Avete presente l'amore?
Quella sensazione di calore che può darti solo un'altra persona che non sia tu...
Quella sensazione che può donarti il sorriso in ogni momento della tua vita...Ma...
Che può anche portarti via tutto...
"Quindi? Ci stai?"
"..."
"Ci stai...Estelle?"
*Suono della sveglia*
"*GASP!*"
"Ancora quel sogno..."
Era una mattina di pioggia come tante...Mi svegliai sconcertata, come se fosse accaduto qualcosa mentre stavo dormendo...Ma, non ricordando nulla, decisi di voltarmi verso il comodino, dove poggiavo ogni sera i miei occhiali. Così, mi alzai ed iniziai a prepararmi.
"ESTELLE! SEI IN RITARDO!"
Estelle: "Sì, Erika, sto facendo più veloce che posso!"
Erika: "Se anche questa volta arrivi in ritardo, giuro che mi sentirai."
Ah, mia sorella, si chiama Erika. Io vivo da sola con lei da qualche anno...Dopo la scomparsa dei nostri, ci siamo dovute arrangiare per vivere, ma ora sembra sia tutto apposto. Lei lavora come segretaria in uno dei migliori studi legali di New York. Va molto fiera del suo lavoro, ma spesso è stressata e devo sorbirmela io...Che palle...Ma le voglio bene e farei di tutto per lei.
Estelle: "Erika, mi fai un favore?"
Erika: "Spara!"
Estelle: "Mi presti 20 dollari? Oggi devo andare al bar con Haru e sono senza soldi hahaha"
Erika: "Va bene, ma non fare tardi, domani mattina dobbiamo andare a trovare la nonna."
Estelle: "Sì, cercherò di tornare ad un orario decente."
Così, uscì di casa, aprii l'ombrello, mi misi le cuffiette e mi recai alla fermata dell'autobus, dove incontrai il mio migliore amico, Haru. Si è trasferito quì da Tokyo quando aveva 5 anni a causa del lavoro di suo padre, che si da il caso sia il capo dello studio legale dove lavora mia sorella Erika.
Haru: "Ehilà signorinella! Rossi e ricci? Ti stanno benissimo!"
Estelle: "Umh, grazie Haru..."
Haru: "C'è qualcosa che non va?"
Estelle: "No no, tranquillo haha."
Haru: "Vabbè, se lo dici tu...Ah, a proposito, hai scritto la relazione di inglese?"
Estelle: "MERDA! Ho dimenticato di scrivere la relazione...Qual'era il Topic?"
Haru: "L'autunno"
Estelle: "Allora vorrà dire che mi aiuterai tu a scriverlo entro la terza ora. EH EH EH!"
Haru: "NON SE NE PARLA, COSI' IMPARI A FARE LA PIGRONA!"
Estelle: "UFFA!"
Poi, accadde una cosa che non era mai successa...Haru mi abbracciò di sua spontanea volontà e mi disse:
Haru: "Non accettare...Ti prego..."
Io, sconvolta lo spinsi e gli chiesi di spiegarmi cosa volesse dire...Ma si limitò a guardarmi con la sua solita faccia da pesce lesso...Come se non fosse accaduto nulla.
Estelle: "Cosa non devo accettare?" Gli chiesi.
Haru: "Eh? Cosa?"
Estelle: "Mi hai appena pregato di non accettare qualcosa."
Haru: "Guarda che io non ho fatto né detto nulla..."
Così mi limitai a voltarmi verso la strada per osservare la pioggia che continuava a scendere sempre più forte...Così finché non arrivò il nostro autobus.
Così mi sedetti, ed arrivai a scuola in perfetto orario.
Camminai per i corridoi con il cappuccio sulla testa e l'ombrello bagnato in mano, cercando di evitare più persone possibili. Finché non arrivai nella mia classe ancora vuota. Ricordo ancora l'odore che aveva quella mattina, odorava di pioggia ed erba bagnata perché qualcuno la sera prima aveva lasciato la finestra aperta...
Così mi appoggiai alla finestra e decisi di accendere l'ultima sigaretta rimasta, godendomi gli ultimi dieci minuti prima dell'arrivo dei miei compagni di classe.
Alle 8:20 esatte, i miei compagni entrarono seguiti dal mio professore di inglese e da un ragazzo che non avevo mai visto prima.
Professore: "Avanti ragazzi, sedetevi."
Professore: "Bene. Vi presento Decimo. Viene dall'Italia e non parla molto bene l'inglese. Vi chiedo cortesemente di parlare lentamente in sua presenza, in modo che possa capirvi più facilmente."
Il professore si girò verso decimo e molto lentamente gli disse:
Professore: "Bene, Decimo, presentati."
Decimo: "Emh, ciao! Io sono di Italia, bel paese, pasta, pizza, peperoni! Hahahaha"
(O almeno questo è quello che ho capito io la prima volta che l'ho sentito parlare)
Professore: "Ok, puoi andare a sederti accanto ad Estelle. Magari riesci a farle venire la voglia di impegnarsi di più hahaha! Vero Estelle?"
Così risposi:
Estelle: "Emh...Sì professore." (Accompagnata da una risatina sarcastica)
Così Decimo si sedette vicino a me, mi strinse la mano, tirò fuori dalla tasca una console portatile e si mise a giocare non curante della lezione che si stava svolgendo.
Così gli dissi che non poteva giocare durante la lezione, altrimenti il professore si sarebbe arrabbiato non poco.
Allora mi rispose:
Decimo: "Sì, certo...Come se potesse vedermi..."
Estelle: "Aspetta, cosa intendi dire?"
Decimo: "Ma non te ne rendi conto?"
Ed in una frazione di secondo...Scomparve...
E mi ritrovai nuovamente lì...Vicino alla finestra...A fumare la mia sigaretta.
Così i miei compagni entrarono insieme al professore e le sette ore di scuola, procedettero come al solito.
Con io che cerco di stare attenta senza riuscirci e con Haru che mi fa le boccacce dalla porta quando passa per andare in bagno.
Alla fine delle lezioni, uscì di corsa e decisi di prendere la metro per andare a vedere Central Park prima di andare al Bar. Adoro vedere le foglie che cadono durante l'autunno, è uno degli spettacoli più belli della natura.
Così arrivai, presi un Hot Dog con i soldi di mia sorella e mi sedetti su una panchina per mangiarlo in santa pace.
Finché...Non vidi un'ombra che mi guardava da lontano e che mi faceva cenno di raggiungerla. Così mi alzai e come spinta da qualcosa iniziai a correre, vedendola affievolirsi sempre più. Finché non giunsi in una zona di Central Park che non avevo mai visto...E lì vidi lui...Decimo.
Decimo: "Finalmente sei arrivata. Ce ne hai messo di tempo."
Estelle: "Cosa vuoi da me?! CHI SEI?!"
Decimo: "Non ha importanza...Devi venire con me...Ho bisogno di te..."
Estelle: "Cosa?! Perché?!"
Decimo: "Non avere paura...Vieni con me."
Estelle: "Ma io..."
Decimo: "Ci stai?"
Estelle: "..."
Decimo: "Ci stai...Estelle?"
E così...Tutta la mia vita cambiò da quel momento in poi...Perché risposi...
Estelle: "Sì."
Fine primo Atto.
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Estelle
FantasyEstelle è una ragazza come tante. E viveva una vita normale, finché un giorno non conobbe un ragazzo. Un ragazzo che le cambiò la vita.
