Epilogo

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Cinque anni dopo

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Cinque anni dopo.

Nicholas passeggiava nervosamente per il salone dell'appartamento in cui viveva con Danielle da ormai quattro anni e stava aspettando che la donna finisse di prepararsi.
Non era un giorno comune quello, era il giorno della laurea di sua nipote Julie e avevano almeno un'ora di strada da fare per arrivare al campus universitario, cercare l'aula magna e godersi la cerimonia.
Danielle fece il suo ingresso poco dopo, era vestita in maniera elegante ma non eccessivamente, indossava un tubino nero con le maniche a tre quarti e uno scollo tondo, aveva optato per un'acconciatura alta ma molto morbida e il trucco era ovviamente impeccabile.
Gli si avvicinò sorridente e prese ad aggiustarli la cravatta, non che ve ne fosse bisogno, era solo un pretesto per toccarlo e farlo rilassare. Nicholas non lo avrebbe ammesso con facilità ma era agitato forse più di sua nipote in quel momento, il motivo era semplice: era la sua grande occasione per riallacciare in maniera solida il suo rapporto con la ragazza.
- Sarai il genitore più sexy. – disse lei ad un soffio dalla sua bocca finendo di sistemargli il colletto della camicia.
- Sei una grandissima ruffiana, tesoro. – disse lui sorridendole e bloccandole i polsi su suo petto, se avesse continuato con tutte quelle cerimonie avrebbero fatto tardi e Danielle poteva dire addio alla sua acconciatura.
- Non dimenticare i fiori. – disse lei allontanandosi verso la porta di casa.
Danielle posò delicatamente una mano sulla sua coscia, ormai mancava davvero poco a destinazione e Nicholas non aveva detto neanche una parola, si era fumato una sigaretta e aveva sospirato più volte. Era il chiaro sintomo che sotto la sua aria da duro si nascondesse una certa fragilità.
Era sempre così quando si trattava di sua nipote, non aveva la minima idea di come comportarsi anche se gli ultimi cinque anni gli aveva spesi a lavorare sodo per lei e per garantirle il futuro che le desiderava e ci sperava tanto che lei accettasse quel dono ma soprattutto che tornasse a chiamarlo "zio" e non semplicemente "Nicholas".
Le afferrò la mano e la portò sotto la sua sul cambio delle marce e le lanciò una lunga occhiata che Danielle ricambiò con dolcezza.
Un po' la invidiava Danielle, una invidia genuina però. Lei e Julie avevano un bellissimo rapporto, sembravano quasi sorelle, si confidavano, uscivano insieme quando la ragazza tornava per le feste, monopolizzavano il bagno del loro appartamento e lui ovviamente era escluso da quel loro club solo per donne.
La ragazza si limitava a salutarlo e lo ignorava per quasi tutto il tempo in maniera educata e questo lo logorava dentro. Julie non gli parlava mai di lei e tutto ciò che lui sapeva era grazie a Danielle. La sua Danielle.
Il loro rapporto era cambiato molto in quegli anni, in meglio ovviamente. Erano una coppia molto affiatata e dinamica tanto nella quotidianità quanto sotto le lenzuola, ciò aveva contribuito a consolidare la loro unione, si compensavano e ormai bastava anche solo uno sguardo per capirsi.
Infatti Danielle aveva capito cosa gli stava passando per la testa.
- Sei preoccupato.
Nicholas si limitò a risponderle con un grugnito infastidito, la donna sbatté le palpebre e ruotò gli occhi al cielo senza farsi notare.
- Parlami Nicholas. – disse con dolcezza.
- Non c'è molto da dire. – commentò lui incolore.
- Sei un pessimo bugiardo. – disse canzonandolo.
- Temo solo che non si abbastanza. – disse con un'alzata di spalle per sminuire la faccenda.
- Regalarle la maggioranza delle quote dell'attività di famiglia dici? – chiese con sarcasmo e Nicholas sospirò rumorosamente.
Giunsero finalmente al campus universitario, Nicholas scese dall'auto e prese lo splendido mazzo di fiori, era una composizione dai colori tenui ma molto ricca di diverse specie.
- Pronto? – chiese lei.
Nicholas la guardò con dolcezza e venerazione, le sfiorò la collana d'oro giallo che le aveva regalato solo qualche mese prima e risalì con la mano fino al viso e prese ad accarezzarle lo zigomo con il pollice.
- Non ancora. – disse e staccò un rametto di gypsophila dal mazzo e glielo incastrò al lato dell'acconciatura. La sua piccola dea.
- I miei preferiti. – disse lei sorridendo e ammirandolo compiere quel gesto così dolce e delicato nettamente in contrasto con le sue mani grandi e forti.
- Ti si addicono in un certo senso. Eleganti, minuti e delicati. – disse prima di lasciarle un bacio leggerissimo sulle labbra.
- Non sono così minuta! Sei tu che sei enorme... - disse sistemandogli la barba fino a scendere sul colletto della camicia.
- Direi che sono pronto adesso. – disse passandole un braccio intorno alla vita e insieme si diressero verso la struttura che avrebbe ospitato la cerimonia.
"Julie Helen Wulfugar", quando Nicholas udì il suo nome gli mancò un battito, poi il cuore prese a martellargli violentemente nel petto e un sorriso spontaneo gli si dipinse sul viso. Danielle guardò prima la ragazza salire sul palco e avvicinarsi all'elegante leggio di legno, applaudì insieme a tutti i genitori e si voltò verso Nicholas che aveva finalmente disteso di tratti del viso.
Poco dopo passeggiavano nel parco brulicante di studenti, neo laureati e intere famiglie, Julie si era sbottonata la toga ed era raggiante, si era laureata con il massimo dei voti e aveva già fatto domanda per il master.
- Grazie per i fiori, sono stupendi! – disse timidamente a suo zio che ricambiò il sorriso.
Nicholas era a disagio, sembrava che Julie stesse cercando di parlare con lui celando il forte imbarazzo che le tingeva le guance di un rosso tenue e si sentì frustrato.
- Li ha scelti lui, sai? – disse Danielle cercando di smorzare la tensione fra i due.
- E quelli? – chiese divertita indicando la gypsophila fra i suoi capelli.
- Uno dei momenti di dolcezza di tuo zio. Con l'età si sta rammollendo. – disse canzonandolo e prendendolo sottobraccio.
Nicholas rise piano e si abbassò per baciarle una tempia, gliel'avrebbe fatta scontare quella sera stessa tutta la sua impertinenza.
- E ha anche prenotato in un posto bellissimo per pranzo! – disse con entusiasmo e lasciò il braccio dell'uomo.
- Ho pensato che la sera volessi festeggiare con i tuoi amici. – asserì infilando le mani nelle tasche.
- Vi ringrazio, davvero. – disse con dolcezza.
- Aspetta a ringraziarci, devi ancora aprire i regali, forza! – disse trascinandola verso l'auto e monopolizzando la sua attenzione, non prima di aver lanciato un'occhiata complice a Nicholas.
Gli stava dando tempo per riordinare le idee ma anche per ammorbidire Julie e in quel momento Nicholas non fu per nulla invidioso di essere momentaneamente escluso. Quanto era scaltra e calcolatrice quella donna, pensò con il sorriso mentre le seguiva lentamente.
Danielle prese dal portabagagli una scatola confezionata in maniera molto vintage, sembrava uscita da una boutique degli anni cinquanta.
"A Julie.
Che possa essere la tua affidabile compagna per la lunga e brillante carriera che hai davanti, penso sia di buon augurio scoprire che al suo interno si nasconda la prima soddisfazione.
Danielle."
Julie lesse il biglietto con aria divertita, aprì la scatola e vi trovò una elegante quanto sobria ladies' business bag della Saint Laurent, una edizione limitata color coloniale molto retrò.
Julie l'abbraccio di slancio prima di aprirla e scoprire con grande felicità tutte le carte per un viaggio alle Hawaii per due persone di una settimana.
- Oddio Danielle! – esclamò con entusiasmo.
- E non hai ancora visto il regalo di tuo zio. – si lasciò sfuggire e l'uomo le lanciò un'occhiataccia.
- Quale regalo? – chiese confusa rivolgendo la sua attenzione allo zio.
- Dovremmo fare un po' di strada per scoprirlo, anzi è ora altrimenti non faremo mai in tempo per il pranzo. – disse dando un'occhiata simbolica all'orologio.
Nicholas intavolò una discussione con Julie riguardo il proseguimento degli studi, la ragazza aveva intenzione di prendere anche il master e iniziare a gettare le basi per l'azienda che tanto desiderava rimettere in piedi. Nicholas sorrise letteralmente sotto i baffi, ah se solo sapesse, pensò divertito e afferrò la mano di Danielle che cercava di partecipare il meno possibile a quella conversazione perché temeva di far scoprire le carte con qualche frase dettata dall'entusiasmo.
- Ricordo vagamente questa strada... - disse nervosamente quando imboccarono la traversa dello stabilimento che era stato per anni dei Wulfugar.
Nicholas non rispose e si limitò a parcheggiare nel posto auto a lui riservato e tutti insieme scesero dall'auto.
Julie lo guardava confusa, si portò una mano sulla bocca e fissava la struttura incredula, aveva già iniziato a capire cosa stesse accadendo e un mix di paura ed emozione le attanagliò lo stomaco.
Incapace di fare altro seguì i due all'interno dello stabilimento e per un attimo i flashback della sua infanzia divennero vividi nella sua testa.
Fra i saluti e i convenevoli dei dipendenti, Julie si aspettava quasi di veder sbucare suo padre, Raymond Wulfugar, per prenderla in braccio e farle fare l'aeroplano.
- Vi lascio da soli. – disse Danielle accarezzandole un braccio e guardandola con dolcezza poco prima di svoltare per un corridoio e non uno qualsiasi. Julie vide i due scambiarsi una lunga occhiata, sembravano persi l'uno nell'altra.
- Lo riconosci? – chiese conducendola dinnanzi ad una porta.
- L'ufficio di papà... - disse sfiorando la maniglia e alzò lo sguardo sulla targhetta coperta dalla carta.
- In questi anni ho rimesso in piedi tutto o quasi almeno, ci sono ancora dei settori da migliorare ma direi che siamo sulla piazza e il giro d'affari ha preso finalmente vita. Dietro la carta c'è il tuo nome, ti occuperai del settore della realizzazione e produzione dei farmaci, dirigerai il team dei chimici e i laboratori. Io mi occuperò della parte finanziaria e amministrativa. Si tratterebbe di lavorare insieme, ognuno nel proprio campo ovviamente. Ma tu avrai la maggioranza delle quote d'appartenenza e se lo desideri posso donarti anche le mie diventando a tutti gli effetti un tuo dipendente. – disse lentamente e osservandola con attenzione cogliendo ogni sfumatura del suo viso.
Julie aveva ormai le sembianze di una donna adulta, era fine ed elegante proprio come sua madre ma più testarda di lui. Represse il desiderio di abbracciarla forte e riprese a parlare dopo una breve pausa strategica per darle tempo di assimilare la novità.
- Se decidi di togliere la carta tutto questo sarà tuo. Ovviamente mi occuperò io di tutto fino a quando non avrai conseguito il master. – disse incrociando le braccia sul petto.
- Hai fatto tutto questo per me? – chiese sentendo le lacrime pungerle gli occhi.
- Non c'è nulla che non farei per te. – disse trattenendo l'emozione.
- Zio... - sussurrò prima di avvicinarsi timidamente a lui, cingergli la vita e posando la testa sul suo petto.
Nicholas sentì gli occhi inumidirsi mentre la stringeva fra le braccia, era una sensazione che non provava da tanto tempo e fu quasi sconvolgente.
- Mi sei mancata tanto piccolina. – disse prima di posarle un bacio sulla testa.
- Mi aiuti a togliere lo scotch? – chiese tamponando le lacrime con le dita per non rovinare il make up.
- Con immenso piacere. – disse.
Danielle si affacciò e sbirciò la scena, era commossa e felice ma non voleva interrompere quel loro momento, li vide aprire la porta dell'ufficio e la prima ad entrare fu Julie, Nicholas invece si girò nella sua direzione e la scorse, lo vide passarsi il dorso della mano sugli occhi e sorriderle.
Danielle lo ammirò in quel suo completo fatto su misura e in quelle lievi rughe donate dall'età, lo ammirò nella sua stazza e nella sua fragilità, desiderò posare la testa sul suo petto come faceva da ormai cinque anni e abbandonarsi al calore del suo corpo e alla sua solidità.
L'uomo le fece segno di raggiungerla e lei non se lo fece ripetere due volte, Nicholas le andò incontro e l'avvolse fra le sue braccia e senza darle il tempo di capire cosa stesse accadendo la baciò con passione senza curarsi del rossetto o che qualcuno potesse vederlo in quell'atteggiamento intimo e sfrontato.
- Ti amo. – le disse staccandosi appena dalle sue labbra solo per sussurrarglielo.
- Ti amo Nicholas. – disse lei prima di abbandonarsi nuovamente alla dolcezza della sua bocca.
- Vi lascio l'ufficio? – Julie li guardò tra l'imbarazzato e il divertito appoggiata allo stipite della porta.
- Facciamo il giro turistico? – chiese Danielle recuperando subito il controllo e mettendosi al fianco dell'uomo cingendogli la vita stretta con il braccio.
- Si, prima che tua zia inizi a borbottare perché ha fame. – disse canzonandola e si diressero insieme verso i corridoi della struttura verso un nuovo inizio.



Ela Collins ©
Opera soggetta al copyright, ogni sua riproduzione parziale e o totale, citazioni comprese sono severamente vietate, i personaggi appartengono all'autrice. Ogni riferimento a fatti, luoghi e persone sono puramente casuali.
Le tematiche trattatate nel romanzo non vogliono inneggiare alla violenza ma fanno parte di un'opera di fantasia, il rapporto descrittto avviene fra due adulti consenzienti e consapevoli.

Note: Siamo veramente alla fine! Sono emozionatissima e felice perchè questa storia mi ha donato tante belle soddifazioni, colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno letto la storia, chi ha avuto la gentilezza, la costanza e la pazienza di recensire; A voi dico grazie per ogni più piccolo consiglio e parere di cui ho fatto tesoro per migliorami in futuro e migliorare la storia quando avrò tempo per revisionarla.
Un grazie anche ai lettori silenziosi, siete tantissimi e spero di leggere qualche parere anche da parte vostra.
GRAZIE di cuore a tutti insomma.

Restate con le orecchie dritte perchè "L'inganno" è in corso e tornerò presto con una long romantica/erotica.

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