Capitolo 41

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NIKOLAJ


Ero in un ritardo spaventoso, avevo passato la mattina in ufficio a sistemare le prove per la prossima settimana e non avevo fatto caso minimamente all'orario, per di più avevo passato quasi metà del tempo a pensare a Matt e a quello che mi aveva detto. Doveva parlare con Kayle ed io ero nervoso, sbuffai mentre mi affrettavo lungo il corridoio, volevo assistere alla conferenza di Max, mi incuriosiva molto ed avevo letto anche il suo primo romanzo trovando davvero geniale, molto meglio dei precedenti.
Quando arrivai alla conferenza però era ormai terminata, mi maledii, gettai uno sguardo all'interno della sala ormai quasi vuota e notai un gruppo di persone, soprattutto ragazze che parlavano animatamente con un uomo. Alto, vestito con un favoloso completo scuro, capelli lisci e neri, occhi azzurri e lucenti, la foto nel retro delle copertine non rendeva per niente giustizia al fascino magnetico di Max Lindberg. Ad un tratto vidi che la folla di ragazze lo salutò e si diresse in estasi verso l'uscita.
- Due settimane! – sentii una di loro – non posso crederci che avremo l'onore di frequentare un suo seminario per due settimane! È un sogno!-
Spostai di nuovo gli occhi verso Max e rimasi un attimo basito, non lo avevo notato ma Scott era lì, appoggiato al muro in un angolo della sala, quello lo aveva raggiunto ed adesso stavano parlando sottovoce, la posa del nostro ospite sembrava parecchio disinvolta e non accaso elegante. Scott invece era stranamente teso, di solito era lui quello sciolto, quella visione mi preoccupò. Vidi lo sguardo del mio coinquilino vagare alla ricerca di un appiglio, come se la discussione stesse diventando pericolosa alle sue orecchie e poi i nostri sguardi si incrociarono.
A quel punto l'attenzione di entrambi fu su di me ed io mi avvicinai sorridendo anche se cominciavo a percepire chiaramente quella tensione asfissiante.
- Ehi Scott – buttai lì per salutarlo.
- Nik ... ti presento Max Lindberg – mormorò con una punta di amarezza.
- E' un onore signor Lindberg, mi lasci dire che i suoi romanzi sono davvero incantevoli – mi complimentai.
- Oh, sei un amico di Scott? Ti ringrazio molto per il complimento e ti prego dammi del tu, posso chiamarti anche io Nik? – il suo tono era felpato ed il suo sorriso abbagliante.
- Certo! Tu e Scott avete frequentato il college insieme giusto? – chiesi.
- Esatto! È stata una gioia vedere che lui insegnava qui, finalmente dopo anni abbiamo avuto l'occasione di rivederci! – continuò senza smetere di lanciare occhiate a Scott.
Il mio coinquilino però non sembrava reattivo e spigliato come al solito – ho sentito che ti fermerai per un corso –
- Esatto! Il rettore mi ha chiesto di tenere un piccolo seminario ... e visto che qui ho l'occasione di vedere il mio amico, non ho potuto rifiutare – confessò.
- Beh allora perché non vieni a cena da noi? Possiamo fare quattro chiacchiere con calma .... Sono molto curioso di discutere dei tuoi lavori –
- Oh, voi due vivete insieme? – chiese indagatore, il suo sguardo si era di nuovo fermato su Scott ed ancora una volta quello non lo aveva sostenuto.
- Sì, dividiamo una casa non lontana dal campus – lo informai – domani sera? –
- Domani sera è perfetto – acconsentì – se va bene a Scott ... -
Quello parve risvegliarsi dal suo torpore e fissare entrambi con una leggera determinazione – nessun problema –
- Bene – esultò – allora vi lascio ... ci sentiamo per domani ... ho ancora il tuo numero Scott –
Poi voltò le spalle e sfilò lungo la sala ormai deserta, il suo portamento sicuro ed invidiabile, quell'aria sofisticata ed attraente, capii cosa avesse attirato tanto l'attenzione di Scott. Ed era anche evidente come fra quei due era rimasto qualcosa di irrisolto, si era dovuti separare mi aveva detto eppure quando Max lo guardava sembrava che la prospettiva di ricominciare qualcosa lo stuzzicasse, ma Scott?
- Ti senti bene? – gli chiesi quando notai che era rimasto in silenzio ed immobile.
- Non proprio ... mi sento ... disgustato –
Rimasi spiazzato da quell'affermazione – da cosa? –
- Da me ... da lui ... da quello che si crea quando ci incontriamo anche se succede una volta ogni chissà quanto tempo ... tutto quello che mi lega a quell'uomo è disgustoso Nik – confessò con un tono che faceva pienamente trasparire il suo sdegno.
- Scott, mi dispiace, l'ho invitato a cena come uno stupido ... non avrei dovuto – mi resi conto.
- Lascia perdere ... non sai tutta la storia ... non l'hai fatto apposta – mormorò.
- Quale sarebbe tutta la storia? – chiesi a quel punto serio.
Si passò una mano sul viso – lui ... mi ha portato via qualcosa ... lo fa sempre, ogni volta che appare nella mia vita porta via qualche pezzo di me, qualche frammento con cui poi può scrivere ed alimentare la sua fama – disse – avrai letto i suoi libri –
- Si ... non tutti, ho letto il primo e l'ho trovato incredibile, ma non ho letto tutti gli altri, mi è sembrato che gli mancasse qualcosa dopo ... qualcosa che non li rendesse all'altezza dell'altro –
Lo vidi sorridere davanti alla mia affermazione – quando andavo al college ... ci fu un concorso, una gara per giovani scrittori, una gara di abilità ... bastava inviare la prima parte di un romanzo ed il riassunto della trama generale, se avesse catturato l'attenzione e l'interesse della commissione sarebbe stato pubblicato –
- Avete partecipato? –
- Io ... stavo scrivendo un romanzo in quel periodo – mormorò, sembrava che stesse ripescando quei ricordi da un fiume di melma – un thriller parecchio cruento ma a cui volevo dare uno stile nuovo ... poetico e Max ... era il mio ragazzo, la mia ispirazione ed il mio fan più accanito, non faceva che ripetermi che dovevo rischiare, che dovevo avere fiducia in me ma ... - fece una pausa – quel lavoro non mi piaceva ... sentivo che non era ancora pronto, che poteva essere migliore di così ... -
Lo fissai senza afferrare pienamente – Non hai partecipato? –
- Lui ha spedito dei capitoli ed i miei appunti sulla trama senza dirmelo ...il concorso era in forma anonima per impedire raccomandazioni o altro ... i titoli dei romanzi scelti sarebbero stati pubblicati sul giornale della casa editrice ...e Max venne da me con quella rivista fra le mani ... ed il titolo della mia storia era lì al primo posto, dovevo solo contattarli .... –
Ero meravigliato – Caspita ... una richiesta di pubblicazione al College ... doveva essere un romanzo incredibile –
Quello scosse la testa – Ero furioso ... litigammo quel giorno, come mai avevamo fatto da quando stavamo insieme ... lo detestavo per aver esposto quella storia non pronta senza il mio permesso ... ma Max non retrocedette di un passo ... continuò ad insistere dicendo che stavo sprecando tutto, il mio talento e quella storia ... che sarebbe stata una miniera d'oro .. che era un best seller incredibile – si prese la testa fra le mani – non ne parlammo più ... io non contattai l'editore e Max smise di insistere, gettai via gli appunti che avevo preso e cancellai i capitoli ... non volevo più saperne niente ... volevo vivere la mia vita con lui ... -
Dal tono che usò capii dove stava lentamente scivolando quel discorso – Lui ... non fu più lo stesso fra di voi? –
Annuii – Eravamo presi dagli impegni, dalla richiesta per il dottorato, Max era distante e di tutti i progetti che aveva di vivere con me non ne faceva più parola ... finché un giorno non mi disse che andava in Inghilterra ... senza dirmelo aveva fatto richiesta per frequentare un master lì –
Abbassai lo sguardo – Cazzo ... non lo hai più visto? –
Scott si passò una mano sul viso – Non è esatto ... entrai una mattina in una libreiria, qualche mese dopo che avevamo deciso di separarci ... e lo vidi ... -
- Max? –
- Il libro ... era su una lunga fila di scaffali, attirò subito la mia attenzione, lettere rosse su uno sfondo scuro ... "Più buio di Mezzanotte" ... - mormorò.
- Scott – la voce mi tremò – cazzo, non dici sul serio ... quel ... -
- Era il mio romanzo ... quando lo presi in mano per poco non lo lasciai cadere al suolo, il nome di Max era sulla copertina, fra i ringraziamenti o nell'introduzione .... Da nessuna parte appariva il mio, dichiarava di aver avuto un inspirazione folgorante ed averlo scritto di getto ... fui pervaso da un rabbia così intensa –
-E dopo? – chiesi sgomento.
- Dopo scivolai nell'apatia ... ero stato uno sciocco a fidarmi, a mostragli i capitoli ad aver condiviso con lui idee ... lui aveva recuperato i miei appunti ed evidentemente aveva copiato il file dal mio computer ... tutto quello che avevo scritto io era fra quelle pagine ed il finale era venuto bene guidato dalla traccia che avevo segnato ... ero stato sciocco – scosse la testa – e questa storia è sempre più patetica -
- Non è affatto patetico! – sbottai – è una truffa Scott, dovevi denunciarlo! –
- A quale scopo? – chiese – non volevo che quel libro vedesse la luce .... Ma lui lo aveva reso davvero un best seller ... riuscivo a capire adesso il perché delle sue stranezze e della separazione ... stava lavorando alle mie spalle ... lo sai qual è il colmo Nik? – mormorò alla fine – che non mi importava cosa gli altri pensassero ... volevo solo che lui mi vedesse, che riconoscesse quanto io fossi importante per lui ... per il suo successo ... volevo che lui mi dicesse grazie –
- Vi siete incontrati dopo? – sapevo già qual'era la risposta a quella domanda.
- Sono andato ad una presentazione .... E lui mi ha visto ... eravamo lì in quella libreria uno di fronte all'altro e lui non fece una piega ... - disse amaramente – tutto il mio odio ed il mio risentimento si sciolsero ... ci andai a letto ... ancora una volta, come uno stupido, mi feci sfruttare e prendere in giro ancora da un uomo a cui non importava nulla di me, un uomo che non aveva rimorsi o non era pentito del gesto meschino che aveva compiuto –
Lo abbracciai, non c'era altro che potessi fare per lui, non potevo salvarlo da quei ricordi o da quell'esperienza dolorosa che aveva vissuto, potevo solo abbracciarlo e sperare che lasciasse andare un po' di quella sofferenza. Scott si strinse forte a me.
- E' un ipocrita ed un vigliacco ... ed ora capisco perché i suoi romanzi non mi hanno mai convinto fino in fondo ... solo il primo era sul serio un capolavoro ... solo una persona maniacale e fissata come te poteva scrivere qualcosa di tanto ambizioso, non si è affatto appropriato del tuo talento Scott ... non ti ha rubato niente ... lui non ha niente di tuo – gli dissi sicuro – è tutto sepolto dentro di te, lui può solo provare ad imitarti maldestramente ma non sarà mai alla tua altezza –
- Grazie Nik ... grazie davvero -




CHRIS

- C-chris? -
Mi sentii scuotere, ma svegliarmi sembrava una fatica troppo dura da affrontare in quel preciso momento. Mugugnai, rigirandomi tra le lenzuola, sordo all'insistenza di Vyech, stavo così bene in quel mondo fatto di voci ovattate e calore, dove tutto risultava lontano e pacifico.
- Che cosa gli prende? Non va a lezione da giorni, Ren! Voglio sapere che diavolo è successo! -
- Non rompere, Vyech, va a frignare lontano da qui e lascialo in pace. Si rialzerà quando lo vorrà lui, se lo vorrà. -
- Ma scherzi? Ho visto le pasticche ieri, so che hai fatto iniziare anche lui ... -
- Come, scusa? Sarei stato io adesso?Scommetto che per te anche lo scoppio della seconda guerra mondiale l'avrei provocato io! - Ren stava ridendo appena.
- Smettetela. Sto bene - comunicai come un riflesso ormai incondizionato. Mi ero costretto ad affacciarmi alla realtà di quel nuovo giorno di merda, adesso fissavo il volto teso di Vyech osservarmi di rimando.
- Non è vero, sei in uno stato pessimo da giorni, Chris ... non so davvero cosa fare, all'inizio pensavo che si trattasse di una semplice sbronza passeggera, ma adesso è chiaro che non è così ... sono preoccupato. -
- Beh, non esserlo. - dissi secco, perforando Vyech con un'occhiata glaciale, avevo un mal di testa assurdo - Ren ha ragione, hai proprio stufato. Te l'ho già detto, ma sono disposto a ripetermi pur di vederti togliere dalle palle: tu non sei un mio amico, tu non sei nessuno, quindi vivi la tua vita e lascia che io viva la mia. E' tanto difficile da capire? -
Quello rimase impietrito di fronte alle mie parole, una volta mi sarei anche sentito in colpa, ma in quel preciso momento mi venne soltanto da ridere di fronte a quella visione patetica. Lo vidi rintanarsi, farsi piccolo piccolo come se quello che una volta riteneva un docile gattino si fosse improvvisamente trasformato in una belva feroce e l'avesse azzannato al collo.
- Hai sentito che ha detto il tuo amico? - Ren si sollevò in piedi ad affrontare Vyech che adesso stava retrocedendo fino alla porta - ti consiglio di cambiare stanza, qui non hai più nessuno dalla tua parte. -
Mi alzai da lì nel momento stesso in cui Vyech aveva lasciato la stanza. Mi sentivo rintontito, ma fin troppo in me per stare bene. Lanciai un'occhiata a Ren, adesso steso sul suo letto.
- Quelle pasticche ... ne hai ancora? -
- Dipende. -
- Da? - chiesi, ostinato.
- Da quanto ne hai bisogno. -
- Fa come ti pare. Posso anche prendermi una sbronza da qualche parte e poi procurarmele da solo - dissi, di nuovo di pessimo umore. La verità è che faceva di nuovo male in modo assurdo, succedeva ogni volta che l'effetto delle pasticche faceva il suo corso. Due notti fa mi ero costretto ad ascoltare per filo e per segno quello che Edward aveva da dire sulla sua storia. Il loro primo incontro durante gli allenamenti di football, poi la sera in cui Tyler si era preso una brutta sbronza al pub ed Edward era lì, pronto a portarlo a casa. La loro prima notte insieme ... nella stanza di Tyler.
Avevo di nuovo la nausea e quel groppo alla gola che tentava di strangolarmi.
- Me le dai o no? - chiesi, stravolto.
Ren sghignazzò appena - Mi piace questa nuova versione di te, Wayright. Tieni ... - disse un attimo dopo, fui abbastanza veloce da afferrare la bustina di plastica che era appena stata lanciata verso la mia direzione.
- Posso pagarle. -
- No, niente soldi per gli amici. Solo favori ... -
- Che genere di favore? - la mandai giù con un sorso di acqua presa dalla bottiglietta che tenevo sul comodino. Presto sarei stato meglio, mi dissi, ogni cosa sarebbe ritornata a splendere come se fossi sul punto di vivere la giornata migliore della mia vita. Era davvero così ... l'esaltazione, quello strano senso di libertà ed euforia impossibile da raggiungere in una situazione di normalità ... tutto questo concentrato in una piccola pillola tonda.
- Fammi il favore di divertirti davvero quando le prendi -
- Lo faccio -
- Ti sbagli. Tu le prendi per sopravvivere al dolore, ma non ci sguazzi dentro abbastanza. Devi cavalcare l'onda finché sei in botta, mi capisci?Altrimenti qual é il bello? -
- Non c'è un cazzo di bello, Ren. E lo sai anche tu - commentai, disgustato - comunque, dammi qualche suggerimento se proprio ci tieni ... -
Un attimo di silenzio, rimasi a fissare il mio coinquilino in attesa, curioso di sapere che cosa avesse partorito la sua mente malata adesso.
- Senti, Chris ... da quando sei andato a letto con Bradbury per la prima volta ti sei mai scopato un altro? -
Soltanto sentire quel cognome mi faceva male, lo stomaco mi si strinse, a fatica riuscii a non vomitare la pillola che avevo appena preso.
- Non c'è neanche bisogno che rispondi, sai? Te lo leggo in faccia - Ren sospirò forte - e che diavolo stai aspettando, Chris? Ti stai ancora preservando per lui? Per quando risolverete le cose? -
- Non c'è più niente da risolvere - commentai, tirando fuori ogni parola con una fatica indicibile.
- Appunto. Vedi di rimediare anche a questo, vai avanti. Scommetto che c'è qualcuno che trovi anche lontanamente attraente quanto il tuo ex bastardo - Ren stava ammiccando appena - divertiti, dannazione! Smettila di pensare, portati a letto qualcuno, non c'è rimedio migliore che tenga. - poi mi passò una seconda pillola con un gesto rabbioso della mano.
La presi, la mandai giù in bagno mentre facevo una doccia veloce. In quel momento iniziai a sentirla ... la fantastica sensazione di leggerezza che mi pervadeva il corpo e la mente attimo dopo attimo. Era come se ogni mio pensiero fosse stato libero di fluire lontano da me, liberandomi dalle mie fisse ... tutto ciò che rimaneva era il nulla più assoluto.
Mi fissai allo specchio mentre mi rivestivo. Ero pallido e smagrito, le occhiaie profonde e violacee che portavo in volto avrebbero dovuto spaventarmi, invece mi piacevano, mi piaceva l'aspetto tetro che conferivano al mio viso adesso tagliente. Ed io sapevo che Ren aveva ragione sul mio conto, una piccola quanto schifosa parte di me voleva ancora preservarsi. Ero patetico. Dovevo cambiare.
Decisi che quel giorno mi sarei preso ciò che volevo perché ero dannatamente sexy e disinibito. Fu quello che doveva pensare anche Alexey quando aprii la porta della sua stanza e mi trovò lì davanti, appoggiato contro il muro.
- Wayright ... - la sua voce era confusa, il suo sguardo mal celava l'effetto che la mia visita a sorpresa gli aveva provocato.
Entrai spingendolo appena di lato, mi piaceva toccarlo, ultimamente succedeva sempre spesso. Mi stava addosso, bevevamo insieme, fumavamo insieme, ma avevo sempre posto un freno a tutto il resto. Perché lo avevo fatto? Lo sapevo il perché e mi detestavo. Non eravamo soli, Edward era seduto alla sua scrivania, ma si voltò non appena sentii dei secondi passi inoltrarsi in stanza.
- Ehi Chris! Come va? -
- Tutto bene, a te? - non gli permisi neanche di rispondere - senti, perché non ti fai un giro? -
Stupore sulle facce di entrambi, risi piano, una risata che non mi apparteneva. Era tutto troppo divertente.
- O-ok ... tanto dovevo uscire comunque tra poco ... - disse quello dopo un attimo di confusione, poi rivolse una strana occhiata ad Alexey, ma di rimando non ottenne nient'altro che un'alzata di spalle.
Osservai Edward fare la borsa di fretta e furia, me ne stavo contro il muro, osservato a mia volta da Alexey che stava iniziando a mostrare una certa tensione. Lo guardai, i suoi occhi scuri cercavano una sorta di risposta a quello strano comportamento. Lo fissai come non avevo mai fatto prima, passando in rassegna il suo viso stizzito, le spalle muscolose e larghe, gli addominali che avevo già visto agli allenamenti, quelle gambe lunghe e muscolose, fasciate da un jeans scuro.
- A dopo allora ... -
- A dopo - entrambi salutammo Edward che si dileguò subito oltre la porta.
- Chris, sei chiaramente fatto anche oggi, non so cos- - non gli diedi neanche il tempo di continuare, un attimo dopo gli fui addosso. Alexey venne preso alla sprovvista, non fu abbastanza reattivo ed il mio pugno lo raggiunse dritto al viso, facendolo sbattere a terra.
- Ma che diavolo!!! -
Non attesi che si rialzasse, mi gettai sul suo corpo, bloccandolo al pavimento con tutta la mia forza. Era eccitante, era così che era iniziata un anno fa ... dal dolore e dalla furia. Non gli permisi di sopraffarmi, né di sfuggire alla mia presa, ero forte, ero incazzato e volevo che Alexey rimanesse fermo, sotto il mio controllo. Questo mi ricordò che lui non era Tyler ma soltanto un tipo che ci somigliava e che trovavo particolarmente sexy.
- Che cazzo stai facendo? -
- Sta zitto. - gli intimai, ad un centimetro dal suo viso. Gli avevo spaccato il sopracciglio, il sangue aveva preso a sgorgare dalla ferita, ma non importava a nessuno dei due. Avevamo il fiatone, Alexey mi fissava, tra lo sconvolto e l'attratto.
- Devi stare zitto, Alexey. Mi hai provocato per tutto questo tempo, con i tuoi giochetti, le tue battutine . L'altra sera alla festa da Roman mi hai messo voglia, adesso mi chiedo se sei soltanto bravo a provocare o hai davvero le palle per farti un ragazzo. -
Il suo viso era ad un centimetro dal mio, sarebbe stato anche un movimento incondizionato a farci scontrare. Tenevo fermo il suo volto tra le mani, in una morsa letale.
Alexey aveva gli occhi sgranati, mi chiesi se avesse capito anche una sola parola di quello che gli avevo detto. Non ero bravo a provarci con la gente? Forse ero soltanto alterato. Mi sollevai da lì, lasciandolo improvvisamente. Lui non era Tyler, picchiarci non lo avrebbe eccitato, nessuno era Tyler.
Un solo istante di distrazione fu abbastanza per permettere ad Alexey di ribaltare le posizioni, stavolta fu il mio turno di finire sotto, ci rimasi per qualche secondo, prima di venir sollevato dalla sua presa forte e finire contro il materasso duro del letto. Alexey si gettò su di me, aprii le labbra e incontrai la sua lingua gemendo appena per la sorpresa. Il bacio crebbe di intensità, continuammo a spingerci, quasi volessimo divorarci a vicenda. Lo sentii sospirare forte, le mie mani erano veloci, stavo tirando via i suoi jeans per toccare il suo corpo muscoloso e perfetto. Lo spinsi contro di me, Alexey stava perdendo il senno, sentivo la sua erezione gonfia premere contro la mia, entrambe bloccate negli slip. Annegai nel piacere di quelle mani che mi stringevano, di quella bocca carnosa e bollente, del suo corpo teso contro il mio. Eravamo nudi, eccitati e spaventosamente feroci.
- Tu sotto. - gli ordinai, spingendolo lontano per permettere a me stesso di sollevarmi da lì.
- Come vuoi, ma non sono mai andato con un ragazzo. Devi fare piano, domani ho gli allenamenti. -
Stavolta fu il mio turno di rimanere spiazzato - Allora è meglio rimandare, la prima volta fa male che stia attento o meno. -
- Non voglio rimandare. - Alexey era eccitato quanto ostinato, quelle parole miste al suo sguardo voglioso mi eccitarono più che mai.
- Al diavolo, allora datti da fare in modo diverso. - dissi prima di portare il suo capo verso la mia erezione che non vedeva l'ora di essere accolta nella sua bocca.
Quella sensazione mi lasciò senza fiato per un attimo, Alexey si era sollevato sulle ginocchia, mi stringeva la vita mentre aveva preso a succhiare con forza, ricoprendo quanta più pelle poteva. Era troppo, persi la ragione, le mie mani stringevano i suoi capelli, mi appropriai delle sue dita portandole alla mia bocca, mi impedivano di urlare di piacere ma non solo. Alexey capii le mie intenzioni, spinsi il suo capo indietro fino a liberare la mia erezione dalla sue cure assolutamente straordinarie, era arrivato il mio turno adesso. Volevo giocare con lui, fargli vedere come si faceva davvero, senza fretta iniziai a giocare. Lo fissavo, a pochi centimetri dalla sua erezione che non ne poteva più, fu la mia mano a stuzzicarla inizialmente, sotto lo sguardo implorante di Alexey che iniziò subito a gemere.
- Siamo sensibili ... -
- Sta zitto, stronzo. - commentò quello tra un gemito e l'altro.
- E' con quella bocca che baci tua madre? -
- Bacio mia madre e faccio anche tanto altro - disse quello provocante, sorridendomi di rimando.
Era un bastardo e mi aveva messo ancora più voglia di prima. La smisi di giocare ed iniziai anch'io ad impegnarmi, immediatamente lo misi a tacere. Ero certo che non sarebbe riuscito a formulare niente di sensato fino a quando avessi continuato con quel trattamento. Leccavo la sua erezione fissandolo negli occhi come se fosse una sfida, vederlo in quelle condizioni mi mandava fuori di testa e mi spingeva a continuare, a succhiare con ancora più forza.
- Ahhh, Chris ... Dio ... n-no ... -
Ero pronto, troppo eccitato per badare al dolore che sarebbe sopraggiunto. Ritrassi la bocca dalla sua erezione e in quel preciso istante sentii un profondo lamento di protesta provenire da un Alexey del tutto perso nel piacere.
- N-no ... ti prego, c'ero quasi ... - mi supplicò con un sussurro concitato.
- Ho di meglio in mente, stronzetto. - gli feci intendere, spingendomi sul suo corpo ancora steso sul letto, mi misi a cavalcioni, la sua erezione pronta e bagnata era fantastica. Alexey dovette intuire le mie intenzioni, non ebbe il tempo di dire nulla, iniziai a calare sul suo corpo e non appena la nostra carne si incontrò lo sentii sussultare.
Mi morsi le labbra, trattenni il dolore che ben presto lasciò posto ad altro. Mi muovevo sul suo corpo spinto soltanto dalla voglia di soddisfare il mio piacere, sentire i suoi gemiti eccitati era un incentivo enorme a continuare quella danza fantastica.
- Dio ... - Alexey urlò, le sue unghie erano conficcate nella carne del mio fondoschiena, stringevano la mia pelle assecondando ogni mio movimento con ancora più violenza. Persi il respiro quando le sue spinte si fecero ancora più furiose, avevo gli occhi chiusi ed il capo rivolto verso il soffitto.
- C-chris ... così -
Dovevo essere una persona vuota in quel momento della mia vita, pensai, mi ero svuotato di tutto perché preservare le mie esperienze mi provocava un dolore impossibile da sopportare, un dolore che mi avrebbe ucciso. Avevo deciso di vivere nonostante una parte di me fosse morta.
L'altra, quella nuova, quella oscura amava starsene in quella stanza. Le piaceva ricercare il piacere, perdersi tra i gemiti disperati di due amanti che raggiungono l'orgasmo e si lasciano andare a sensazioni incredibilmente forti. Alexey era senza fiato ed io, stremato almeno quanto lui ricaddi sul suo corpo, ansante.
- Cazzo ... porca puttana ... è stato fantastico. - parlò a fatica, il suo petto sotto il mio corpo si alzava e abbassava ad un ritmo velocissimo.
Ero d'accordo, ma non glielo dissi - Non eri mai stato con un uomo quindi? -
- No, sono sempre stato curioso di provare, ma non ho mai trovato nessuno con cui valesse la pena tentare ... -
Doveva essere un complimento quello? Non potevo dirlo, né mi importava in fin dei conti.
- Sono meglio delle donne che hai avuto? - chiesi, provocandolo. Alexey mi fissava dall'alto in basso, adesso decisamente serio.
- Sei molto meglio di quanto avessi anche soltanto potuto immaginare, Chris. E ti immaginavo fottutamente bravo ... -
Dovevo esserne lusingato, quello era un dannato complimento.
- Mi hai spaccato il sopracciglio, guarda che casino ... - disse indicando le lenzuola prima immacolate adesso macchiate di sangue qui e lì - era davvero necessario? Non sapevo ti piacesse farlo così ... ma è interessante. -
- Non gongolare troppo, la prossima volta starai tu al mio posto. Non mi importerà un cazzo dei tuoi allenamenti. -
Quello rise, soddisfatto - Non so se sono pronto a dire addio al tuo fantastico culo, ma da quello che dici presumo che quindi ci sarà una prossima volta. -
Perché no? Era un buon modo di sfogarsi quello, il migliore che conoscessi. Lo guardai sollevarsi appena, era sudato e decisamente instabile sulle gambe mentre andava a prendere un asciugamano, per poco non cadde a terra e ci ritrovammo a ridere.
- Non fare movimenti troppo bruschi, Alexey -
- Non ne ero mai uscito così provato, te lo assicuro - ribatté quello dopo essersi passato l'asciugamano nel punto in cui l'avevo sporcato - ed ecco cosa si prova a farsi venire addosso da un ragazzo ... -
- Fastidio? -
Quello scosse la testa - Nah, mi è piaciuto anche questo. Dannazione. - ci ritrovammo a ridere per un po'.
Poi si accese uno spinello e dopo qualche boccata lo passò anche a me. Il letto era decisamente troppo piccolo per entrambi, il campus non aveva pensato alla necessità di mettere a disposizione materassi più capienti, motivo per cui lui se ne stava sdraiato ed io semplicemente seduto. Alexey non era mai stato così soddisfatto da quando lo avevo conosciuto, mi fissava ed io ero troppo fatto e stanco per capire un accidenti, come sempre ormai.
- Stiamo insieme adesso? -
Quella domanda mi stupì, la mia mente stava facendo viaggi tutt'altro che terreni - Mmm? Non credevo fossi quel tipo di persona -
- Spiegati. - disse lui passandomi di nuovo la sigaretta.
- Che te ne fai di una relazione? -
- Tu non preoccuparti. Allora? Stiamo insieme o no? -
- Fino a quando ci va magari ... - dissi confusamente. Che diavolo voleva da me? Perché non poteva semplicemente godersi quella sensazione meravigliosa di relax puro?
- Bene. Allora ci penserò io a te da questo momento. -
Non lo stetti neanche a sentire, non era così semplice occuparsi di qualcuno che non sapeva quello che voleva davvero. Lo avevo sperimentato sulla mia stessa pelle. Che cosa sarei diventato continuando su quella strada? Pensai che non fosse un mio problema, avevo sempre rigato dritto ... per una volta non mi importava delle conseguenze delle mie azioni.
Anche ad Alexey non doveva importarne molto, le sue labbra si erano posate sull'interno coscia e adesso aveva iniziato a baciarmi seguendo una traccia che conduceva sempre più in alto. Sospirai e mi lasciai andare.


ANGOLO AUTRICI:

Buongiorno! Beh che possiamo dire? XD ben poco temo .... Abbiamo finalmente scoperto la verità fra Scott e Max, una relazione non solo finita male ma anche costellata di tradimenti e bugie! Adesso forse possiamo capire meglio le insicurezze del nostro Prof! Ma questa volta non è solo, Nik si sta dimostrando un amico leale nei suoi confronti e sicuramente sarà una spalla sua quale poggiarsi! Chris invece ha decisamente iniziato a cavalcare l'onda XD Sotto i suggerimenti di Ren ha "tradito" Tyler per la prima volta da quando la loro storia è cominciata! Alexey sembra ben felice di avere la sua possibilità con lui! Non vediamo l'ora di sentire i vostri commenti, di certo il nostro russo sembra un partner decisamente più aperto e disponibile, è davvero la persona giusta per Chris?
Vi aspettiamo numerose e vi ringraziamo per il seguito che sta avendo la storia! Siamo felici che vi appassioni! Il prossimo aggiornamento sarà all'inizio di Novembre!
Un bacione

BLACKSTEEL

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