La mattina dopo mi sveglio grazie ai raggi del sole che attraversano la finestra della camera. Sento l’abbraccio di Victor che mi avvolge e ho ancora la mia mano stretta nella sua. In un istante mi vengono in mente le immagini di quello che è successo la notte scorsa e il battito del mio cuore inizia inevitabilmente ad accelerare. Ho baciato Victor, un bacio di quelli veri, non uno semplice sulle labbra come quello che c’è stato durante la coppa China. La cosa più imbarazzante è che non mi sono fermato a quello, mi sono fatto toccare da lui, come ho fatto a lasciarmi andare in questo modo? Ma soprattutto come dovrei comportarmi ora con Victor? Non che me ne sia pentito, sia chiaro. Ho sempre pensato che fosse un bel ragazzo, già da quando avevo dodici anni e lo guardavo esibirsi in TV. Crescendo questo pensiero non mi ha mai abbandonato e inoltre la mia ammirazione verso di lui aumentava sempre di più. Inutile dire che quando è diventato il mio coach mi sia sentito l’uomo più fortunato al mondo, ma non avrei mai immaginato che il nostro rapporto si evolvesse fino a questo punto. In questi mesi ho imparato a conoscerlo sempre meglio e posso dire che se all’apparenza può sembrare una persona altezzosa data la fama e il successo, in realtà non lo è affatto. Nel periodo in cui abbiamo vissuto assieme lui mi ha dato tanto, sia per quanto riguarda il pattinaggio, sia come persona stessa. Ha ascoltato le mie ansie e le mie paure e mi ha aiutato tanto a superare questi ostacoli, ora mi sento più forte e ho molta più stima di me stesso. In realtà non mi ha dato solo questo, attraverso le sue parole e ai suoi gesti mi ha donato anche tanto amore e affetto. Non mi aspettavo che Victor sapesse essere così dolce e gentile. In più nonostante i suoi ventotto anni si stupisce per le cose più semplici e questo lo rende assolutamente adorabile. Tutti questi suoi modi di fare mi hanno portato pian piano a provare dei sentimenti per lui diversi da quelli che avrei per un coach o un amico, l’unica cosa che desidero è stare sempre al suo fianco, appena ci separiamo sento subito la sua mancanza. Forse è questo che significa amare qualcuno. Sorrido e mi giro piano verso di lui cercando di non svegliarlo, in questo momento non saprei proprio cosa dirgli. Un semplice buongiorno andrà bene? O dovrei dargli un bacio? Lo guardo e il mio cuore sobbalza. Non so se sono influenzato da quello che è successo ieri ma in questo momento mi sembra ancora più bello del solito. Ha i raggi del sole che gli illuminano la pelle chiara e i capelli che gli ricadono disordinati sul viso. La sua espressione mentre dorme è angelica, niente a che vedere con quei sorrisi maliziosi che mi fa spesso. Non riesco a fermare la mia mano che si sporge verso la sua guancia per accarezzarla. La sua pelle è morbida e calda. Percorro la linea del suo volto e del collo per poi arrivare fino alla spalla. Non posso fare a meno della sensazione che provo nel toccare il suo corpo così continuo a sfiorarlo. Il mio sguardo è ancora fisso su quel viso così bello quando gli occhi di Victor si aprono piano, infastiditi dalla luce. Ritraggo subito la mano come se stessi facendo qualcosa di sbagliato mentre lui mi guarda. Cosa starà pensando? Sento le mie guance arrossire.
<< Buongiorno Yuuri! Come mai sei già sveglio? Peccato, mi sarebbe piaciuto poterti svegliare. Bè sarà per la prossima volta allora! >> La sua espressione angelica ha lasciato posto a un bel sorriso malizioso. Come mi avrebbe svegliato? Non credo di volerlo scoprire. O forse sì. Scuoto la testa e cerco di cacciare quei pensieri. Meglio non fare domande sull’argomento.
<< B-buongiorno, mi ha svegliato la luce del sole, credo che la prossima volta chiuderò le tende, anche se, ecco, questa luce ti rende…carino. >> Quest’ultima parola la pronuncio quasi sussurrando e senza guardarlo. Carino, dentro di me lo so che non è solo carino ma come è possibile che gli abbia potuto dire una cosa così, non l’avevo mai fatto, che vergogna. Victor è stupito, lo vedo dall’espressione dei suoi occhi e dal lieve rossore delle sue guance.
<< Scusa puoi ripetere? Non ho capito bene, parla a volte più alta. >> Mi chiede divertito. Lo so che in realtà mi ha sentito, a quanto pare si diverte a mettermi in imbarazzo, baka.
<< Smettila di prendermi in giro! Hai capito benissimo quello che ho detto. >> Non riesco a guardarlo negli occhi e mi sento le guance andare a fuoco. Perché le sue parole mi fanno questo effetto? Victor mi afferra il polso e mi tira verso di sé per poi abbracciami. Sento il calore del suo corpo invadermi.
<< Yuuri, non ti sto prendendo in giro, è solo che quando diventi rosso sei… carino. >> Mi scanso dall’abbraccio per guardalo e come mi aspettavo aveva stampato in faccio quel suo sorriso malizioso. Allora avevo ragione a dire che mi aveva sentito. Sto per controbattere ma non faccio in tempo ad aprire bocca che mi zittisce con un bacio. Al contrario di quelli della scorsa notte questo è un bacio dolce e lento. Infilo le mie dita tra i suoi capelli fini e morbidi mentre lui fa scorrere la sua mano su tutta la mia schiena per accarezzarla. Le nostre lingue si sfiorano piano, sento che con questo bacio Victor mi sta trasmettendo amore, amore puro, quello che va oltre al semplice bisogno fisico.
<< Non poteva essere un buongiorno senza un tuo bacio, Yuuri. >> Victor mi guarda e mi sorride. Un sorriso dolce che mi fa battere il cuore.
<< Ah, ieri sono riuscito a prenotare la pista di pattinaggio per due ore, so che sono poche ma almeno in quel lasso di tempo possiamo provare da soli. >> È vero, oggi iniziamo le prove per il Gala, sono davvero emozionato per il fatto di dovermi esibire assieme a Victor, spero di riuscire a dare il meglio durante gli allenamenti. Dopo esserci preparati e aver fatto colazione nell'albergo usciamo e andiamo alla pista di pattinaggio. Entriamo dentro e penso che solo ieri gli spalti erano pieni di spettatori per le gare e che ora invece è completamente vuota. Sembra perfino più grande. Ci sediamo per metterci i pattini e quando vedo Victor indossare i suoi con la lama dorata mi emoziono. Ho sempre adorato guardarlo pattinare e ora finalmente tornerà a gareggiare, ma prima si esibirà con me, non potevo chiedere di meglio. Mi alzo, entro nella pista e faccio un po’ di riscaldamento. Provo anche qualche salto, mi sento proprio in forma oggi.
<< Bene Yuuri, quando sei pronto fammi vedere come esegui il programma. >>
<< Come? Da solo? Tu non lo fai con me? >>
<< Non ti ho mai visto farlo dal vivo, sono proprio curioso, è più un desiderio personale che una richiesta da coach. >> Bè si, è vero, ha visto solo il video caricato in rete, come dargli torto.
<< E va bene, sono pronto, quando vuoi fai partire la musica. >> Gli dico appena finisco di riscaldarmi, mettendomi nella posizione iniziale. Appena si sentono le note iniziali comincio a fare i primi passi con tutta la grazia che possiedo. Questa coreografia non potrei mai dimenticarla, mi ha aiutato a risollevarmi dopo il disastro dello scorso Gran Prix e in più ha fatto in modo che Victor diventasse mio coach. Sorrido pensando a lui immerso nella vasca delle terme che si alza e tutto nudo mi dice che da quel giorno mi avrebbe allenato. Già, tutto nudo. Sento un calore improvviso nel basso ventre. Seriamente? Cerco di togliermi il pensiero del suo corpo dalla testa ma più ci provo e più ottengo l’effetto contrario. Ho visto Victor nudo tante volte, che mi succede oggi? Senza neanche accorgermene mi ritrovo con il sedere sul ghiaccio, ho sbagliato un salto. Magnifico. Mi rialzo per cercare di continuare il programma ma Victor stoppa la musica.
<< Yuuri, vieni qui! Sembri un pezzo di legno, è tutto apposto? >> Mi dice mentre entra in pista e si appoggia sul bordo. Mi avvicino piano, sperando che non noti il rigonfiamento nei pantaloni. Appena gli arrivo di fronte mi mette le mani sulle spalle e mi sorride.
<< Che ti succede? A cosa stai pensando? Come mai ha sbagliato quel salto? Di solito ti riesce sempre >> Belle domande. Di certo non posso dirgli: Eh Victor sai com’è, stavo pensando al tuo corpo nudo, mi sono eccitato e ho perso la concentrazione. Non se ne parla. Cerco velocemente una scusa da dire.
<< N-no niente, è che questa notte ho dormito male, ecco, tutto qui. >> Non riesco a mentire, pronuncio quella frase senza incrociare un attimo i suoi occhi e penso anche di essere arrossito. Victor fa scivolare le sue mani sulle mie braccia fino ad arrivare a prendermi le mani, di conseguenza il mio corpo avvampa. Ma dai, che mi succede? Sembro un ragazzino in piena crisi ormonale.
<< Ma no Yuuri, così mi farai sentire in colpa! >> La sua voce ironica mi fa capire che non è assolutamente vero quello che mi ha appena detto. Mi sta fissando. Sento il suo sguardo penetrante sul mio viso, cerco di non guardarlo perché mi sento talmente imbarazzato che vorrei sprofondare nel ghiaccio. Victor lascia la presa dalle mie mani e me le appoggia sui fianchi. Sussulto. Con uno scatto mi tira verso di sé facendo aderire i nostri corpi e riducendo la distanza dei nostri visi a un paio di centimetri. Non so che fare, ho l’erezione che preme su di lui e non voglio che se ne accorga. Cerco di allontanarmi ma Victor mi stringe ancora di più e il mio tentativo di fuga si riduce a uno sfregamento del mio corpo sopra il suo, il che significa che ora sicuramente avrà notato la mia eccitazione. Che vergogna. Victor mi sorride e porta le sue labbra a sfiorarmi l’orecchio.
<< Yuuri, sei proprio sicuro che non riesci a concentrarti perché hai dormito male? Ho come l’impressione che mi hai mentito. Lo sai che non devi mentire al tuo coach. >> Il suo tono è così malizioso che mi sento cedere le gambe. Sento il suo respiro sull’ orecchio, cerco qualche parola da dire ma appena provo a parlare inizia a baciarmi il collo e tutto quello che esce dalla mia bocca è un gemito rumoroso. Porto istintivamente la mano alla bocca ma Victor me la sposta.
<< Non serve che ti trattieni, come puoi vedere la pista è vuota, sai è stata proprio una fortuna che sia riuscito a prenotarla, se no come avremmo fatto a risolvere questo tuo problemino? >> Il mio corpo va letteralmente a fuoco, sia per l’imbarazzo che per l’eccitazione. Victor mi afferra il mento con la mano e inizia a baciarmi. Ogni suo bacio è diverso e trasmette varie emozioni, questo è uno di quelli vogliosi e passionali. Mi succhia il labbro inferiore e io non riesco a contenere i miei gemiti continui. Senza smettere di baciarmi mi sposta e ora sono io quello con la schiena appoggiata al bordo pista. Approfitto di questo momento per portare le mie mani sotto la sua maglia, voglio sentire la sua pelle. Victor inizia a spingere il suo bacino contro il mio e posso sentire la sua erezione che preme contro di me. Mi sposto leggermente in modo che ad ogni spinta i nostri sessi sfreghino l'uno sull’altro attraverso la stoffa. È troppo eccitante, non so quanto tempo ancora potrò resistere prima di venire. Da quando mi basta così poco?
<< Yu-Yuuri, è vero che ti ho detto che con te ci voglio andare piano ma se continui a provocarmi così non so se riuscirò a trattenermi ancora per molto. >> Victor è visibilmente eccitato, non l’ho mai visto così. Ha le guance rosse e gli occhi lucidi, sembrano ancora più azzurri. È bellissimo. Si stacca da me e mi osserva per qualche secondo. Senza di lui che mi sostiene sento il mio corpo cedere.
<< Immagino che tu non riesca ad allenarti in queste condizioni. Molto bene. >> Si riavvicina e senza esitazione mi abbassa i pantaloni e i boxer quanto basta per far uscire la mia erezione. Inizia a toccarmi.
<< V-Victor >> La mia voce è implorante. Intanto mi sta baciando e leccando il collo, è tutto così eccitante, sto per venire.
<< Yuuri, non vorrai mica venire sul ghiaccio, vero? >> La sua mano si blocca. È vero siamo nella pista, come ci siamo finiti in questa situazione? Vedo Victor che si inginocchia davanti a me, il mio membro gocciolante è a pochi centimetri dalla sua faccia, non vorrà mica…
<< Sai, mi piacerebbe metterlo in bocca, ma questo posto come prima volta non mi piace, dopotutto sono un ragazzo romantico. >> Non capisco se è serio o vuole solo provocarmi fatto sta che non mi dispiacerebbe se lo facesse. In questo momento sono così eccitato che non ho più pudore.
<< Yuuri toccati e vieni dentro di me, però voglio che mi guardi per tutto il tempo. >> Mi dice socchiudendo le labbra in attesa. Penso di stare sognando. Victor Nikiforov, la leggenda vivente, è inginocchiato davanti a me in una pista di pattinaggio che aspetta che io gli venga in bocca. Non me lo faccio ripetere due volte, mi stacco dal bordo e con una mano mi masturbo mentre con l’altra afferro forte i capelli di Victor, mentre il mio sguardo è incollato su di lui. Come se fosse difficile rispettare la sua richiesta di guardarlo. È così sexy in questo momento. Ci metto poco a venire, urlando il suo nome come se fosse la cosa più bella di questo mondo. Il mio seme gli finisce in bocca e sul viso. È una visione paradisiaca. Le mie gambe non mi reggono più e mi accascio di fronte a lui. Passo un dito sulla sua guancia per raccogliere un po’ di sperma e poi glielo metto sulle sue labbra che prontamente lecca.
<< Sai Yuuri, non ti facevo così disinvolto in queste situazioni, la cosa mi intriga parecchio. >> Ancora scosso dall’orgasmo mi rendo conto che se quello che ho fatto fino a pochi secondi fa mi sembrava una cosa normale ora me ne vergogno da morire. Come è possibile che quella persona fossi io, io sono quello che arrossisce per ogni minima cosa, non quello a cui piace prendere in mano le redini. Ora come farò a guardarlo senza sentirmi imbarazzato? Mi porto le mani nei capelli e scuoto la testa, sperando che quello che è appena successo sia solo un sogno.
<< Sono contento che tu mi stia mostrando il tuo eros anche in questo campo. >> Il tono di Victor è malizioso e io non so che fare o cosa dire.
<< Scusa. >> È l’unica parola che riesco a farmi uscire nel mentre che mi sistemo i pantaloni desiderando solo di sparire magicamente dalla sua vista.
<< Non capisco per cosa ti stia scusando, Yuuri. Voglio che tu sia te stesso anche in questi momenti senza farti problemi. Da quello che mi hai detto non hai avuto molte esperienze e quindi ti può sembrare strano, però è normale fare queste cose quando si è eccitati. >> Victor mi posa le mani sulle spalle, le sue parole mi tranquillizzano ma allo stesso tempo mi imbarazzano un po’.
<< Mh, va bene. >> Mi alzo da terra, ho ancora qualche dubbio ma probabilmente quello che mi ha detto è vero, sicuramente lui ne sa più di me. Victor, che probabilmente ha capito le mie perplessità, mi si avvicina e mi bacia la fronte più volte per poi avvolgere le braccia attorno il corpo donandomi un abbraccio dolce, che allo stesso tempo mi trasmette sicurezza.
<< Come stai ora? Che ne dici di continuare l'allenamento? Infondo siamo venuti qui per questo. >>
<< Ecco ora sto bene, possiamo allenarci. >> Gli dico portandomi una mano sulla nuca e arrossendo.
Victor mi fa rifare la coreografia, questa volta le eseguo molto bene, non ho nessun pensiero che mi distrae, cerco di diventare un tutt’uno con la musica e di trasmettere più emozioni possibili. Quando la canzone finisce mi sento un po’ stanco, è proprio complesso questo programma. Guardo Victor e gli sorrido mentre gli vado incontro.
<< Yuuri! Sei stato perfetto! >> Mi dice entusiasta e abbracciandomi.
<< Ok, ora che ti ho visto dal vivo posso ritenermi soddisfatto. Adesso ti farò ascoltare la versione della canzone su cui ci esibiremo. >>
<< Come la nuova versione? L’hai cambiata? >>
<< Si Yuuri, trovo che questa si addica di più a noi. Quella che ho portato io non ci rappresenta. Adesso te la faccio ascoltare così capisci. >>
<< Mh ok Victor, ma allora perché mi hai fatto provare sull’ altra? >>
<< Te l’ho già detto, era più una richiesta personale, avevo solo voglia di vederti pattinare su quelle note. Ora ascolta. >>
Appena parte la musica noto già la differenza. L’inizio è molto più dolce, ci sono delle note suonate con il pianoforte. Quando ho imparato la coreografia di Victor ho cercato il significato del testo della canzone per cercare di immedesimarmi il più possibile. Ho scoperto che parla d’amore, probabilmente uno non corrisposto o uno di quelli impossibili. Nel testo si capisce che il protagonista quasi odia questo sentimento che lo fa soffrire per il fatto che semplicemente non può stare con la persona amata. In questa versione tutte queste cose non sono presenti, ci sono solo le frasi che esprimono amore.
Stammi vicino, non te ne andare, ho paura di perderti.
Una voce femminile si aggiunge a quella maschile nel cantare questa frase, un duetto? Sento i miei occhi inumidirsi per l’emozione nel mentre che finisco di ascoltare la musica.
Partiamo insieme, ora sono pronto.
Mentre sento queste parole due lacrime mi scorrono lungo il viso. È questo quello che intendeva Victor con la frase di prima? Questa si addice a noi perché trasmette un amore puro mentre l’altra rinnegava questo sentimento?
<< Cosa ne pensi Yuuri? >> Mi chiede Victor sorridendomi.
<< È bellissima, ho capito cosa intendevi, sai? >> Sono felice. Victor mi rende felice. Mi lancio letteralmente su di lui abbracciandolo, facendogli perdere l’equilibrio e ritrovandoci sdraiati sul ghiaccio.
<< Grazie. >> Non so neanche il motivo per cui lo sto ringraziando, forse semplicemente per il fatto che lui esista. Lo guardo negli occhi, voglio perdermici dentro, è raro che io riesca a sostenere il suo sguardo per così tanto tempo ma in questo momento il modo in cui ci stiamo guardando vale più di mille parole. Voglio sentirmi per sempre così.
Eccomi con un nuovo capitolo! Cercherò di pubblicare una volta alla settimana, di mercoledì. Io penso che Yuuri sia così, un po’ audace in queste situazioni, solo che non lo sapeva neanche lui fino ad ora. Una mia amica mi ha chiesto se ci fossero delle telecamere nella pista di pattinaggio ed effettivamente credo che ci siano solo che non ci avevo pensato. Non importa perché ho sempre voluto fargli fare zozzerie sul ghiaccio. Chi guarderà le registrazioni troverà solo cose belle. Grazie a chi ha recensito e ha messo la storia tra le seguite o preferite! Mi fa tanto piacere, alla prossima!
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Il gala - Yuri On Ice - Victuuri
Fanfictionla Fanfiction è ambientata dopo la finale del Grand Prix
