiore a 12-13 grammi per decilitro): è l'ossido di ferro trasportato da questa proteina a rendere il sangue del colore delle più belle rose, ed è grazie al sangue che la nostra carnagione non è bianca ma color pesca. Di conseguenza, una carenza di emoglobina fa sì che la colorazione dell'epidermide si avvicini più al bianco che al rosa.
     Ma c'è un altro dettaglio riguardante l'anemia che fa supporre un legame tra il vampirismo e questa patologia, ed è la coilonichia. Nelle varie raffigurazioni, i vampiri hanno infatti delle unghie molto particolari, deformate, certamente più ferine della norma.

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