Cameron's pov.

Dopo essere andato a prendere un panino al bar dell'ospedale, torno a sedermi nella sala d'attesa vicino alla solita stanza di Chloe. In questo momento mi piacerebbe molto entrare e parlare un po' con lei nella speranza che possa sentirmi, come faccio ormai da un paio di giorni, ma al momento dentro c'è Madison che probabilmente le sta raccontando tutto quello che succede tra lei e Jack, a scuola alla mattina e nei corridoi dell'ospedale. Ultimamente è ricominciata la scuola e siamo stati costretti a partecipare alle lezioni mattutine per non perdere nulla del programma. Per quanto riguarda i corsi facoltativi, pomeridiani, li ho abbandonati tutti in modo da stare con Chloe il più possibile.
Sento lo sguardo di Hayes su di me e sono tentato di dirgli di smetterla, perché è inquietante, ma decido di lasciar perdere visto che non gli vado tanto a genio. Vedo che si alza e si siede al mio fianco.
«Quando Chloe si sveglierà, dovrai starle lontano.»
Mi volto a guardarlo incredulo, pensando sia uno scherzo ma quando vedo l'espressione dura sul suo volto, ogni dubbio scompare.
«Stai scherzando?»
«No, per niente.»
Faccio un respiro profondo.
«Ma chi ti credi di essere?»
Lui finge di pensarci un momento e poi fa una faccia divertita.
«Sono suo fratello.»
«Ma non puoi decidere per la sua vita.»
«Vedremo.»
«Hayes è la sua vita e lei può farne ciò che vuole.»
«Certo, ma non con te al suo fianco.»
«Beh, mi dispiace per te ma, se lo vorrà, io starò con lei.»
Lui si guarda intorno furioso e poi posa i suoi occhi color ghiaccio pieni di rabbia su di me.
«Lei ha sempre pensato di poter superare qualsiasi cosa e si è sempre buttata in ogni situazione senza pensare. Alla fine ha sempre sofferto e non deve più accadere. Tu l'hai già fatta soffrire e continueresti a farlo quindi, o le stai lontano per tua scelta o ti tengo lontano io da lei.»
Lo guardo di traverso e scoppio a ridere.
«Tu non mi impedirai di starle accanto.»
Lui scoppia a ridere insieme a me e mi sferra un pugno. Prima che possa reagire me ne sferra un altro.
Stufo di prenderle gli salto addosso e lo riempio di pugni finché non si rivolta la situazione e lui mi picchia di nuovo. La rissa è un continuo alternarsi di chi predomina: un momento sto vincendo io e quello dopo lui. Continuiamo a picchiarci al lungo finché James spunta dal nulla e mi afferra per le spalle, e Jack fa lo stesso con Hayes.
James mi guarda divertito e mi da un pugno sulla spalla.
«Ragazzo devi calmarti, è la seconda rissa da cui ti tiro fuori e le persone iniziano ad infastidirsi.»
Mi guardo intorno e vedo diverse persone che ci guardano con disprezzo, mentre altre fanno un cenno di assenso con la testa rivolto alla situazione poco consona. Mi ricompongo sistemandomi la maglietta e mi siedo nuovamente su una scomoda sedia di questa sala.
Per tutto il tempo Hayes mi fissa con odio e riesco quasi a sentire i suoi pensieri. Glielo leggo negli occhi che mi odia, ma non capisco perché non vuole darmi un'altra possibilità. Tutti sbagliamo, e io ho sbagliato, ma ne ho il pieno diritto visto che sono un essere umano. Una seconda possibilità potrebbe anche darmela, d'altronde mi sono impegnato per non far soffrire Chloe e quella sera all'hotel di Roma è stata un incidente.
«Senti Hayes...»
Mi avvicino a lui che mi guarda infastidito.
«Io voglio rendere felice tua sorella, ma non riuscirò a farlo se tu mi ostacoli. Non ti chiedo molto, voglio solo che tu mi dia un'altra possibilità.»
«Ad una condizione.»
Lo guardo confuso spingendolo a continuare.
«Se la farai soffrire un'altra volta, sparirai per sempre dalla sua vita senza protestare. Ti troverai un'altra casa dove stare o, se proprio non ci riuscirai e resterai a vivere con noi, non le parlerai più e lascerai che si rifaccia una vita.»
Ci rifletto un momento. È l'unica possibilità che ho per stare con lei e non avere problemi con suo fratello.
«Okay Hayes, ci sto.»
Lui annuisce e se ne va al bar.
La sera arriva velocemente. Il cielo lentamente si scurisce e la temperatura scende. Ne approfitto per andare da Chloe prima che finisca l'orario di visita consentito. Appena entro nella stanza mi siedo sulla sedia accanto al letto e resto ad osservare Chloe.
«Ciao piccola, i medici dicono che stai meglio e ci sono molte possibilità che ti svegli. Ahn e, indovina un po', ho preso il massimo dei voti al test di matematica. Matematica! Da non credere... ho anche inziato a mandare delle domande per il college e dovrai farlo anche tu quando ti sveglierai. Per ora le ho mandate qui a Miami, a San Francisco, a Hollywood e a New York. Lo so cosa diresti se fossi sveglia: non hai proprio tenuto conto della distanza.
In effetti non l'ho nemmeno considerata perché vorrei ricominciare da capo e concludere qualcosa nella mia vita...spero solo che verrai con me, altrimenti niente di tutto ciò avrà senso.»
Un'infermiera entra e mi guarda con rimprovero.
«Ragazzo, devi andare. L'orario di visita è finito.»
Annuisco e, dopo aver dato un dolce bacio in fronte a Chloe, esco dalla stanza e raggiungo gli altri nella sala d'attesa.
Ho una strana sensazione. Come se stesse per accadere qualcosa...ma non ne sono completamente sicuro. Scaccio via i pensieri che mi tormentano ed esco dall'ospedale con i ragazzi, diretto a casa.

ALWAYS Leggi questa storia gratuitamente!